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Ne “La Befana Vien Di Notte” una Paola Cortellesi trasformista per un nuovo classico per l’infanzia

Di giorno insegnante di scuola media armata di pazienza e buona volontà, di notte Befana che si cala nei camini della Val Di Lana e non solo: “La Befana Vien di Notte” di Michele Soavi è un film che piacerà molto ai ragazzini, ma i cui riferimenti colpiranno anche gli adulti.

Una Paola Cortellesi trasformista come non mai interpreta una giovane e bella maestra che ogni notte, da cinquecento anni, si trasforma nella Befana, distribuisce regali e carbone e combatte la rivalità con Babbo Natale sentendosi vittima del maschilismo che imperversa anche (anzi, soprattutto) nelle tradizioni.

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Quando viene rapita dagli scagnozzi di Mr. Johnny, proprietario di una fabbrica di giocattoli che ha un conto in sospeso con lei da quando una volta non ha ricevuto la sua calza, i suoi allievi scoprono la doppia identità della maestra e si mobilitano per salvarla, attraversando intemperie, minacce di morte e reciproche diffidenze, in un percorso ad ostacoli in cui il bullo imparerà a fare gioco di squadra, il timido a sciogliersi, il pavido a trovare coraggio e così via.


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Ad affiancare la Cortellesi nei panni di maestra/Befana, oltre al goffo villain Stefano Fresi, un gruppo di ragazzini adolescenti, in alcuni casi alla loro prima prova attoriale e scelti dopo un lungo lavoro di casting, composto da Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Diego Delpiano, Robert Ganea, Francesco Mura e Cloe Romagnoli (tutti elogiati dalla protagonista in conferenza stampa per l’incredibile professionalità dimostrata sul set, nonostante i disagi dovuti alle alte temperature di gennaio in Trentino Alto Adige).

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La sceneggiatura firmata da Nicola Guaglianone (lo stesso di Lo chiamavano Jeeg Robot) contiene tutti gli elementi della favola classica: l’eroina in pericolo, in questo caso un po’ atipica, l’antagonista perfido, qui il vendicativo Mr.Johnny che vuole prendere il posto della Befana, e tanti piccoli aiutanti che si assumono il compito di aiutare la loro beniamina per far sì che i bambini possano ancora credervi.


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Ne La Befana Vien Di Notte l’immaginario cinematografico dei film fantasy per ragazzi degli anni Ottanta diventati dei veri classici, dai Goonies ai Gremlins passando per ET, sposa la tradizione popolare italiana in una storia in cui l’Epifania assume un significato legato al suo senso più arcaico, quello della scoperta, della manifestazione di una crescita interiore.

Il genere fantasy tanto caro a Soavi si mescola così alla commedia e al film d’avventura, talvolta con qualche accenno di musical, puntando su una figura di super eroina che pur essendo tra le più antiche al mondo risulta contemporanea e brillante.

Il film risulta godibile e trasversale, per quanto sia mirato ad un pubblico di giovanissimi, sebbene dalla trama un po’ debole negli snodi principali.

Concepito come un racconto di formazione nel senso più classico, con prove di coraggio e di maturità da affrontare in un periodo delicato della crescita per i sei protagonisti in cui molti bambini rivedranno forse quelli di Stranger Things, la speranza del cast è che La Befana Vien Di Notte diventi un classico per l’infanzia, vista la carenza in Italia di film di genere per ragazzi.

E, perché no, se il box office lo premierà nonostante la contemporanea uscita con Il ritorno di Mary Poppins, potrebbe anche avere un seguito. Al cinema in 450 sale dal 27 dicembre.


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Claudia Gagliardi

Lavoro con le parole, soprattutto quelle scritte, sin da quando ho scelto di studiare Comunicazione all’università. Adoro le storie, pensate, raccontate, messe in scena, soprattutto quando attingono da elementi di realtà. Attualmente sono impiegata presso la testata OptiMagazine.com, per cui gestisco il canale Serie Tv e curo la rubrica Serial Stalkers dedicata all’universo delle serie televisive, amministrando anche l'omonima pagina Facebook. Per hobby sono admin della community (Facebook, Twitter, Instagram) Maratoneti di Mentana.

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