Il ritorno di Mary Poppins, la nuova versione del classico della Disney

Rob Marshall rivisita un capolavoro Disney e il risultato è affascinante per grandi e piccini.

Il ritorno di Mary Poppins
Il sequel di Mary Poppins con Emily Blunt nei panni della tata magica

Senza dubbio tra gli eventi cinematografici dell’anno, Il Ritorno di Mary Poppins, diretto dal regista candidato all’Oscar e all’Emmy Rob Marshall, arriva nelle sale italiane dal 20 dicembre.

Emily Blunt nel ruolo dell’iconica tata “praticamente perfetta sotto ogni punto di vista” è pronta a conquistare nuove generazioni di pubblico e suscitare la nostalgia degli amanti del classico di Robert Stevenson.

Il film di Marshall è più dinamico, veloce e dalla trama scorrevole rispetto all’originale, a tutti gli effetti un musical contemporaneo ma ambientato alla vigilia degli anni ’30, durante la Grande Depressione.

L’attenzione ai dettagli, le tante citazioni dal film originale – dalle parole ai gesti di Mary Poppins passando per la storia degli altri protagonisti – unita a un tocco stile Broadway ne fanno un rispettoso omaggio al film culto del 1964 con Julie Andrews.

La locandina de Il ritorno di Mary Poppins, dal 20 dicembre nelle sale

Se nella Londra del 1910 la magica Mary Poppins aiutava Mr. George Banks a ritrovare un legame coi suoi figli, le piccole pesti dalla fervida immaginazione Jane e Michael, il sequel trova una chiave originale ed interessante per riproporre il personaggio della super tata riportandola nella stessa casa di Viale dei Ciliegi n.17 oltre vent’anni dopo (ma eternamente giovane nell’aspetto), quando ormai i due bambini sono cresciuti e sono alle prese con ben altri problemi.

Michael (Ben Whishaw) è rimasto vedovo con tre figli, aiutato a crescerli dalla sorella Jane (Emily Mortimer) e dalla governante Ellen (Julie Walters).

Pur lavorando nella stessa banca di suo padre, deve vedersela con l’avarizia del suo capo, il signor Wilkins (Colin Firth), che minaccia di togliergli la casa se non ripagherà i suoi debiti: parte così una caccia al certificato delle azioni che suo padre gli ha lasciato a partire dall’investimento di quei 2 penny che proprio il piccolo Michael gli aveva donato e che ora sono l’unica salvezza per non perdere l’amata casa di famiglia.

Un percorso che si snoda tra incontri con tanti personaggi fantastici, come il lampionaio Jack (Lin-Manuel Miranda), l’eccentrica cugina della Poppins Topsy (il premio Oscar Meryl Streep) e l’amabile Signora dei Palloncini (la mitica Signora in Giallo Angela Lansbury).

Chiamata a calarsi in un ruolo epico che avrebbe terrorizzato chiunque, Emily Blunt lo affronta con sicurezza e grazia, in modo algido ma emozionante (soprattutto nel finale) e sicuramente si pone in lizza per la nomination all’Oscar come migliore attrice nella prossima edizione dei premi.

Il ritorno di Mary Poppins regala due ore di pura evasione, fa rivivere con le moderne tecnologie ma con una sapiente vena amarcord una favola eterna con la magia delle canzoni, delle coreografie, delle luci, dei lampioni che illuminano la scena – sì, ce ne sono tanti, a partire dall’assenza degli spazzacamini che qui diventano “lampionai” in quella che sembra una citazione di La La Land – ma soprattutto con personaggi che celebrano il potere dell’immaginazione, a fronte di una storia semplice dall’ovvio e scontato lieto fine.

Un film che non sovverte la tradizione, ma la reinterpreta, con una regia di grande qualità e una cura artigianale che ne fanno un nuovo classico.

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