Siamo nati e non moriremo mai più. La storia di Chiara Corbella

Chiara è morta nel giugno 2012 per un carcinoma diagnosticatole al quinto mese della gravidanza di Francesco. Che ora ha due anni. Un libro racconta la storia di una santa del nostro tempo

Chiara Corbella

È vero, non è nostro compito quello di proclamare Santi e beati. E forse questa non è nemmeno la sede adatta per parlarne. Ma se è vero, come la tradizione cristiana insegna, che il Santo non è una persona “speciale” o diversa dagli altri, ma semplicemente qualcuno che è potentemente uomo, o donna, fino in fondo, ecco che la figura di Chiara Corbella Petrillo può insegnare qualcosa a tutti, al di là del fatto di essere credenti o meno di quale religione si professi. Anche se non si può raccontare la sua storia senza parlare della sua fede, il suo amore assoluto per la vita fino al punto di donare la propria per quella del figlio, la sua esigenza radicale di felicità in qualunque circostanza, l’amore contagioso che ha sprigionato in chi l’ha conosciuta prima e dopo la sua morte, sono qualcosa che fanno di lei una vera Donna. Con la D maiuscola. E rendono la sua storia unica e interessante, importante da essere conosciuta. Una storia che colpisce e cui non a caso i media, in mezzo alla ridda di cattive notizie che in genere imperano nella cronaca, hanno stranamente dedicato grande risalto, fin dal giorno della sua morte, il 13 giugno 2012.

La storia di Chiara Corbella

Una storia unica, quella di Chiara, come unico è il modo con cui lei la ha affrontata. Una storia che colpisce, che interroga nel profondo e che scuote le coscienze. Una storia di fronte alla quale ci si arrende, quasi increduli. Una storia che costringe a riconsiderare quanto si danno per banali e scontate le cose della vita, che banali e scontate non sono. E che mette di fronte ad una donna, una mamma, con un coraggio da leone e una letizia che non può non trasferire un po’ dell’altro mondo in questo mondo.

Chiara è una bella ragazza di Roma, dalla fede solida e forte, trasmessagli dalla famiglia. Conosce Enrico durante un viaggio a Medjugorije e dopo sei anni di fidanzamento, i due decidono di sposarsi. Era il 2008 e quello, per due giovani come loro della “generazione Wojtila” cresciuti a pane e giornate mondiali della gioventù, doveva essere l’inizio di tutto. E in effetti lo è stato, anche se non nel modo che, forse, tutti aspettavano. Dopo poco tempo Chiara ha una prima gravidanza: una bambina che chiamerà Maria e che, fin da subito, le ecografie rivelano essere anencefalica. Chiara ed Enrico, senza nemmeno un dubbio, l’hanno attesa fino alla fine: “Ogni piccolo calcio di Maria è stato un dono. Il figlio dona la vita alla madre…”. Maria è nata ed è vissuta quasi mezz’ora. Qualche mese dopo una seconda gravidanza. Anche Davide ha però una malformazione alle gambe e alle viscere, senza nessuna attinenza con quella di Maria, incompatibile con la vita. Stessa decisione, stessa mancanza di tentennamenti. Davide nasce e muore lo stesso giorno, con i genitori accanto.

Il coraggio di Chiara

Chiara Corbella
E poi Francesco, che arriva nel 2010. E cresce finalmente forte e sano. Ma questa volta è a Chiara che viene chiesto qualcosa di più: al quinto mese di gravidanza gli viene diagnosticato un carcinoma alla lingua. Anche in questo caso la decisione è stata immediata e senza tentennamenti: Chiara rinvia le cure per sé mettendo davanti la vita di suo figlio. Come già aveva fatto prima di lei Gianna Beretta Molla, non a casa elevata agli onori degli altari.

Il primo a parlare di Chiara è stato il noto giornalista e scrittore Antonio Socci, che le ha dedicato due capitoli nel suo libro Lettera a mia figlia. È recentemente uscito il libro che racconta la sua storia: Siamo nati e non moriremo mai più, scritto da Simone Troisi e Cristiana Paccini, che Chiara l’hanno conosciuta bene e di persona. Nella foto sulla copertina del libro c’è già tutto: Chiara, già minata dalla malattia che le ha colpito anche un occhio, il maglione a collo alto per coprire le cicatrici eppure un sorriso sincero, aperto, immediato, spontaneo e la sua bellezza intatta. Come quella bellezza che ha coltivato nel suo cuore.


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