Libri d’amore: qual è il titolo che fa per te?

“Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile”. Jorge Luis Borges

Libri d’amore: qual è il titolo che fa per te?
Libri d’amore: qual è il titolo che fa per te?

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Se lo avessimo chiaro in testa, avremmo probabilmente capito tutto.

Eppure ancora oggi studiosi, artisti, psicologi dibattono per trovare la definizione migliore di questo sentimento imprendibile. In principio era l’amore, verrebbe da dire se si pensa per esempio al mito delle due metà, raccontato nel “Simposio” di Platone: tutti gli esseri umani al principio erano perfetti, di forma sferica.

Ma gli uomini peccarono sentendosi pari al dio e così, per punizione, ogni unità fu divisa a metà e l’originale essere perfetto fu destinato per l’eternità a cercare la sua metà, quella che lo rende perfetto e felice.

Inutile comunque scomodare trattati o narrazioni più o meno leggendarie. Non esiste infatti un’idea unica, universale di amore. L’amore e le modalità affettive sono vissute attraverso dinamiche soggettive.

Per ognuno di noi esiste quindi una definizione diversa. Come ci insegna la psicologia, l’amore è un processo che riguarda la cultura di appartenenza e i modelli familiari.

In base a queste due variabili ognuno di noi si costruisce un personalissimo modo di vivere le relazioni. Non c’è quindi niente di meno universale e inafferrabile dell’amore.

E allora perché continuiamo a cercare di ingabbiare questo concetto in una qualche, imprendibile definizione? Forse perché l’amore fa parte inevitabilmente della nostra quotidianità di essere umani.

Passioni, tormenti, gioie sono all’ordine del giorno e la parola amore è tra quelle che usiamo di più nel linguaggio comune. Eppure, lontani dalle definizioni fredde dei vocabolari, pochi di noi saprebbero raccontare con termini precisi il significato di questo groviglio di sensazioni.

Spesso, ciò che conosciamo in materia è (quasi) tutto sbagliato.

Se ad amare si potesse imparare, sicuramente leggere potrebbe servire.

Manuali ovviamente non ne abbiamo ma possiamo consigliarvi cinque libri che parlano in maniera diversissima di amore.

La letteratura cerca da sempre le sfide e gli scrittori di tutti i tempi non potevano ovviamente tirarsi indietro cercando di raccontare l’amore e le sue declinazioni infinite.

Lo ha riassunto perfettamente Jacques Lacan nel suo VIII Seminario: “L’amore è dare ciò che non si ha, e non si può amare se non facendosi non aventi, anche se si ha. L’amore come risposta implica il campo del non-avere. Dare ciò che si ha, è la festa, non è l’amore”.

ROMANTICO E IMMORTALE

Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, Einaudi (e altre edizioni)

Nessuno come Jane Austen ha raccontato l’amore che ci rende romantiche e inguaribili sognatrici. Sospiri, occhiate, batticuori, complicità e confidenze: nei salottini inglesi della fine del Settecento, gli intrecci amorosi sono all’ordine del giorno.

“Orgoglio e pregiudizio” è uno dei primi romanzi della Austen. La scrittrice lo iniziò a ventun anni ma il libro, rifiutato da un editore londinese, rimase in un cassetto fino alla sua pubblicazione anonima nel 1813.

Da allora è considerato tra i più importanti romanzi della letteratura inglese. La storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, con al centro il romantico contrasto tra l’adorabile e capricciosa Elizabeth e l’altezzoso Darcy, è avvincente.

Lo spirito di osservazione implacabile e quasi cinico, lo studio arguto dei caratteri, la satira delle vanità e delle debolezze della vita domestica, fanno di questo romanzo una delle più efficaci e indimenticabili commedie di costume del periodo Regency inglese, riproposto in tutto il mondo anche sul grande schermo e in celebri sere tv.

“Non è proprio l’indifferenza verso il resto del mondo l’essenza del vero amore?”, dirà Elizabeth in una delle sue frasi più celebri. Lottando contro tutto e tutti per imporre i propri sentimenti, la protagonista riuscirà a dimostrare che l’amore è capace di andare oltre i pregiudizi della società e l’orgoglio di ciascuno e, se è sincero, può trionfare su qualsiasi impedimento dovuto all’ignoranza di una mentalità legata a valori materialisti.

PASSIONALE E VIOLENTO

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, Feltrinelli (e altre edizioni)

“L’uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore”. Passione e amore vanno a braccetto ma spesso possono essere distruttivi.

