Intervista a Elisa D’Ospina: “La mia curvy revolution”

Impegnata da anni nella lotta contro gli stereotipi di magrezza imposti dal fashion system, la modella Elisa D’Ospina racconta la sua storia con il libro Una vita tutta curve

Elisa D'Ospina

La storia di Elisa D’Ospina (classe 1983) , diventata una top model di fama internazionale “nonostante” la sua taglia 48, ricorda un po’ quella del Brutto anatroccolo. Certo, lei brutta non lo è stata mai, ma la sua taglia qualche problema glielo ha creato, soprattutto quando, ancora adolescente, sentì il desiderio di entrare a fare parte di un mondo che a proposito di misure è a dir poco intransigente: quello della moda. Il destino però aveva in serbo qualcosa di molto importante per Elisa che, grazie alla sua tenacia e alla giusta dose di fortuna, ha saputo trasformare la sua passione in una sorta di missione, anzi in una rivoluzione: la “curvy revolution“, che ora racconta per filo e per segno nel suo primo libro Una vita tutta curve (Giunti Editore).

In poche parole Elisa è riuscita a innescare una vera e propria miccia all’interno del fashion system, combattendo lo stereotipo della magrezza e dimostrando che “la bellezza non corrisponde ad un unico canone” e che la femminilità non si misura con il centimetro. L’importanza del suo messaggio non ha tardato a trovare la giusta consacrazione sulle pagine delle riviste di moda, una delle quali (Vogue) ha assegnato ad Elisa una rubrica, e, in seguito, anche nel contesto dedicato alla bellezza per eccellenza, Miss Italia, che l’ha voluta come giurata per la nuova sezione Miss Forme Morbide.

Impegnata da anni anche nella lotta contro i disturbi alimentari Elisa è tra i volti fissi del programma Detto Fatto, in onda dal lunedì al venerdì alle 14.00 su Rai Due, dove si occupa di Look e Stile per tutte le taglie.

Parlaci del tuo libro.

Una vita tutta curve - Elisa D'Ospina
Finora avevo raccontato la mia storia e veicolato il mio messaggio principalmente attraverso il blog e i social, oltre che con gli incontri nelle scuole e i convegni. Un libro però mi sembrava il modo migliore per “fissare le cose” e raggiungere tutta la famiglia.

Qui racconti della rivoluzione curvy, di cui sei stata portavoce nel nostro Paese. Di cosa si tratta?
Diciamo che è stato il mio modo per dire “vogliatevi bene”. Io sono contro ogni stereotipo e dico: se una è magra va bene, ma se una deve diventare matta per diventarlo allora no! Lo stesso discorso vale per chi è formosa: se una lo è naturalmente bene, ma se una deve andare dal chirurgo plastico per rifarsi tutta allora no. Il che non vuol dire che io sia contro la chirurgia estetica in assoluto, ma che sono contro l’abuso che a volte se ne fa.

Un’altra conseguenza di questa ossessione per la magrezza sono i disturbi alimentari, un argomento che ti sta molto a cuore… Ci fai un quadro dell’attuale situazione in Italia?
Purtroppo non è positivo, anzi è sempre peggio. Si parla di circa 3 milioni di casi. Il problema più grave è che la cosa non è considerata un’emergenza sociale e non esiste un programma nazionale adeguato pensato per fare formazione nelle scuole.

Si tratta di una problematica prettamente femminile?
Sì, però esiste anche una patologia che riguarda l’universo maschile: la vigoressia. In pratica chi ne soffre ha una vera e propria ossessione per la salute e la forma fisica.

Cosa pensi dei programmi tv dedicati al concetto di modificare la propria immagine?
Sono contraria a programmi come Grassi contro magri, che vanno su canali seguiti dai ragazzi, e che fanno vedere che due soggetti si scambiano il menù per un giorno. Non è così che si fa educazione alimentare… Oppure Generazione XXL, che fa vedere ragazzi che vengono incitatati a dimagrire 20 chili. Non è così che aiuti i ragazzi a stare in salute. Poi non parliamo di programmi in cui i problemi vengono risolti con il bisturi… Questa è un’assurdità perché la verità è che alla base c’è sempre un problema di psiche.

Elisa D'Ospina

Che iniziative stai seguendo al momento?
Ho creato una petizione con change.org per reintrodurre l’obbligo all’educazione alimentare nelle scuole. Ora aspetto anche di capire con il nuovo orientamento di governo se riusciamo a fare qualcosa con il ministero della salute. Poi sono una degli ambassador dell’EXPO 2015 e farò parte di WE-Women for Expo, con la speranza di poter trattare in maniera diligente questo argomento.

Visto che sei una vera esperta in materia: ci dai qualche consiglio di look per le ragazze curvy?
Suggerisco sempre il tacchetto che aiuta molto a slanciare la figura (ogni centimetro è un chilo in meno!), mentre consiglio di evitare i pantaloni a pinocchietto con scarpe basse. Poi naturalmente sfruttare il nero che è perfetto per mimetizzare i punti critici…

In generale qual è la tua definizione di moda?
Per me “la moda deve essere libertà” e l’importante è sempre stare bene con se stessi.

Quali sono i tuoi rituali di bellezza?
Io proprio non ne ho! Sono “donna per sbaglio”. Non ho nemmeno la costanza di mettere la crema idratante o di usare il latte detergente e da parrucchiere ed estetista ci vado giusto per lavoro!

Invece come regole alimentari ed attività fisica?
Quando riesco faccio Zumba, e in genere adotto piccole regole per essere sempre in movimento. Per quanto riguarda l’alimentazione seguo una dieta mediterranea dissociata, con carboidrati nella parte alta della giornata e proteine nella parte bassa. Comunque non mi privo di nulla, ovviamente nelle giuste quantità e senza mai abusare.


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