Singhiozzo: a cosa è dovuto e come farlo passare

Singhiozzo: a cosa è dovuto e come farlo passare

Arriva all’improvviso e non vedi l’ora che vada via: è il singhiozzo. Scopriamo da cosa deriva e come farlo passare rapidamente!

Arriva quando meno te lo aspetti e diventa subito una presenza fastidiosa che cerchiamo di eliminare il prima possibile. Non respiriamo più, beviamo i famosi sette sorsi d’acqua, chiediamo a qualcuno di metterci paura: ma quali sono i rimedi davvero efficaci per scacciare il singhiozzo?

Le cause del singhiozzo

Ma cos’è di preciso il singhiozzo? Non è altro che la contrazione ripetuta e involontaria del diaframma. Tutta colpa del nervo frenico, quello che controlla le contrazioni del diaframma, che può irritarsi scatenando il fastidiosissimo ‘hic’. Questo suono è causato dalla chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente. La contrazione del diaframma termina con la chiusura di questa valvola e con la fuoriuscita del suono ‘hic’. Il singhiozzo si manifesta all’improvviso, tanto che a volte non si riesce nemmeno a capirne la causa scatenante. Tuttavia ci sono delle situazioni precise che possono provocarlo, per esempio bere o mangiare troppo che fanno dilatare lo stomaco; bruschi cambi di temperatura di cibi o bevande; bere troppo alcool; un momento particolarmente emotivo in cui si ingoia una quantità eccessiva di aria.

Singhiozzo da reflusso

Se il nostro singhiozzo dura da pochi secondi a qualche minuto, nulla di cui preoccuparsi: capita a tutti nella vita! Ma se persiste per ore, addirittura per giorni, siamo di fronte a un vero e proprio campanello d’allarme che potrebbe nascondere una pericardite (infiammazione della guaina che avvolge il cuore), di disturbi di digestione, per esempio il reflusso gastrico che fa risalire il cibo che abbiamo ingerito, di una gastrite. In America un tizio singhiozzò per 67 anni, circa 430 milioni di ‘hic’!

Rimedi contro il singhiozzo

Uno dei rimedi più antichi, addirittura consigliato da Ippocrate, consiste nel rimanere in apnea per almeno 15/20 secondi per permettere al diaframma di rilassarsi. Prima, però, bisogna fare una profonda inspirazione. Ma la lista continua: ingerire (sette) piccoli sorsi di acqua; cercare di starnutire; mangiare rapidamente un cucchiaio di zucchero, d’aceto o di limone; addirittura spingere con le unghie dei due indici un punto dell’agopuntura che si trova nei padiglioni delle orecchie.
Voi quali rimedi avete provato?



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