Scritto dal giovanissimo diciottenne Radiguet e pubblicato due anni prima della sua morte, “Il diavolo in corpo” narra la storia, in parte autobiografica, di un adolescente che scopre l’amore.

Ambientato ai tempi della Prima guerra mondiale, ha per protagonista un ragazzo che diventa l’amante di una giovane donna, Marthe, poco più grande di lui, promessa sposa di un soldato al fronte, Jacques. Un’iniziazione sentimentale e sessuale febbrile e perturbante, dall’esito tragico.

Una passione sondata con sguardo penetrante dall’autore, che scandaglia i contraddittori impulsi dell’adolescenza di fronte al sesso e alla responsabilità dell’età adulta. Il romanzo, che fece scandalo alla sua uscita, ebbe un clamoroso successo come prototipo del bestseller erotico.

INNAMORAMENTI E COME USCIRNE

Sara Gamberini, Maestoso è l’abbandono, Hacca Edizioni, 2018

“Ci sono gli amori che hanno a che fare con i percorsi, quelli che hanno a che fare con la solitudine e poi ci sono quelli che non servono a niente, gli amori altissimi”. Il romanzo di esordio della veronese Sara Gamberini è come un lungo, ininterrotto flusso di coscienza, che scorre senza arrestarsi dalla prima all’ultima pagina.

La storia si svolge tutta nella testa di Maria, la protagonista, ragazza ipersensibile, anarchica, sentimentale e animista. In analisi dal Dottor Lisi (che decide in maniera sofferta di abbandonare), finisce per innamorarsi di un collega tra gli scaffali della libreria in cui lavora.

Scrive lettere d’amore che non consegna, vive di piccoli riti quotidiani, dialoga con la figura ingombrante della madre, ogni tanto cede alla sua evanescenza. Proprio come fa l’intero libro, imprendibile e poetico.

BIOGRAFIA DI UN AMORE

Anna Folli, Morante Moravia. Una storia d’amore, Neri Pozza, 2018

Di Moravia, Elsa Morante si innamora dal primo istante, quando lo incontra nell’antica birreria Dreyer accanto a Palazzo Colonna, a Roma.

A fare le presentazioni è il pittore Giuseppe Capogrossi, durante una cena con un gruppo di amici. È l’autunno del 1936, Elsa arriva in ritardo all’appuntamento, è nervosa e cammina a lungo avanti e indietro cercando il coraggio di entrare.

Quello che sta per conoscere è l’autore di Ambizioni Sbagliate, uno dei protagonisti di quel mondo culturale e intellettuale romano di cui anche lei vorrebbe disperatamente far parte. A cena Elsa parla poco, non riesce quasi a mangiare, beve qualche bicchiere di troppo per fingere la disinvoltura che le manca.

Prima della fine della serata fa un gesto un po’ sfrontato: alzandosi da tavola fa scivolare tra le mani di Moravia le chiavi di casa sua. “Con Elsa – racconta Moravia stesso – fin dagli inizi fu misterioso e strano”.

Anna Folli ripercorre in maniera magistrale la vicenda amorosa dei due celebri scrittori, fatta di tradimenti, irrequietezza, nuovi innamoramenti. Una vicenda che diventa emblema dell’amore in assoluto.

IMPACCIATO E IRREVERENTE

Guido Catalano, D’amore si muore ma io no, Rizzoli, 2016

«Ti ho cercata un sacco, sai?»

«E come hai fatto a trovarmi?»

«Prima ho seguito il sentiero di mollichine di pane.»

«E poi?»

«Il bat-segnale.»

«E poi?»

«La stella cometa.»

«E poi mi hai trovata?»

«Sì. Eri bella.»

«Ero simpatica?»

«Eri sorridente.»

«Ero contenta.»

«Ero impacciato.»

«Però mi hai baciata.»

«Come fosse l’ultima cosa che facevo prima di partire per la guerra.»

«Avevo un bel vestito?»

«Sì, blu e rosso corto, un sacco primaverile.»

«C’era il sole?»

«C’eravamo tu, io e il sole.»

«Hai fatto bene a cercarmi.»

«Sei stata brava a farti trovare.»

A volte è bello anche scoprirsi ridicoli, soprattutto se è per amore. Impacciati, goffi lo siamo stati tutti almeno una volta nella vita.

Si chiamava amore e avrebbe potuto farci anche morire. Nel suo primo romanzo, Guido Catalano, poeta contemporaneo, compie un piccolo miracolo: scrivendo la storia tenera e stralunata tra l’ultimo dei poeti e un’incantevole aracnologa riesce a far emozionare, commuovere non senza dimenticare di far sorridere.

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