Nobuyuki Tsujii: l’emozionante storia del pianista cieco

Il giovane pianista giapponese si è esibito in Italia l'8 aprile scorso con un incredibile successo. Ma la sua storia è eccezionale almeno quanto il suo talento

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In Italia probabilmente pochi lo conoscono ed infatti ha suonato raramente nel nostro paese prima dell’8 aprile scorso, nell’Auditorium del Lingotto di Torino. Dalle sue parti, in Giappone, è invece un vero e proprio fenomeno mediatico con file interminabili di fans determinati ad accedere ad ognuno dei suoi concerti, spesso a prezzi esorbitanti ed un grandissimo successo dei suoi primi album. Le sue collaborazioni internazionali si sono moltiplicate negli ultimi anni, assicurandogli grandi palcoscenici a Berlino, a Monaco, a New York, a Boston. Eppure Nobuyuki Tsujii non è una rockstar. E’ un pianista e un compositore. Anzi, probabilmente il più straordinario talento musicale emergente che in questo momento esista al mondo, tanto che alcuni lo hanno già ribattezzato il “nuovo Franz List”. Ma non è tutto: Nobu, come si fa chiamare sul suo sito, è molto di più: è un ragazzo di 25 anni cieco dalla nascita, un vero e proprio “miracolo”. E vedere le sue incredibili performance nei numerosi video reperibili in rete, è una esperienza unica ed emozionante.

Quando suona senti la presenza di Dio nella sala

Nobuyuki Tsujii  è nato a Tokyo, il 13 settembre 1988. E’ cieco dalla nascita, ma con un talento naturale, innato, incredibile. In rete potete trovare un video girato mentre accompagnava la madre che canta Jungle Bell usando un piccolo piano giocattolo simile a quello che aveva Schroeder – l’amico-pianista di Charlie Brown nel celebre fumetto di Schultz: aveva due anni. Avete letto bene. A quattro anni inizia a studiare pianoforte: impressionate il video nel quale lo si può ascoltare durante una lezione a sette anni. A dieci debutta con la Century Orchestra di Osaka e a dodici sostiene il suo primo recital da solista nella prestigiosa Suntory Hall di Tokyo. Un incredibile fenomeno. Nel 2009 partecipa al più prestigioso concorso al mondo, quello organizzato ogni quattro anni in Texas da Van Cliburn, celebre pianista americano recentemente scomparso nello scorso febbraio all’età di 78 anni. Nobu vince il primo premio e lo stesso Cliburn commenta: “Quello che ho sentito era assolutamente miracoloso. Si, miracolo è l’unica parola per descriverlo. Lui è veramente un atto di Dio.” Ed ancora, dopo averlo sentito alla Carnegie Hall nel 2011: “E’ un pianista favoloso: quando suona, senti la presenza di Dio nella sala”. Richard Dyer era uno dei giurati a quel concorso e affermò: “Molto raramente chiudo il mio taccuino, ma quella volta fu necessario. Non volevo essere disturbato da ciò che stavo ascoltando”.

Un’emozione per tutti, anche per chi non è esperto

Ma non occorre certo essere un esperto per capire, quando lo si sente suonare, anzi, quando lo si “vede” suonare, di essere di fronte a qualcosa di fuori dal comune. E per questo il pubblico a Torino è stato letteralmente travolto, perché lui non è eccezionale in quanto non vedente, ma possiede un talento eccezionale che la sua cecità moltiplica a dismisura, trasformando tutto in una emozione fortissima. Come si avvicina al pianoforte prima di iniziare a suonare, come “cerca” la tastiera come per prenderne le misure, come attacca improvviso e deciso con una sicurezza ed una potenza incredibili, con una carica energetica impensabile vedendo il suo aspetto bonario e dimesso, roteando continuamente la testa, come percependo la musica, il suono. Non serve essere esperti, basta guardarlo per stupirsi di fronte a qualcosa di unico. Scoprendo con gioia che ancora a questo mondo esistono miracoli capaci di emozionarci.


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Commenti

  • Anna Invernizzi

    Thank you. You’re our first fan from America!

  • eu

    Bellissima la presentazione di questo miracolo artistico!

  • Paola liguori

    Davvero un’artista eccezionale! Un talento innato che sa davvero di un imperscrutabile miracolo….la natura gli ha tolto tanto ma gli ha donato anche tanto! Commovente la sua storia e ascoltarlo e vederlo suonare e’ un’emozione unica

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