Intervista a Marco Urso, fotografo degli animali

Una passione coltivata per tanti anni fino alla grande svolta tra orsi, felini e salmoni

marco urso animali 2
©Marco Urso photoxplorica.com

Marco Urso è un fotografo naturalista, appassionato di animali e di ambiente. Nella vita ha fatto tutt’altro, “la fotografia era più che altro una compagna durante le vacanze”. Poi, ha deciso di cambiare vita e di dedicarsi alle sue passioni, testimonianza che non è mai troppo tardi…

marco urso
Come è nata la tua passione?

A livello amatoriale fin da ragazzo. La mia prima macchina fotografica mi è stata regalata da mio padre all’età di 14 anni. A 19 anni ho vinto il primo concorso, ma la fotografia è rimasta una “passione da weekend” fino a qualche anno fa quando ho deciso di cambiare vita.

Che cosa è per te la fotografia?

È un mezzo che mi permette di viaggiare, di conoscere, di approfondire certi argomenti tra cui le conoscenze di biologia che sono alla base dei miei studi.

Ricordi qual è stata la tua prima foto?

L’ho fatta in Sicilia. Ero in spiaggia a Licata, lì vicino c’era il rudere di una torre di osservazione e ho fatto uno scatto della costruzione con il mare dietro… saranno passati 45 anni.

Oggi ti occupi di fotografia naturalistica, soprattutto di animali… un’altra passione?

Mi sono sempre piaciuti, quando avevo i cani li ho spesso fotografati ma ora, essendo spesso fuori, non riesco ad avere degli animali in casa.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?

Mi piacciono i grandi felini e negli ultimi due anni sto realizzando un percorso sull’orso cercando di fotografarlo sotto vari aspetti e in vari luoghi. Mi manca la Finlandia, dove c’è l’orso europeo, solo che lì si fotografa dai capanni, rimanendo fermi ma non è il tipo di immagine che piace a me. Preferisco andare nel mondo dell’orso, avvicinandomi a poco a poco. È un tipo di fotografia che dà più soddisfazioni perché ogni orso ha la sua personalità e osservandoli si impara a conoscerli e a vedere le loro reazioni.

marco urso animali
©Marco Urso photoxplorica.com

Non hai paura?

No, bisogna cogliere i segnali di nervosismo e rispettarli: l’orso bruno non vede noi umani come prede ma pretende rispetto. Del resto è così con tutti gli animali.

Progetti futuri?

Sono in partenza per la Birmania dove farò un reportage etnografico, poi andrò in India per uno studio nella parte desertica e infine ritornerò in Kamchatka, sotto la Siberia, perché vorrei fare degli scatti particolari del salmone.

orso
©Marco Urso photoxplorica.com

Ma questo lavoro “paga”?

No, al momento non è possibile per un fotografo naturalista sostenere economicamente tutti i viaggi. Sono remunerativi altri tipi di fotografia, come quella per matrimoni, ma non quella naturalistica.

Hai qualche consiglio per chi vuole seguire le tue orme?

Consiglio di coltivare questa passione. La fotografia è un media bello anche perché oggi, grazie alla multimedialità, permette la condivisione che tutti noi cerchiamo. Poi permette di trovare altre persone con la stessa passione, si viaggia, si sta a contatto con la natura e si impara a rispettarla nel modo vero perché capisci quanto forte può essere quando vuole.

Marco Urso è stato a Milano durante un incontro in occasione della mostra Wildlife Photographer of the Year al museo Minguzzi di Milano. La mostra resterà aperta fino al 22 dicembre.


Vedi altri articoli su: Attualità | Cultura |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *