Organizzare la cucina: ma come organizzarla in modo funzionale?

Organizzare la cucina: ma come organizzarla in modo funzionale?

Organizzare la cucina, e organizzarla in modo funzionale, è una cosa indispensabile per ottenere un suo utilizzo pratico e razionale.

12/06/2022

Nella progettazione di una cucina ben organizzata si parte dallo studio funzionale degli spazi e degli oggetti che andremo ad inserire al suo interno. Senza mai perdere di vista design e il gusto di chi la vive.

Per progettare una cucina e organizzarla in modo funzionale si deve partire prendendo in considerazione 3 zone fondamentali: conservazione, preparazione e cottura dei cibi.

Concetto di cucina funzionale

Il concetto di cucina funzionale si lega al raggiungimento di risultati proficui con la minima quantità di tempo e fatica. E’ un concetto nato dalla teoria del triangolo di lavoro, che si applica alla cucina ma ha validi risultati anche in altri contesti e modelli di lavoro.

Teorizzata negli anni ’20, dalla psicologa del lavoro e ingegnere statunitense Lilian Gilbreth, la teoria del triangolo di lavoro mirava a fornire un modello di lavoro basato sulla razionalizzazione del tempo. Quindi al risparmio dei movimenti necessari per compiere una azione, o un lavoro, in ambienti industriali e commerciali come fabbriche e uffici.  La sua preoccupazione era quella del benessere del lavoratore all’interno del processo produttivo.

Cucina

Applicata all’interno delle mura domestiche la ricerca aspirava a rendere più facili e veloci i lavori delle donne americane in casa. Così da poter avere più tempo per il lavoro professionale e per le attività extradomestiche.


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Lilian Gilbreth ha progettato diverse proposte di disposizione spaziale per l’istallazione e l’utilizzo degli elementi della cucina, ha anche brevettato oggetti domestici. I ripiani a scomparti sullo sportello del frigorifero per uova e burro, il cestino della spazzatura con pedale e il miscelatore elettrico.

Il suo studio, presentato nel 1929, faceva riferimento ad un layout di cucina a L,C e U e nato per le cucine nelle quali un solo cuoco si occupava di tutto il lavoro. Fu chiamata “teoria del triangolo di lavoro”. Ancora oggi i suoi layout lineari di ispirazione ergonomica sono fondamentali per l’orientamento del design della cucina moderna.

I tre punti nevralgici della cucina

La “teoria del triangolo di lavoro” in cucina sviluppava un modello che avesse il fine di migliorare l’efficienza tra i tre punti nevralgici della cucina: quello della conservazione, della preparazione e della cottura del cibo.

Questi micro ambienti, nella progettazione degli spazi della cucina, rappresentano 3 angoli di un triangolo. Ogni lato del triangolo doveva essere compreso tra 1,2 mt e 2,7 mt e la somma dei lati non doveva superare gli 8 mt. Inoltre sui tre lati del triangolo non dovevano esserci  oggetti e flussi di passaggio.

Sviluppato e portato avanti negli anni ’40 dalla facoltà di Architettura dell’Università di Illinois, all’avanguardia sui concetti di ergonomia. Questo modello faceva leva sulla massima efficienza e riduzione dello spazio da percorrere durante la preparazione dei cibi.


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Così mentre negli Stati Uniti si consolidano le progettazioni di cucine aperte alla sala da pranzo e al soggiorno, in Italia il fascismo porta avanti l’immagine della donna procreatrice, ostacolando il lavoro extradomestico.

Le famiglie italiane mangiano in cucina, soggiorno e tinello vengono utilizzati per le occasioni speciali, diminuisce il numero di figli. Negli anni ’70 si affermerà la cucina all’americana. Mobili componibili e piani di lavoro continui, elettrodomestici incorporati, ormai considerati beni di consumo durevoli, pensili in laminati diventano basilari.

