Arisa vince Sanremo 2014

La coppia Fazio-Littizzetto si unisce in matrimonio con la benedizione di Don Matteo, comincia la puntata conclusiva di Sanremo 2014. Ospiti della serata: Crozza, Ligabue e Stromae. Arisa vince l'edizione 64

Don Matteo celebra le nozze della coppia Fazio-Littizzetto
Don Matteo celebra le nozze della coppia Fazio-Littizzetto
  • Don Matteo celebra le nozze della coppia Fazio-Littizzetto
  • Arisa vincitrice Sanremo 2014
  • Stromae a Sanremo
  • Scudo di pace per Crozza
  • Premio della Critica Mia Martini e miglior testo a Cristiano De Andrè
  • Luciana Littizzetto e Fabio Fazio
  • Littizzetto proclama Arisa vincitrice
  • Ligabue ospite a Sanremo 2014
  • Il Liga a Sanremo 2014
  • Gli abiti della Littizzetto Sanremo 2014
  • Crozza sul palco dell'Ariston
  • Crozza al Festival di Sanremo 2014
  • Vince la canzone Controvento di Arisa
  • Arisa vince Sanremo
  • Stromae canta
Questo matrimonio s’ha da fare, partner sul lavoro e un amore litigarello li contraddistingue, la coppia Fazio-Littizzetto ricorda un po’ Raimondo e Sandra se pur con le dovute differenze.
Don Matteo in missione straordinaria all’Ariston benedice l’unione della coppia e aggiunge una singolare variazione alla formula “finchè Sanremo non vi separi”. Per suggellare il momento i due novelli sposi cantano “Un corpo e un’anima“.

Beppe Vessicchio regala un fiore a Luciana che lo coglie con gioia andandogli incontro e sollevando la gonna bianca. Fabio le ricorda di averlo appena sposato e avergli promesso di restare uniti almeno entro la fine dell’edizione 64 di Sanremo, perché delle prossime non è dato sapere. Lucianina in modo molto naïf risponde di essere favorevole alla coppia aperta e dice a Vessicchio di avergli portato un dopobarba. Anche Renga sarebbe il benvenuto nella concezione lucianiana della coppia aperta. Si inizia così.

Giuliano Palma apre la gara e all'”in bocca al lupo” risponde “viva il lupo”. Attenzione, ha dimenticato gli occhiali in camerino?!
Noemi sfoggia un abito lungo a sirena, con motivo simil broccato e al dito porta un singolare anello: un cigno piuttosto voluminoso.

Cantano Ron e Arisa. La Littizzetto si dichiara curiosa di vedere le scarpe di Arisa che questa sera sono sempre vertiginose ma nere. Segue l’esibizione di Francesco Sarcina.
È il momento di Crozza, lui fa il timido e propone a Fazio un monologo fuoricampo, ha paura che lo mandino nuovamente nel paese delle meraviglie come nella precedente edizione. Fazio lo rassicura e gli chiede di entrare al suo tre. Crozza entra ma dotato di uno scudo con su riportato il messaggio “Pace”, dice a Fazio di preferire il monologo da “scudato” e lo invita ad andare con lui “dietro la capannetta”.
Alla fine si fa persuadere dalle rassicurazioni di Fazio ed esce allo scoperto, lo applaudono e ammette di sentirsi a suo agio come se la Kyenge uscisse dalla torta di compleanno di Umberto Bossi.

Viene lasciato da solo sul palco ma chiede a Fazio di stargli vicino. Comincia col dire che l’Italia è in continua oscillazione tra la grande bellezza e il grande disastro, ad esemplificare il concetto l’accostamento di due immagini: la Torre di Pisa e il treno inclinato sulla Riviera. Continua il suo monologo in missione Peace portando l’esempio di Goethe che, giunto in Italia, fu colto da immobilismo da bellezza, detta anche Sindrome di Stendhal. 700 pagine sull’Italia sono il risultato di questa folgorazione, Goethe sosteneva che senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile esprimere cosa l’uomo sia capace di fare. Ricorda i 10 anni che Michelangelo trascorse a dipingere la meravigliosa cappella lasciataci in eredità, sottolinea l’omosessualità del grande artista ponendo la cosa all’attenzione di Giovanardi.
Dal motore a scoppio alle note musicali, dal violino all’mp3, al personal computer è tutta opera di italiani. La bellezza è fatica, quando siamo stati sotto fatica mentale e fisica abbiamo prodotto la più grande bellezza. Se noi italiani contassimo le bellezze artistiche saremmo i più ricchi del mondo.
Imita il nuovo premier, Renzi.

Salgono sul palco i Perturbazione, Giusy Ferreri con abito da sera, lungo e nero. Il vestito, firmato Cavalli, ha uno spacco vertiginoso sia a lato che dietro che lascia esterefatta la Littizzetto, le maniche sono completamente dorate.
Canta Francesco Renga cui la conduttrice aveva precedentemente porto l’invito di entrare nella coppia aperta con Fazio, lei e Vessicchio.

Luciano Ligabue, mito per tanti e cambiato un po’ dal taglio corto, canta per un pubblico in ovazione. Si passa  da canzoni memorabili come “Certe notti” e “Il giorno di dolore che uno ha” alle nuove “l sale della Terra” e “Per sempre”. Si alzano tutti in piedi per salutarlo, bravo Luciano!

Lucianina si prende sempre poco sul serio e scherza sulla mise: ha le maniche come spazzole dell’autolavaggio, muove le braccia quasi a imitare una gallina o un pennuto.
Cantano Renzo Rubino e Antonella Ruggiero in total black.

Sul palco dell’Ariston sale Pif, Fazio si complimenta con lui per la sua bravura nel prefestival “Sanremo&Sanromolo” e Pif risponde con “sì, lo so”, ammette, dunque, di meritare il complimento. E proprio perché si esercita per la conduzione del Festival di San Romolo introduce Raphael Gualazzi. Dopo è la volta di Cristiano De AndrèFrankie Hi NRG.

Claudia Cardinale ancora fascinosa riceve i fiori di Sanremo e tanti complimenti per la sua fantastica carriera al fianco di grandi come Marcello e Federico, Fazio in entrambi i casi completa i due nomi con i relativi cognomi Mastroianni e Fellini. La Cardinale, giustamente, ne parla come chiunque farebbe di due amici.

Cominciano ad essere assegnati i primi premi: il premio Sala Stampa Lucio Dalla va ai Perturbazione; il premio della critica Mia Martini a Cristiano De Andrè con “Invisibili” che si aggiudica anche il premio di miglior testo.

Stromae, cantante belga che in Francia ha appena ottenuto l’ambito riconoscimento di Artista dell’anno, si esibisce con “Formidable”. In molti hanno l’impressione sia lievemente drunk.

Ecco nuovamente la Littizzetto che questa sera sembra voler recare omaggio ai pennuti: penne nere e oro per assumere le sembianze di un fagiano.
Vengono annunciati i tre finalisti: Renzo Rubino, Raphael Gualazzi, Arisa e si riapre il voto. Risalgono sul palco con estratti di canzone le giovani proposte non vincitrici.

Si arriva a conoscere il vincitore con una Littizzetto che non cela la sua stanchezza e siede probabilmente in preda a piedi doloranti. Con poca verve e poca magia viene assegnato il titolo di vincitrice di Sanremo 64 ad Arisa. Secondo Raphael Gualazzi, terzo Rubino.
Sanremo 64 finisce, una chiusa un po’ deludente e sottotono.


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