Alberto Sordi, la sua casa sarà un museo

La grande villa in cui per oltre quarant'anni ha vissuto il protagonista di tanti film di successo sarà trasformata in un museo per ricordare il grande attore romano scomparso nel 2003

Avrebbe compiuto 95 anni proprio oggi Alberto Sordi. Il 15 giugno quindi è una data non casuale per presentare, nella villa in cui visse dal 1958 fino al giorno della sua morte il 24 febbraio 2003, il progetto di aprire quella grande casa al pubblico. La villa, di fronte alle terme di Caracalla a Roma, è stata aperta la prima volta in assoluto alla stampa in occasione di una conferenza stampa con i responsabili della Fondazione costituita dallo stesso grande artista nel 2001, da Carlo Verdone e dal ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini.

Non c’è ancora una data certa dell’apertura al pubblico. Il progetto presentato è quello di fare di questa villa un museo, ma non un semplice luogo di memoria storica, ma piuttosto “un luogo vivo che sia in grado di trasmettere la sensazione che Sordi fa ancora parte della nostra vita”. Tra le stanze una fantastica barberia, lo studio con tantissimi premi, foto ricordo come quelle con la sorella Aurelia scomparsa nell’ottobre scorso, o come quelle con i papi e poi il salone ricco di argenti e porcellane. E poi il teatro, un luogo dove l’attore vedeva i film con un vero e proprio palcoscenico. In nome di Alberto Sordi esistono due distinte fondazioni, la Fondazione Alberto Sordi per i giovani costituita dallo stesso artista che gli conferì in patrimonio l’opera Storia di un’italiano e la Fondazione museo Alberto Sordi istituita nel 2011 dalla sorella Aurelia per realizzare un museo dedicato ad Alberto proprio nella sua villa. Tra i primi atti portati a termine dalla fondazione Giovani, presieduta da Carlo Verdone, c’è la digitalizzazione dell’unica copia esistente in 35 millimetri di Storia di un italiano, l’antologia televisiva a puntate realizzata da Alberto Sordi con il suo fedele sceneggiatore Rodolfo Sonego.

“I tempi saranno ragionevolmente lunghi – ha precisato il presidente della Fondazione Museo Italo Ormanni – perché prima dobbiamo rendere abitabile la casa, per molto tempo trascurata, altrimenti non si può pensare di allestire un museo” ha detto. Prossimo step, dunque, per la realizzazione del progetto di allestimento del museo, quello dei “lavori di conservazione edilizia. Per anni la casa è stata trascurata dal punto di vista manutentivo, ci sono pezzi di intonaco che cedono, dobbiamo quindi iniziare un restauro. Faremo le cose con la massima trasparenza: chiederemo ad almeno 3 imprese specializzate un preventivo e sceglieremo quello più affidabile, sia dal punto di vista del prezzo che della rapidità dell’esecuzione“. Intanto i quadri, come ad esempio alcuni De Chirico, di maggior valore che erano presenti nella casa sono stati prestati alla Galleria nazionale d’arte moderna. Quanto alla parte archivistica “la biblioteca, i copioni, le lettere e la contabilità di casa sono invece state affidate alla sovrintendenza archivistica regionale – ha detto Ormanni – che sta catalogando, inventariando e terrà in custodia il materiale fino a quando non saranno finiti i lavori di conservazione edilizia”.


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