Gli anni ’80 e ’90 vedono una ulteriore diminuzione della natalità e il divorzio diviene legale e appaiono le prime famiglie monoparentali. Dalla cucina piccola si arriva alla cucina aperta come luogo conviviale.

Oggi lo stesso concetto di casa legato alla stabilità sociale ed economica è cambiato. Molti sono coloro che spesso si trovano a cambiare di casa e città per motivi legati al lavoro. Si mangia in piedi o davanti alla televisione, i cibi spesso si portano a casa già pronti o si ordinano con applicazioni.

Ma la cucina è lì, aperta e ben in vista riacquista il suo valore originario di luogo conviviale per eccellenza.

La teoria del triangolo di lavoro in cucina

Questa teoria del triangolo di lavoro è applicabile a quasi tutti i layout di progettazione di cucine: cucina ad L, cucina a Ucucina a isola. Ma non è applicabile chiaramente alla cucina lineare- Nella quale però la disposizione dei tre punti di lavoro deve, anche in questo caso, essere studiata per economizzare movimenti e tempo.

La teoria ha subito lievi aggiornamenti con il passare degli anni. Ma rimane una teoria pur sempre valida quando si vuole progettare una cucina organizzata e funzionale.

Il concetto di funzionalità infatti non è desueto. Al contrario praticità, tempo e limitazione dei movimenti sono priorità che si accompagnano al gusto estetico nel momento della scelta della cucina così come durante la progettazione.

La teoria del triangolo quindi rimane ancora attuale e trova nuovi spunti di applicazione nella cucina odierna. Si allontana dalla modularità standard e guarda verso uno spazio-cucina più flessibile e adattabile al tipo di vita attuale.

Che vede quindi la cucina come luogo di ritrovo, condivisione e incontro, lontana ormai dal concetto di luogo dove si prepara e si mangia del cibo. Si mixano così elementi di arredo che creano un continuo con la zona giorno, dando origine ad ambienti contemporanei, ma allo stesso tempo semplici e legati a comodità e efficienza.

Si mixano così elementi di arredo che creano un continuo con la zona giorno, dando origine ad ambienti contemporanei, ma allo stesso tempo semplici e legati a comodità e efficienza.

Cucinare

Organizzare una cucina funzionale

Per essere quindi funzionale una cucina deve essere progettata considerando 3 zone distinte: conservazione quindi frigo e refrigeratore, preparazione dei cibi legata a lavabo e piano lavoro, che si estende anche alla pulizia, e infine la zona di cottura.

Se pensiamo di progettare e organizzare una cucina moderna ci viene naturale pensare ad una disposizione funzionale e comoda. Ovvero che ci permetta di risparmiare tempo e spazio da percorrere durante la preparazione dei cibi.

Minimalismo e riduzione allo stretto indispensabile degli oggetti. Scelta di materiali tecnologici resistenti e veloci da pulire. Ma in accordo con lo stile della zona giorno o del resto della casa, se si tratta di un open space.

Industriale, minimal o contemporanea la scelta dei materiali dovrà integrarsi armonicamente con gli ambienti anche più ricercati e dal gusto difficile.

Oggi la cucina non è la zona dove il singolo cuoco si nasconde a cucinare ma è diventata un importante punto focale della casa, di aggregazione e convivialità. Sempre più spesso diventa il luogo da mostrare appena si entra in casa. Un posto che ci rappresenta e in cui si focalizzano il nostro gusto e la nostra personalità.

Ed è per questo che il concetto di funzionalità si declina anche al progetto legato al modo di organizzare gli spazi degli accessori della cucina come cassetti, pensili, piano lavoro, sportelli, mensole.

Il fine è quello di arrivare ad avere una cucina ben organizzata in modo tale che sia facile da pulire e da tenere sempre in ordine. Specialmente se si tratta di una cucina open space che affaccia sulla zona giorno.

Un piano lavoro efficiente ed ergonomico in cui si preparano cibi, ma che fuori degli orari legati alla preparazione di cibi può rivelarsi un perfetto tavolo di lavoro o di studio. In cui si appoggiano oggetti quotidiani come computer, libri, riviste, piante e oggetti che amiamo.

Si coniugano così ordine e design, in modo che le operazioni da svolgere in cucina avvengano nella maniera più confortevole e naturale possibile. E sotto gli occhi di tutti invitati e familiari.

Cucina lineare su una parete, su due pareti contrapposte, a ferro di cavallo o a U, ad angolo o a L, con isola, qualunque sia la scelta dovrà essere ben strutturata e organizzata in modo funzionale.

Frigo, fuochi e lavello

Nel progettare la cucina gli elementi fondamentali che la compongono-frigo, fuochi e lavello– dovranno essere quindi ben disposti. In modo da creare dei percorsi razionali in cui potersi muovere facilmente e senza ostacoli. Per diminuire gli spostamenti e i movimenti dovranno essere alla giusta distanza gli uni dagli altri, almeno 90 cm tra loro.

Anche le altezze sono importanti. Ad esempio l’altezza del piano lavoro dovrà essere calcolata in base all’altezza di chi la utilizza. Non dovrà essere né troppo bassa né troppo alta, per essere anche salutare ed evitare con il tempo problemi alla colonna o alle articolazioni.

Per organizzare una cucina che abbia un aspetto ordinato in qualsiasi momento della giornata, il piano di lavoro deve essere lasciato libero da utensili o altri oggetti.

In questo modo ne verranno meglio apprezzati anche i materiali utilizzati. Questi ultimi oltre ad essere scelti in base al gusto personale abbiamo visto che dovranno essere scelti di un materiale pratico e facile da mantenere pulito.

Fissata l’altezza del piano di lavoro si potranno fissare anche le altezze di pensili,  cappa e prese.

ragazza in cucina

Pensili, ante e maniglie

Una giusta altezza dei pensili consente di aprirli con facilità. Se le ante dei pensili sono dotate di aperture a ribalta si possono lasciare aperte durante le operazioni di cucina. Si avrà in questo modo una maggiore libertà di movimento e senza fastidiosi intralci. Ma anche una maggiore velocità di preparazione dei cibi, evitando aperture e chiusure continue per accedere alla dispensa.

Inoltre se i pensili sono posizionati alla giusta altezza , quindi non molto in alto, si potrà avere una vista complessiva di ciò che è all’interno, così da avere facilitata la ricerca di ciò che serve.

Sportelli, ante e maniglie come sceglierli per avere una cucina organizzata e funzionale? Le ante dei pensili, così come anche i cassetti, si potranno scegliere con apertura push-pull, che è tra le più pratiche e moderne. Sarà sufficiente una leggera pressione sull’elemento da aprire. Una soluzione funzionale e rapida ad esempio se abbiamo le mani sporche o occupate, che sposa bene igiene e comodità.

Se non possiamo fare a meno delle maniglie, che comunque andranno pulite spesso specialmente se lavorate o intarsiate, si può optare per una maniglia a fessura o una maniglia lineare cosi da facilitarne la pulizia risparmiando del tempo prezioso.

Cassetti grandi o cestelli

I cassetti grandi o cestelli, oggi tra i più richiesti nella progettazione di una cucina ben organizzata e funzionale, hanno la possibilità di essere estratti totalmente. Scorrono infatti su due binari laterali, si aprono e chiudono velocemente. Impediscono tra l’altro posizioni scomode e favoriscono la ricerca e una visione rapida di ciò che vi è riposto.

I cassetti grandi e profondi offrono poi la possibilità di essere attrezzati e suddivisi internamente. La suddivisione degli spazi interni ai pensili e ai cassettoni manterrà tutto in ordine. Faciliterà la ricerca e accelererà i tempi quando andremo a riporre gli oggetti.

La profondità ci consente di riporre anche elettrodomestici più ingombranti come frullatore, tostapane, spremiagrumi, impastatrice.