Omeopatia inefficace: lo dichiara uno studio australiano

Non c'è malattia per cui vi sia una prova attendibile dell'efficacia dell'omeopatia. Lo conferma il più alto organismo nazionale australiano per la ricerca medica.

omeopatia

L’omeopatia? “Efficace quanto lo zucchero“. E’ la conclusione del National Health and Medical Research Council (Nhmrc), il più alto organismo nazionale australiano per la ricerca medica. “Non esiste malattia per cui vi sia una prova attendibile dell’efficacia dell’omeopatia. Non c’è ragione fondata per dire che funzioni meglio di una pillola di zucchero”. E poi la conclusione: “Le persone che vi si affidano possono mettere a rischio la propria salute, rifiutando o ritardando trattamenti per i quali esista una buona evidenza di efficacia e sicurezza“.

La ricerca australiana è stata fatta attraverso un’indagine su 225 pubblicazioni che trattano il tema dell’omeopatia, 57 revisioni sistematiche, 343 articoli presentati da associazioni favorevoli all’omeopatia e 48 articoli segnalati da privati cittadini per un totale di 1.800 ricerche, valutando la qualità di ogni singolo studio. Anche nei pochi casi di ricerche che hanno mostrato un effetto dei farmaci omeopatici, si legge nel documento, si sono riscontrati problemi ed errori nella progettazione dei test, caratterizzati quindi da scarsa qualità scientifica, e inoltre stati condotti su troppo poche persone per supportare l’idea che l’omeopatia abbia un qualunque effetto.

Paul Glasziou, presidente del Nhmrc Homeopathy Working Committee, ha concluso: “Ci saranno persone convinte che tutto questo sia un complotto dell’establishment“, destinato a favorire case farmaceutiche, “ma speriamo vi siano anche molte persone ragionevoli che possano riconsiderare la vendita, l’utilizzo e la distribuzione di questi prodotti”.In base alle evidenze che abbiamo trovato – conclude l’Nhrmc – non ci sono malattie o condizioni cliniche per cui c’è una evidenza affidabile che l’omeopatia sia efficace. Le persone che la scelgono possono mettere a rischio la propria salute se rifiutano o ritardano trattamenti per cui c’è una buona evidenza di sicurezza ed efficacia. In passato diverse altre ricerche scientifiche, estese e accurate, avevano già dichiarato completamente inefficace l’omeopatia come pratica medica.

Le teorie legate ai principi omeopatici furono elaborate dal tedesco Samuel Hahnemann agli inizi dell’Ottocento: l’omeopatia sostiene che è possibile curare le persone attraverso l’assunzione di infinitesimali dosi delle sostanze che causano un disturbo medico. Diluendole in acqua o alcol si ottiene un liquido che ne conserva la memoria e che attiva la risposta immunitaria del corpo. La maggior parte delle critiche rivolte a questa medicina alternativa, i cui prodotti non sono classificabili come farmaci, si concentra sull’enorme diluizione delle sostanze contenute nella terapia. In Italia i prodotti omeopatici possono essere venduti normalmente in farmacia. La spesa per il loro acquisto è interamente a carico dei clienti: non sono previste convenzioni dirette con il Servizio sanitario nazionale.


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