Emma Watson: “Sono una femminista”. E lancia la campagna #HeForShe

Da pochi mesi ambasciatrice dell'ONU, Emma Watson tiene all'assemblea delle Nazioni Unite un discorso sulla parità di genere e lancia la campagna #HeForShe

Emma Watson alle Nazioni Unite / Photo: Getty Images

L’avevamo conosciuta bambina e vista diventare ragazzina prima, ragazza poi, un film di Harry Potter dopo l’altro. Tanto da stupirci nel vederla, bellissima e ancor più cresciuta, proclamata Women of the Year GQ 2013. Ma ora la ritroviamo indubitabilmente donna. Anzi, donna e femminista: smessi da tempo i panni di Hermione, Emma Watson ha di recente assunto quelli di Goodwill Ambassador dell’ONU per la parità di genere. E, in occasione dell’assemblea ONU, ha tenuto un discorso che in poche ore ha fatto il giro del mondo, di giornali e telegiornali, e della rete.

Con un video su youtube che ha raccolto più di 4 milioni di visualizzazioni in soli 3 giorni – e che, per la verità, le è perfino costato una minaccia hacker, ben presto smentita, di un’imminente pubblicazione di sue foto riservate su internet. Nessun maghetto accanto a cui combattere, la battaglia che la Watson ha intrapreso come ambasciatrice ONU è decisamente più importante e difficile: porre fine alla disparità di genere tra uomini e donne. Iniziando da una campagna, #HeForShe, e dalle parole pronunciate al Palazzo di Vetro.

Per raccontare l’esperienza personale (e i ricordi d’infanzia di una Emma Watson perfino 8enne):

Emma Watson all'ONU per #HeForShe
Emma Watson all'ONU per #HeForShe
Ho cominciato a mettere in dubbio i pregiudizi basati sul genere tanto tempo fa. Quando avevo 8 anni mi definivano “prepotente” perché volevo dirigere le recite scolastiche che allestivamo per i genitori; ai maschi non succedeva altrettanto. Quando avevo 14 anni, alcuni media hanno iniziato a vedermi e propormi come un oggetto sessuale. Quando avevo 15 anni, alcune mie amiche hanno iniziato ad abbandonare le squadre degli sport che amavano perché non volevano apparire muscolose. Quando avevo 18 anni, i miei amici maschi non erano capaci di esprimere i loro sentimenti…

Ho deciso: ero femminista. E la cosa mi sembrava tutt’altro che complicata. Ma le mie ricerche più recenti mi hanno fatto scoprire che “femminismo” è diventata una parola impopolare. A quanto pare, faccio parte di quelle donne le cui parole sono percepite come troppo forti, troppo aggressive, isolanti e anti-uomini. E non attraenti. Perché è diventata una parola tanto scomoda?

Per rivolgere un appello agli uomini:

Uomini – vorrei cogliere l’occasione per un invito formale –, la parità di genere è un problema anche vostro. […] Neanche gli uomini beneficiano dei diritti della parità di genere. Non si parla spesso di come anche gli uomini siano imprigionati da stereotipi di genere, ma lo sono. E quando se ne libereranno, le cose cambieranno anche per le donne, come conseguenza naturale.

Emma Watson e il segretario generale ONU
Emma Watson e il segretario generale ONU
Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati, le donne non dovranno essere sottomesse. Se gli uomini non devono controllare, le donne non dovranno essere controllate. È tempo di concepire il genere su uno spettro, e non come due serie di valori opposti. Se smettiamo di definirci l’un l’altro in base a cosa non siamo, e cominciamo a definire noi stessi in base a chi siamo, possiamo essere tutti più liberi. Ed è di questo che si occupa He For She. Di libertà.

 

E per invitare tutti ad aderire alla campagna #HeForShe:

Se non agiamo, ci vorranno 75 anni prima che le donne possano aspettarsi di essere retribuite quanto gli uomini per lo stesso lavoro. Si prevedono 15 milioni e mezzo di spose bambine nei prossimi 16 anni. E con questo ritmo, bisognerà arrivare al 2086 perché tutte le ragazze dell’Africa rurale possano ricevere un’educazione secondaria.
Se credete nella parità, potreste essere uno di quei femministi involontari di cui ho parlato prima. E di questo mi complimento con voi.Stiamo facendo fatica a trovare una parola che ci unisca, ma la buona notizia è che abbiamo un movimento che ci unisce. Si chiama He For She. Vi invito a farvi avanti, a farvi vedere e a chiedervi: se non io, chi? Se non ora, quando?


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