Quando la vacanza è sinonimo di stress

Le vacanze degli italiani tra desideri, stress e qualche rinuncia

La voglia di vacanze è sempre diffusa tra gli italiani: è ciò che emerge da un’indagine di Confersercenti-Swg secondo cui, infatti, il 64% degli italiani ha pianificato quest’anno un periodo di ferie.
Se il numero degli italiani vacanzieri è in sensibile aumento rispetto allo scorso anno, diminuisce però del 18% la spesa media per persona rispetto al 2013: per il 45% degli italiani che partiranno, il periodo di ferie sarà infatti più breve. Gli italiani trascorreranno fuori casa in media 11 giorni, contro i 14 giorni medi del 2008, prima della crisi.

La rinuncia alle vacanze e la paura di perdere il lavoro

Secondo l’indagine, gli italiani che rinunciano del tutto alle vacanze sono in diminuzione, colpisce però un dato legato alla situazione economica.
Le rilevazioni evidenziano infatti che una delle cause che determinano la rinuncia alle ferie è la paura di perdere il lavoro: un timore in crescita, che oggi riguarda il 14% degli italiani. Un anno fa erano il 12%, segno che questa preoccupazione, confermata e rinforzata dai più recenti dati sulla crescente disoccupazione, genera ansia, fino a minare le opportunità di relax ed evasione tipiche del periodo di vacanza.
Il lavoro è spesso al centro dei nostri pensieri, perché è legato alla nostra vita presente e futura, spesso alla nostra identità e quindi al nostro benessere. Eppure è necessario staccare, per poter tornare al lavoro dopo le vacanze più carichi di nuove energie.
Se i giorni di riposo sono invece offuscati dalla paura di perdere delle opportunità professionali, la vacanza non consente un vero riposo della mente.

Stress da vacanza?

HRD Training Group,  società di formazione personale, ha voluto approfondire il tema della rinuncia alle vacanze con un sondaggio.
Su un campione di 500 persone intervistate, di età compresa fra i 18 e i 59 anni si rileva che il 31% degli intervistati vede le vacanze come causa di stress e per questo non intende nemmeno pianificarle.

Spesso la fonte di maggiore stress è legata alla disponibilità economica: il 60% di chi rinuncia dichiara stressante il dover calcolare ogni spesa, evitando pranzi e cene fuori o altri piccoli lussi “extra”. La metà di loro sopporta con frustrazione il doversi adattare all’affollamento delle spiagge libere e il 29% preferisce evitare le vacanze per non dover deludere i figli dicendo troppi “no”.

Sembra quindi che a generare stress non sia la vacanza in sé, ma il modo in cui la si vive e la si carica di aspettative o di preoccupazioni per ciò che potrebbe accadere.

Quali sono i suggerimenti degli esperti in questi casi?

  • Valutare quando e quanto è utile  preoccuparsi del lavoro. Distinguere cioè tra le preoccupazioni per un lontano, ignoto futuro e quelle per il presente.
  • Imparare a convivere con l’incertezza e non focalizzarsi solo sulle mancanze della propria vita.
  • Concentrare l’attenzione sul presente, su quello che si ha e sulle situazioni sulle quali si può intervenire.

Concedersi momenti di relax e di stacco dal lavoro non è quindi solo un’esigenza, ma anche un modo per trovare nuove energie nell’affrontare le difficoltà.

E allora… buone vacanze a tutti!


Vedi altri articoli su: Abbasso lo stress | Lavoro | Viaggi |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *