Revenge porn cos'è e come affrontare questo problema

Revenge porn: cos’è e come affrontare questo problema

Una violenza bella è buona è quella del revenge porn, ovvero il ricatto sessuale. Sempre più donne ne sono vittime. Ecco come difendersi da questo reato

Revenge porn, cioè “porno vendetta” è una forma di violenza del nuovo  millennio. Come sempre sono le donne ad essere più colpite, ma anche gli uomini posso subire questo ricatto sessuale. Tantissimi i casi di cronaca, non ultimo quello della maestra di Torino che, non solo ha subito questa violenza, questa umiliazione, ma anche perso il lavoro.

Il revenge porn è una vera e propria forma di violenza anche se non lascia lividi evidenti. Si tratta di divulgare filmati o foto private di una persona senza averne il consenso e al solo scopo di umiliare il soggetto stesso.

Pornovendetta

La locuzione revenge porn si riferisce genericamente al caricamento di materiale sessuale esplicito per vendicarsi dopo la fine di una relazione, ma talvolta il termine viene utilizzato anche in contesti non propriamente vendicativi, come ad esempio la distribuzione di pornografia senza consenso.

Alcuni esperti ritengono che il termine “pornovendetta” o revenge porn non dovrebbe essere utilizzato, in quanto il fenomeno potrebbe essere meglio descritto come “abuso basato su immagini sessuali”.

La pubblicazione avviene solitamente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione o vendetta. Per questo motivo, le immagini sono spesso accompagnate da sufficienti informazioni per identificare il soggetto ritratto, tipicamente i nomi o le posizioni geografiche, e possono anche includere collegamenti a profili sulle reti sociali, indirizzi delle abitazioni o del posto di lavoro.

I social

Ovvio che la nascita dei social permette la divulgazione di questi filmati e di queste foto in maniera molto più immediata rispetto al passato. Ovviamente la colpa non può essere attribuita ad internet, ai social network ma, a chi c’è dietro. A quell’uomo che, magari lasciato, decide di caricare in rete dei filmati privati della sua vita sessuale con la sua precedente compagna.

Il reato

A seguito di diversi casi di cronaca legati al revenge porn in alcuni paesi sono stati assunti provvedimenti atti a contrastare il fenomeno: Australia, Germania, Israele, Canada, Regno Unito, e più di metà degli Stati Uniti hanno disciplinato il reato, che in altri paesi può comunque essere ricondotto ad altre fattispecie. Quindi coloro che mettono in pratica il revenge porn possono essere accusati, a seconda dei casi, di molestia, violazione della privacy, diffamazione e in alcuni casi particolarmente gravi anche di istigazione al suicidio.

In Italia

L’introduzione del reato in Italia si deve all’emendamento presentato dalla parlamentare Federica Zanella. Alla fine del 2018, viene lanciata dalla sociologa Silvia Semenzin insieme a Bossy, I Sentinelli e Insieme in Rete, una petizione su Change.org con l’hashtag #intimitàviolata per chiedere una legge contro la condivisione non consensuale di materiale intimo. La petizione nel giro di pochissimo tempo raccoglie oltre 100.000 firme e porta all’inizio di un’intensa campagna politica per far arrivare un disegno di legge in discussione alla Camera. Il 2 aprile 2019, la Camera approva all’unanimità l’articolo 612 ter che criminalizza la diffusione di materiale sessualmente esplicito senza consenso della persona ritratta. La legge è entrata in vigore dal 9 agosto 2019.

Vip e gente comune

Il ricatto sessuale colpisce, principalmente le donne, di ogni estrazione sociale. Molte attrici, donne del mondo dello spettacolo, sono state vittime di violenza. Questo tipo di violenza che mette alla gogna una donna che fa sesso. Umiliate e vessate anche le persone comuni che vedono la loro vita rovinata per un filmino hard fatto in camera da letto.

Cosa fare

Girare dei filmini erotici in camera da letto per il proprio lui è una fantasia che capita a tutte. Anche fare delle foto particolari da mandare al proprio partner per ravvivare la giornata, soprattutto adesso che la quarantena incombe e, magari, i due partner vivono distanti e impossibilitati a vedersi. Difendersi da questa violenza non vuol dire non fare foto e video piccanti per il proprio compagno, ma stare ben attente alla divulgazione. Sarebbe opportuno far cancellare il messaggio al proprio partner dopo la visualizzazione. Per quanto tenerlo nella sua galleria e rivederlo può essere per noi  anche motivo di orgoglio personale, dobbiamo ricordarci che il nostro video può crearci dei problemi.

Denuncia

Se sei vittima di revenge porn non devi vergognarti, la prima cosa da fare è contattare la polizia per farti aiutare e, in contemporanea contattare il social network per chiedere l’immediata rimozione del video o delle foto. Chiedete poi a qualche esperto di informatica come muovervi per far rimuovere tutte le immagini e i video online. Una volta caricato un video, soprattutto se “a luci rosse”, questo si diffonde molto facilmente e, potrebbe diventare virale anche il poco tempo. Ecco perché è importante rivolgersi a qualcuno di specializzato che sappia muovervi nel mondo dell’informatica per far rimuovere tutto il materiale.

Provare a difendersi

Troppo facile dire “non fare certe foto”, sarebbe bello ma sappiamo che è impossibile. Sappiamo benissimo che all’interno di una coppia ci sono certe dinamiche che possono portare una donna a fare delle cose che mai avrebbe pensato di fare. Fare foto nuda potrebbe essere una di queste. Quindi evitiamo di puntare il dito se sappiamo che una donna è vittima di porno ricatto, non è colpa della donna, questo è certo.

Se vuoi fare delle foto da inviare al tuo fidanzato fai in modo che non ti si veda in faccia. Questo non vuol dire che se le tue foto verranno divulgate senza il tuo consenso tu soffrirai meno, ma almeno puoi essere più tutelata. Non inviare le tue foto al primo fidanzato anche se è lui a chiedertele insistentemente. Aspetta un po’, fai in modo che la relazione vada avanti per un po’, cerca di capire se puoi veramente fidarti di colui che dice di amarti e poi, fidati del tuo istinto. Cerca di salvare le tue immagini in modo protetto per evitare che, anche in caso di smarrimento del cellulare, tu possa essere protetta.

Non è colpa tua

Per quanto in molti tenteranno a puntare il dito su di te perché sei tu la protagonista delle foto, perché tu hai deciso di spogliarti e fotografarti, non pensare di essere sbagliata. La diffusione delle foto non dipende da te, tu sei la vittima.   



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