Papa Francesco: motu proprio a difesa dei minori

Il Papa riforma profondamente il Codice Penale Vaticano ridefinendo la categoria dei delitti contro i minori: il plauso dell’associazione internazionale Terre des Hommes

Papa Francesco con Guardia Svizzera

Che Papa Francesco sia un uomo tutto di un pezzo e con una rapidità decisionale assolutamente unica è ormai evidente e la fermezza con cui persegue la riforma della Chiesa nell’alveo della tradizione è davvero sorprendente. Dopo soli pochi mesi di pontificato si può dire che il volto della Chiesa è diverso e oggi, grazie al Motu Proprio pubblicato, ha anche messo mano al sistema penale vaticano, riformandolo profondamente in ottica di assoluta modernità, considerando che esso era sostanzialmente fermo alla forma del 1929 redatta appena dopo la firma dei Patti Lateranensi. Davvero numerose le modifiche che l’instancabile Santo Padre ha voluto introdurre su un ampio spettro di temi interessanti: ad esempio un ammodernamento e inasprimento della sezione riguardante i reati finanziari e sulla corruzione, l’abolizione dell’ergastolo, la revisione della sezione dedicata ai reati contro gli “interessi dello Stato” o l’introduzione esplicita dei crimini contro l’umanità come l’Apartheid o il genocidio. Inoltre, un notevole aumento del “raggio d’azione” della legislazione che non resta valida solo all’interno delle mura vaticane, ma anche per tutta la Santa Sede in senso lato, compresi i dicasteri e gli enti sparsi per il mondo che precedentemente erano sottoposti solo al diritto canonico.

Piazza San Pietro

La tutela dei minori nel nuovo Codice Vaticano

Una modifica importante e sostanziale, anche perché acquista una fortissima valenza simbolica per l’autorevolezza e l’autorità morale che la Chiesa riveste e che Francesco sta consolidando notevolmente. Per questo acquista una rilevanza assai importante la modifica dello statuto riguardo alle norme e alle leggi a tutela dei minori, per i quali è stata espressamente ampliata la casistica dei reati perseguibili in linea con le Convenzioni sui diritti dei minori dell’Onu. Si tratta di un grande passo in avanti nel solco della lotta agli abusi sui bambini intrapresa con forza già da Benedetto XVI e che Francesco prosegue con fermezza. Ovviamente, i reati contro i minori erano già punti nel codice precedente e la Convenzione Onu ratificata dal Vaticano dal 1990, ma essi erano ricompresi in forme di reato più generiche, come ad esempio la “violenza”, e non specificamente riferite alle casistiche sui minori. Inoltre le nuove norme saranno applicabili non soltanto nella Città del Vaticano ma, in pratica, per tutti coloro che “lavorano” per la Chiesa indipendentemente da dove si trovino.

Papa Francesco

Terres des Hommes: una svolta epocale

Anche l’associazione Terres des Hommes, una delle maggiori organizzazioni internazionali a difesa dell’infanzia, con oltre 50 anni di storia e 1200 progetti attivi a favore dei bambini in 72 paesi, plaude all’iniziativa di Francesco, considerandola – per bocca del proprio presidente internazionale Raffaele Salinari – una svolta epocale al servizio del rispetto dei diritti umani, auspicando che sia alla base di una nuova fase nella tutela dei minori cui la Chiesa ed il Papa, con la loro autorevolezza, possono dare una spinta notevole e significativa. La Chiesa è attiva da sempre per la promozione umana in tutto il mondo: accogliere, seppur con un po’ di ritardo, all’interno della propria legislazione i reati contro i minori e non limitarsi alla sola condanna morale, rende certamente un grosso servizio a tutti coloro che, nel mondo, lavorano per eliminare definitivamente gli abusi e gli sfruttamenti che, purtroppo, ancora oggi si perpetuano.

Photo Credit: Catholic Church England and Wales


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