Japanese style!
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Tatuaggi giapponesi: per essere una geisha

Tatuaggi in stile giapponese: breve storia, significato, soggetti, suggerimenti e qualche foto per ispirarsi un po’

Tatuaggi giapponesi: il significato

Tatuaggi giapponesi. Anzi, irezumi – dal verbo inserire e dal sostantivo inchiostro; o horimono, da scrivere e qualcosa. Così si chiamano i tatuaggi nel tipico stile che oggi tutti conosciamo. E che in Giappone è nato nel XVII secolo. I tatuaggi inizialmente erano utilizzati dalle autorità, che con essi marchiavano schiavi, delinquenti e criminali recidivi. Su parti del corpo ben visibili a tutti, ovviamente. Ma proprio da questa usanza a scopo punitivo ha iniziato a diffondersi in Giappone l’arte del tatuaggio.

Tebori: scolpire a mano

E la tecnica, il tebori (scolpire a mano), si è via via raffinata, prendendo ispirazione da disegni e linee con cui erano decorati gli abiti dei samurai, i kimono, le vesti da cerimonia della raffinata borghesia che nacque e crebbe in Giappone al XIX secolo in poi – insomma, quelle splendide form che ritroviamo nelle stampe e che hanno reso celebre in tutto il mondo Hokusai. Niente macchinetta: un bastone di bambù – ma oggi anche altri materiali più facilmente sterilizzabili, con un ago alle estremità. E i sapienti e ritmici movimenti del maestro tatuatore, formato da anni e anni di apprendistato presso un maestro più esperto di lui, che vanno a formare un disegno.

Ma in Giappone…

Ma anche riprodotto all’occidentale, lo stile giapponese è uno dei più apprezzati e richiesti in tutto il mondo. Ma sapevate che in Giappone ancora oggi i tatuaggi sono mal visti, perché tradizionalmente associati ai membri della potentissima mafia yakuza? In molti bagni pubblici, per esempio, non si può entrare se si ha il corpo tatuato. Anche solo se si ha un tattoo piccolissimo, ma visibile.

I soggetti più diffusi: simboli e significato

Ma se questo non vi spaventa e state pensando a un tatuaggio giapponese, abbiamo allestito per voi una gallery. Per ispirarvi un po’, con i soggetti più diffusi. Dal dragone, che rappresenta la saggezza, alla carpa koi, dalla tigre al serpente hebi, simboli di coraggio; dai fiori di ciliegio, simbolo della vita e della famiglia, al crisantemo giapponese, dalla geisha al fiore di loto: sapienza e risveglio.

Come vedrete, spesso accostati tra loro, e con uno sfondo sempre pieno e coloratissimo, talvolta scuro, talvolta a rappresentare le onde del mare. E se i “veri” tatuaggi giapponesi sono total body – tranne testa, mani e piedi, in Occidente spopolano il back (tutta la schiena) e lo sleeve (tutto il braccio: a chi scrive fa davvero impazzire) japan style. Troppo, dite? E allora niente sfondo e soggetti più piccoli: il tatuaggio giapponese ha linee delicate ed eleganti. Da vera geisha, insomma.



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