Morta Maria Luisa Spaziani, la poetessa dell’amore

Amica di Montale e tre volte candidata al Nobel, ha rappresentato un secolo di letteratura italiana. La ricordiamo con le sue frasi più celebri

Ci ha lasciato una grande figura del mondo letterario italiano. È morta a Roma la poetessa Maria Luisa Spaziani, rappresentante importante della poesia e della cultura italiana sia per i versi indimenticabili che ha scritto sia per i personaggi che ha frequentato nella sua lunga vita (è morta a 91 anni), da Eugenio Montale (è fondatrice del Centro internazionale Eugenio Montale e del Premio Montale) a Umberto Saba, da Pablo Picasso fino al marito Elèmire Zolla.

Maria Luisa Spaziani era nata a Torino da una famiglia benestante e fin da subito mostra interesse e talento nel campo della letteratura. A soli 19 anni è direttrice di una piccola rivista che le permette di entrare in contatto con intellettuali come Sandro Penna, Umberto Saba e Leonardo Sinisgalli e di pubblicarne alcune poesie.

Dopo la laurea in lettere nel 1949 (con una tesi su Marcel Proust) inizia a emergere la sua vocazione poetica e vengono pubblicati i primi versi, caratterizzati da una certa presenza lirica-autobiografica che con il tempo si trasformò in una visione più cosmica, senza mai dimenticare la dimensione personale. La poetessa non aderì mai alle avanguardie e alle mode letterarie del Novecento. Rimase sempre distaccata e per questo è stata definita “quasi atemporale”.
Intanto lavora come insegnante, anche in abito universitario, scrive saggi e fa traduzioni, spesso a quattro mani con Eugenio Montale con cui condivise una profonda amicizia (o forse qualcosa di più). La Spaziani raccontò il loro rapporto in Montale e la volpe e ci rimane una fitta corrispondenza epistolare tra i due (la poetessa si trasferì a Roma), oltre 1000 lettere in cui si parla di vita, di poesia e di personaggi del tempo.

 


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