Reflusso neonato
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Reflusso neonato: sintomi e rimedi per il suo benessere

Primi mesi di vita e reflusso, un problema comune che solitamente si dissolve nel tempo. Un po’ di notizie in più sul fenomeno, dalle cause ai sintomi, agli interventi

Ne soffrono circa la metà dei neonati, si tratta di un disturbo transitorio che solitamente si risolve entro il terzo mese di vita del bambino. Possono, però, esserci casi in cui il reflusso ha una durata prolungata nel tempo o casi più seri. Cerchiamo di scoprirne di più sulle cause e i rimedi.

Cause e sintomi del reflusso

A capo del problema vi è il cattivo funzionamento del cardias, la piccola valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Il fatto che il reflusso sia comune nei bambini così piccoli è dovuto all’immaturità dei meccanismi che controllano la digestione.

Ci sono altri fattori che possono provocare il reflusso come, appunto, l’assunzione di una posizione scorretta durante l’allattamento o la poppata, situazioni stress e stanchezza da parte del piccolo, stati infiammatori viscerali, situazioni più complesse e meno frequenti come malformazioni degli organi o malattie addominali.

Il sintomo principale è il rigurgito, che di solito si accentua se il neonato ha mangiato molto oppure se è sdraiato. Talvolta c’è anche il singhiozzo.

Possono presentarsi anche altri sintomi che non riguardano l’apparato gastrointestinale e sono:
– tosse
– asma bronchiale
– crisi di apnea e broncopolmoniti.

Come anticipato, il reflusso gastroesofageo non deve preoccupare perché è una fase temporanea e non patologica della vita di un bimbo appena nato, va però considerato una malattie e tenuto sotto osservazione se si verifica con frequenza costante, magari ad ogni pasto.

Se è accompagnato da vomito violento (a “fontana”).

Se ci sono sintomi di esofagite (infiammazione dell’esofago causata dalla risalita degli acidi gastrici). Ciò potrebbe portare il bambino ad essere particolarmente irrequieto durante la notte e ad avere crisi di pianto durante e dopo il pasto.

Se c’è un rallentamento o un blocco della crescita.

Si consiglia l’immediato consulto pediatrico se ci fossero tracce di sangue nel vomito, se le feci fossero molto scure, se ci fosse il sospetto di un’anemia.

Perché il fenomeno è così frequente?

L’alimentazione del neonato è esclusivamente liquida e la posizione che essi assumono è spesso distesa o sdraiata; il cardias non è del tutto maturo, da qui deriva il suo cattivo funzionamento e la risalita del contenuto gastrico.

Il fatto che il disturbo venga solitamente considerato transitorio è motivato anche dalla riduzione degli episodi di reflusso quando si passa a un’alimentazione solida e il bambino comincia a stare più spesso seduto o in posizione eretta.

Non smettere di allattare al seno

Qualche volta le madri sono assalite dal dubbio che sia proprio l’allattamento al seno a provocare il reflusso e si interrogano se non sia il caso di smettere. Esistono numerosi falsi miti sull’allattamento materno, non credete a chi vi dice che il vostro latte è difficilmente digeribile. Il latte materno è fatto appositamente per essere digerito dal giovane intestino del proprio neonato.

Un altro errore in cui si potrebbe incorrere è quello di diradare le poppate nella convinzione che, altrimenti, il latte sia troppo. Il latte materno deve essere offerto “a richiesta” e non a scadenze regolari.

Se allunghiamo i tempi più del necessario, il neonato rischia di arrivare affamato alla poppata e di ciucciare con voracità, facilitando il vomito. È, al contrario, consigliabile che le poppate siano più frequenti, in modo che il bambino assuma una quantità minore di latte per volta.

Una suzione errata potrebbe favorire il reflusso, per questo è importante attaccare correttamente il bambino al seno. Se incontraste delle difficoltà, il nostro consiglio è di interpellare un’ostetrica.

Reflusso e latte con formula

Se il bambino è allattato con formula, chiedete al pediatra di consigliarvi un latte addensato.

Consigli pratici anti-reflusso

Esistono alcuni accorgimenti utili per contrastare o evitare il reflusso gastroefageo e la risalita del contenuto gastrico, vediamone insieme qualcuno:

– il bambino dovrà stare più possibile in posizione verticale, in braccio o nel marsupio evitando che passi molto tempo sdraiato nella culla. La posizione verticale è raccomandata anche dopo che il bambino abbia mangiato;

– quando è sdraiato, fare in modo che la testa sia leggermente sollevata rispetto al corpo (la testa e il tronco dovranno essere più sollevati di circa 30 gradi rispetto al resto del corpo). Importante: il neonato deve essere messo a dormire sulla schiena per evitare il rischio di morte improvvisa in culla (SIDS), non va messo mai messo a pancia in giù;

evitare il più possibile ogni situazione stressante e tenere il bambino molto tempo a stretto contatto corporeo;

controllare il peso del bambino: se perde peso o non cresce a sufficienza, consultare il pediatra.

Diagnosi e approfondimenti

Quando i casi di reflusso sono più frequenti e cadenzati, magari ad ogni pasto, potrebbe porsi la necessità di fare degli approfondimenti. Nel caso in cui si sospetta una malattia da reflusso gastroesofageo, infatti, il pediatra potrebbe prescrivere una radiografia del transito esofageo e la pHmetria, cioè un esame che serve a registrare e valutare gli episodi di reflusso in 24 ore. 

Laddove si stia parlando di esofagite e il quadro sia, quindi, più complesso, si eseguono endoscopia esofagogastrica, scintigrafia ed ecografia.

Reflusso e osteopatia, un possibile rimedio

Negli ultimi anni sempre più mamme si sono rivolte all’osteopata per curare vari disturbi dei piccoli, reflusso incluso. Le manipolazioni dell’osteopata sono un approccio delicato e naturale al problema.

Le modalità di intervento sono diverse e cambiano da caso a caso. L’osteopata raccoglierà prima una serie di informazioni, poi con una visita cercherà di definire le cause dal punto di vista osteopatico e le disfunzioni somatiche, ossia tessuti che necessitano di mobilizzazione e di stimolo funzionale attraverso metodiche e tecniche manuali proprie dell’osteopatia.

Il trattamento manuale osteopatico in caso di reflusso gastroesofageo nel neonato prevede quasi sempre un approccio alle strutture dell’addome, del torace, del diaframma, del bacino e della testa con la finalità di liberare tessuti da restrizioni di movimento e ripristinare le giuste differenze pressorie delle cavità.

Rispetto al trattamento non ci sono preclusioni di età, in generale si può dire che, fatte le preventive valutazioni con il pediatra, prima si inizia e meglio è.



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