Io non ho paura

La storia di Francesca Pedrazzini, moglie e madre, morta di cancro all'età di 38 anni

Francesca Pedrazzini
Francesca Pedrazzini

Biografia di Francesca Pedrazzini

Io non ho paura.

È la frase che Francesca Pedrazzini, 38 anni, malata di cancro, dice a suo marito Vincenzo in punto di morte.

Questo libro racconta la sua storia. Quella di una donna normale. Così la descrivono i suoi familiari e i suoi amici.

Ma chi passa davanti alla Chiesa di San Pietro in Sala a Milano il giorno del suo funerale non può fare a meno di chiedersi chi fosse quella donna. Qualcuno è sicuro che quel feretro sia di una persona famosa, tanta è la gente  presente il 25 agosto del 2012 in piazza Wagner, a Milano. Qualcun altro crede addirittura che ci sia un matrimonio, per la presenza di tanti bambini che corrono e si inseguono sul sagrato.

Francesca nasce a Milano nel gennaio del 1974. La sua mamma la descrive come una ragazza che “ride spesso, ha un carattere forte e un senso dell’umorismo spiccato”. E chi l’ha conosciuta giura che è così. Frequenta il liceo scientifico VIII a Milano dove incontra l’esperienza di Gioventù Studentesca e vi partecipa attivamente. Lì inizia anche l’amicizia con don Mario Peretti, ora missionario in Argentina, che ricorda come questa ragazza sorridente sia entrata nel gruppo “come una bomba, con una vivacità impressionante”.

Finito il liceo decide di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano dove incontra Vincenzo che sposerà nel 2000 e dal quale avrà tre figli, Cecilia, Carlo e Sofia.

Una donna normale, dicevamo, ma che aveva un modo di rapportarsi con le cose profondo e allegro insieme.

Francesca, morta a 38 anni di cancro

Un giorno scopre di avere un piccolo nodulo al seno.  “È una cosa piccola, l’abbiamo presa in tempo” le dicono i medici dopo l’intervento. La grande paura sembra passata, ma non è così e dopo circa un anno e mezzo scopre di avere metastasi alle ossa e al fegato che in poco tempo la condurranno a dire quella frase. Io non ho paura.

È proprio don Mario, dopo la sua morte, a ridire la straordinarietà di quanto è accaduto a Francesca. “Fosse stata una persona sempre devota, serena, pia, quello che le è accaduto sarebbe stato meno impressionante, invece era assolutamente normale. Addolorata. Impaurita. Arrabbiata, anche.”

Ma cosa le è accaduto? Cosa ha permesso che il giorno del suo funerale fosse un giorno di festa?

Attraverso le numerosissime testimonianze dei familiari, degli amici e di chi l’ha incontrata, questo libro ci racconta il percorso di affidamento a Dio profondamente umano di questa ragazza che in 38 anni ha vissuto più di molti in una vita intera.
È morta pochi mesi dopo un’altra donna “normale” dei nostri tempi: Chiara Corbella Petrillo.

“Io non ho paura. Il Signore mi ha regalato tutto il tempo perché potessi affidare ogni giorno i miei cari alla Madonna. E così è stato. Non ho più paura. La prima paura che mi ha abbandonato è stata quella di morire, poi ero in pena per Vince, i bimbi… Ma ogni giorno è servito. Li ho affidati tutti. Il tempo è prezioso. Non ho paura.”

“Trentotto anni vissuti d’un fiato” dice l’autore del libro, come d’un fiato si leggono queste pagine.


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Commenti

  • grazia segale

    stupendo!!!!! grazie di aver scritto questo articolo che dà coraggio!

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