Morto Philip Seymour Hoffman, stroncato da una overdose

Il popolare attore, premio Oscar 2006 per "Capote" è stato trovato morto nella sua casa di Manhattan, con l'ago ancora nel braccio. Lo shock di Hollywood

Philip Seymour Hoffmann, premiato a Venezia nel 2008
Philip Seymour Hoffmann, premiato a Venezia nel 2008

Era un personaggio diverso dai suoi colleghi, schivo, taciturno, poco amante della ribalta. Non era un uomo da passerella rossa. Eppure sul palcoscenico o davanti alla cinepresa si trasformava, portava questo suo animo controverso e tormentato nei suoi personaggi dandogli realmente un’anima. Capacità di pochi. Per questo era considerato dai suoi colleghi come uno dei più grandi. Philip Seymor Hoffman, Premio Oscar 2006 per la sua magistrale interpretazione del commediografo Truman Capote nell’omonimo film di Bennet Miller, è stato trovato morto nel bagno della sua casa di Manhattan. Stroncato da una overdose di eroina, acclarata dal fatto che che il corpo dell’attore sia stato trovato dei soccorritori con ancora l’ago infilato nel braccio ed il laccio emostatico stretto poco al di sopra. È stato lo sceneggiatore David Katz, che stava portando avanti un lavoro con lui, ad allertare i soccorsi dopo che le sue ripetute telefonate erano finite nel vuoto durante la mattinata. L’irruzione nell’appartamento è avvenuta alle 11.15, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare la morte.

New York, 3 febbraio 2014. La casa di Seymour Hoffman a New YorkNew York, 3 febbraio 2014. La casa di Seymour Hoffman a New York
New York, 3 febbraio 2014. La casa di Seymour Hoffman a New York

Un talento unico e tormentato

New York, 3 febbraio 2014. La casa di Seymour Hoffman a New York
Philip Seymour Hoffman il 19 gennaio 2014 al Sundance Film Festival.
È l’ennesima fine tragica di un uomo baciato da un successo planetario, stimato dai colleghi e pieno di dollari in banca che ha tutto ma non ha l’essenziale, il senso della sua esistenza. E per questo è ancora più aspramente segno di quanto la vita umana sia una cosa seria che non può essere narcotizzata dal potere o dalle luci della ribalta e da cui, a volte, si tenta di fuggire. Hollywood, da questo punto di vista, ha conosciuto numerosi esempi di personaggi che apparentemente hanno tutto e che sono invece travolti dalla percezione del nulla. Anche perché è spesso caratteristica degli artisti, specie se di grande talento, quella di sentire più potentemente questa sproporzione. Hoffman era uno di questi, un uomo profondo e tormentato. Nonostante il suo lungo legame con la costumista Mimi O’Donnel da cui aveva avuto tre figli – Alexander, Tallulah e Willa di 11, 8 e 6 anni – Seymour Hoffman aveva già dichiarato pubblicamente di avere avuto in passato problemi con la droga in gioventù e di avere avuto, dopo 23 anni, una sorta di “ricaduta” due anni fa. Newyorkese, 49 anni, aveva iniziato giovanissimo nei primi anni ’90 nell’ambito del cinema indipendente, pertecipò al celebre Scient of Woman con Al Pacino e raggiunse il successo con grandi pellicole come The Big Lebowski e Il talento di Mr. Ripley.

Lo shock dei suoi colleghi

Immediata la reazione anche dei colleghi colpiti dalla sua morte e di quanto inaspettatamente fosse avvenuta. Numerosissimi i messaggi che hanno inondato la rete ed i social network: Gwyneth Paltrow ha pubblicato una sua foto con Philip sul set di Il talento di Mr. Ripley, Mia Farrow ha postato un tweet molto dolce e molto triste. Spike Lee, Whoopi Goldberg, Steve Martin, Jim Carrey, Elijah Wood, Andie MacDowell, Ellen DeGenere hanno espresso il loro turbamento ed il loro dispiacere per la perdita di, come dice Spike Lee, “un altro grande artista”. Tutti lo descrivono come un uomo affabile e gentile. Un genio che non faceva pesare il suo successo nemmeno sulla gente comune, dato che quelli del suo quartiere lo hanno definito come “uno di noi”. Un successo che però lo ha inesorabilmente schiacciato.


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