Christof Innerhofer ancora sul podio a Sochi

Lo sciatore altoatesino, dopo l'argento in discesa, conquista un insperato bronzo anche nella supercombinata. Intanto il medagliere della Svizzera parla italiano…

Innerhofer

Ancora Christof, e questa volta è una medaglia inattesa. Christof Innerhofer, già argento in discesa libera, ha conquistato una entusiasmante medaglia di bronzo in Supercombinata, in quella che è stata, fino ad ora, una delle gare più sorprendenti di tutta la prima settimana dei Giochi, una gara dove tutti i pronostici sono stati puntualmente sovvertiti. Già la mattina del 14 febbraio, dopo la manche di discesa, i favoritissimi Ted Liggety, americano, ed Alexis Pinturault, francese, erano finiti lontanissimi dai primi, traditi dal caldo che aveva presto rovinato la pista.

Dario Cologna, due ori a Sochi
Dario Cologna, due ori a Sochi
Il nostro Inner, già ribattezzato dai giornali “WInner”, era ottavo, un risultato per lui tutto sommato discreto ma non eccezionale. Pochi avrebbero invece immaginato il suo strepitoso terzo tempo assoluto nella manche di slalom a pari merito con lo specialista croato Ivica Kostelic che, dopo il quarto posto in discesa, era diventato il favorito numero uno per la vittoria finale. Innerhofer ha invece tirato fuori dal cilindro una prestazione eccezionale che gli ha regalato il terzo gradino del podio a soli 47 centesimi dalla vittoria: un piccolo rimpianto perché a questo punto per l’oro sarebbe bastata una discesa all’altezza del fresco vice-campione olimpico.
Sorpresa per sorpresa, a vincere però non è stato Kostelic, finito secondo, ma lo svizzero Sandro Villetta, grandissima rivelazione di giornata, che ha tirato fuori una manche di slalom di un secondo netto migliore del campione croato. Villetta, ovviamente di lingua italiana, viene dai Grigioni esattamente come Dario Cologna che ha completato la trionfale mattinata svizzera vincendo il suo secondo oro personale, questa volta nella 15 Km di fondo a tecnica classica. Insomma, la Svizzera salva il suo medagliere grazie alla sua “anima” italiana. L’Italia, però, si gode il suo WInner…


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