Come curarsi con la fitoterapia

Una terapia naturale che sfrutta gli effetti benefici delle piante come erica o ginestra. Ecco i principi fondamentali della terapia.

Fitoterapia
Le piante medicinali vengono usate nella fitoterapia per la cura di alcune patologie.

Cos’è la fitoterapia?

Da sempre oggetto di grande interesse per la sua capacità di trattare in modo naturale disturbi e patologie, la fitoterapia è una branca della medicina che studia l’utilizzo delle piante per la cura delle malattie o per il mantenimento dello stato di benessere.

Non si tratta di un’alternativa alla medicina tradizionale, basata sui farmaci di sintesi, ma di una strategia complementare in grado di individuare le piante con un’azione farmacologica e di utilizzarle sapientemente, valutando dosaggi corretti e reale biodisponibilità dei principi attivi.

Nasce dallo studio di sostanze, chiamate metaboliti secondari, prodotte naturalmente dalle piante come mezzo di difesa per la preservazione della specie. Si basa su studi scientifici approfonditi atti a misurare e isolare questi composti chimici naturali, in maniera definita e standardizzabile, per poi procedere con indagini farmacologiche e sperimentazioni cliniche sul reale assorbimento, sul meccanismo di azione e su eventuali effetti collaterali di queste sostanze.

Differenze tra omeopatia e fitoterapia

È importante non confondere la fitoterapia con l’omeopatia, un tipo di terapia basata su tre principi fondamentali, messi a punto dal suo fondatore Samuel Hahnemann, nel XIX secolo.

Vediamo quali sono:

1) Il primo, quello di similitudine, prevede che la cura di sintomi e malattia debba avvenire con dosi infinitesimali (quindi molto piccole) delle sostanze che in quantità maggiori provocherebbero gli stessi disturbi nei soggetti sani. Per esempio si usa coffea (il caffè) per curare gli stati di eccitazione simili a quelli prodotti dalla bevanda che ne deriva;

2) Il secondo è quello delle diluizioni infinitesimali: le sostanze vengono diluite e sottoposte a scuotimento per eliminare le proprietà tossicologiche, lasciando solo quelle terapeutiche;

3) Il terzo riconosce caratteristiche diverse in ogni persona, stabilendo così la necessità di differenziare i rimedi per ciascun individuo.

Combattere l’ansia con la fitoterapia

La fitoterapia trova impiego nel trattamento di patologie croniche come obesità, arteriosclerosi od osteoporosi, ma anche nella cura di problemi meno gravi come stress, cistiti e dermatiti. In particolare è di grande utilità nel trattamento degli stati d’ansia.

In questo caso sono molto utili: la passiflora, che ha un’azione sedativa sul sistema nervoso centrale; la griffonia, che contiene il 5-idrossitriptofano, precursore della serotonina (indispensabile per il buonumore); la camomilla e la melissa, che hanno un’azione calmante sul sistema muscolare e sugli spasmi intestinali; il tiglio e il biancospino, che possiedono un effetto ipotensivo, ottimi per chi somatizza l’ansia sviluppando tachicardia e l’iperico, da tempo noto per la sua azione antistress.

Ridurre il colesterolo con la fitoterapia

La fitoterapia, inoltre, è ampiamente utilizzata per il trattamento del colesterolo. Basta pensare infatti alla berberina, che va ad aumentare l’espressione dei recettori per il colesterolo LDL (così viene captato in misura maggiore); al riso rosso fermentato, che agisce bloccando l’enzima che consente la produzione del colesterolo; all’aglio, che riduce sia il colesterolo totale sia quello LDL; alla garicinia cambogia, che contiene l’acido idrossicitrico, il quale blocca la sintesi di una molecola indispensabile per la produzione di colesterolo e al guggul o “albero della mirra”, che agisce specificatamente sul colesterolo LDL.

Molto usate per i loro effetti benefici anche l’erica, che aiuta ad eliminare tossine e liquidi in eccesso; la ginestra, che ha un’azione cardiotonica, ottima in caso di marcata ipotensione e la bardana, da sempre nota per la sua azione depurativa a livello epatico.

Fitoterapia cinese

Infine non si può prescindere dal parlare della fitoterapia cinese, una tecnica terapeutica che agisce dall’interno. Questa terapia si propone di rinforzare l’energia corretta che risulta carente dentro all’individuo e di allontanare le energie negative presenti nel corpo. Si basa sul principio dell’equilibrio di yin e yang, della malattia come penetrazione di un fattore patogeno esterno o come disarmonia causata da un fattore patogeno interno.


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