La playlist perfetta per superare una rottura

La playlist perfetta per superare una rottura

Cosa ci aiuta dopo la fine di una storia? Ecco qualche canzone che può venirci incontro per creare una playlist perfetta e tirarci su

Tutte, nel corso della nostra vita, siamo state lasciate da quello che credevamo fosse il nostro grande amore.

In questo caso però il detto mal comune mezzo gaudio non funziona. Quando siamo state lasciate non ci interessa certo che anche la nostra migliore amica è stata mollata dal fidanzato e poi ha trovato un nuovo grande amore, o che nostra cugina è stata piantata sull’altare.

Quando il nostro lui ci lascia vogliamo solo piangere e star male. È un nostro diritto, disperarci per un po’ e poi riprendere in mano la nostra vita.

Cosa ci aiuta?

A volte niente è consolatorio ed è giusto così. Il nostro sogno è stato spezzato e niente potrà rimettere insieme i pezzi. Abbiamo bisogno di qualche giorno per noi. L’importante che il nostro malessere non si prolunghi troppo, dobbiamo reagire e cercare di venirne fuori. Per quanto ci sentiamo affrante e tristi dobbiamo risollevarci e riprendere in mano la nostra vita.

Un passo avanti

Per iniziare a risalire la china possiamo fare affidamento alla musica. Ci sono tante canzoni che possono aiutarci per superare la rottura, per superare il dolore. Creiamo la nostra playlist perfetta da ascoltare a casa da sole nei momenti di sconforto. Oppure in macchina mentre andiamo a lavoro per ricaricarci prima di una lunga giornata.

Playlist

La musica – fatta di testi, ritmo e tempi – gioca un forte impatto emotivo su ciascuno di noi e può letteralmente cambiarci l’umore. Gli scienziati hanno quindi individuato delle canzoni che avessero gli elementi giusti per affrontare, in ordine, lefasi delle tristezza dopo la fine di una storia d’amore: tristezza, negazione, accettazione e il voltare pagina andando avanti. Per questo si alterneranno canzoni lente e malinconiche, a ritmi più veloci e canzoni pop grintose.

After the storm – Mumford and sons

“After the storm” dei Mumford & Sons non è una canzone scritta da una persona che è stata lasciata: è la mano che accompagna un’anima frantumata nella ricomposizione di sé stessa . “After the storm” parla dell’importanza di superare le difficoltà, di imparare ad amare sé stessi e di tornare ad avere fiducia nell’amore: è una canzone estremamente basata sulla speranza, un semplice “verranno tempi migliori”.

Unstoppable – Sia

Anche se si può essere deboli o avere del male dentro, è necessario tirare fuori i denti e mostrare la persona forte che è in noi: è questo il messaggio che vuol far passare Sia con “Unstoppable”, che è un piccolo gioiello sia dal punto di vista testuale che per quanto riguarda la performance. “Sono inarrestabile, sono una Porsche senza freni, sono invincibile, sì, vinco ogni singola partita. Sono così potente, non ho bisogno di batterie per andare, sono così sicura, sì, oggi sono inarrestabile”

Best thing I never had – Beyoncè

In “Best thing I never had”, Beyoncè lancia una vera e propria stoccata ad un amore passato, gridandogli che si raccoglie ciò che si semina. Beyoncé parla con consapevolezza e racconta di essere stata intrappolata in una relazione tossica  dalla quale, fortunatamente, è riuscita ad affrancarsi. Parla di sé come di una persona che ha schivato un proiettile: poteva mettersi male, ma fortunatamente, cadute le lenti rosa che si indossano in pieno innamoramento,  ha preso coscienza della tossicità del rapporto e si è liberata.

Shake it out – Florence and the Machine

“Shake it out” parla di “superare qualcosa o vedere la luce alla fine del tunnel”. Florence Welch, leader dei Florence and the Machine, ha affermato: Volevo solo scuotere qualcosa, scuotere questi rimpianti, scuotere queste cose che ti perseguitano. A volte devo scrivere canzoni per me stessa, ricordandomi di lasciare andare il diavolo.”Shake it out”, si configura come un vero e proprio invito a liberarsi dei fardelli che non ti fanno vivere bene: parlando del diavolo, Florence parla di rimpianti, pensieri negativi, sofferenze vane.

Buona sfortuna – Lo Stato Sociale

Si sa, togliersi i sassolini dalle scarpe è uno dei primi passi per riprendere a camminare bene: è quello che fa Lo Stato Sociale in “Buona sfortuna”.

Le parole della canzone del gruppo bolognese sono una maledizione gentile ma spietata verso un amore tradito. Il sorriso che porta con sé il ritmo incalzante e leggero del brano si infrange contro questa lista di pessimi auguri che almeno una volta ognuno di noi ha riservato a chi gli ha fatto davvero un male futile. Il narratore si immagina, per quella che un tempo era la sua dolce metà, una storia d’amore deludente, una giornataccia di nebbia e pioggia, una tinta per capelli venuta male e la “fitta al ginocchio mentre ti pieghi per far l’amore”. E conclude con “come te non c’è nessuna, e per fortuna!”.

E non finisce mica il cielo – Mia Martini

“E non finisce mica il cielo” , scritta da Ivano Fossati e interpretata dalla voce immortale di Mia Martini, parla del momento successivo alla fine di una storia d’amore: nonostante il dolore e la nostalgia la vita continua, “e non finisce mica il cielo anche se manchi tu”. Mimì, pur mostrandosi incerta sul suo futuro,  ci dice in soldoni che non è la fine, che sopravviverà a questo dolore.

I want to break free – Queen

“I want to break free” è l’inno liberatorio per eccellenza. Troviamo un Freddy Mercury che, a pieni polmoni, grida “voglio liberarmi”: sono stufo del dolore, delle costrizioni, delle tue bugie, non ho bisogno di te. Come potrebbe questa canzone non sancire un nuovo inizio?

IDGAF – Dua Lipa

“IDGAF” è l’acronimo delle parole “I Don’t Give a Fuck”, che tradotto in italiano è la versione più colorita di “non me ne importa niente”. Il titolo riassume perfettamente l’intero significato della canzone.

In “IDGAF”, Dua Lipa ha detto tutto quello che avremmo voluto dire a quel ragazzo per cui abbiamo sprecato tempo e lacrime: probabilmente è anche per questo che il suo video su YouTube ha più di 615 milioni di visualizzazioni e la canzone ha abitato a lungo la cima delle classifiche di tutto il mondo. Dua Lipa apostrofa duramente il narcisista patologico che pensava di poterci trattare come gli pareva e piaceva e di passarla pure liscia, tornando da noi come se niente fosse.



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