Finocchi al latte gratinati

Perfetti come antipasto o come contorno, i finocchi al latte gratinati sono una ricetta semplice e sfiziosa da proporre per una cena con gli amici. Seguite la nostra ricetta!

17/02/2020

Sommario

Perfetti come antipasto o come contorno, i finocchi al latte gratinati sono una ricetta semplice e sfiziosa da proporre per una cena con gli amici. Seguite la nostra ricetta!

Tempo di preparazione:
10 minuti
Tempo di cottura:
20 minuti

Ingredienti Ricetta

  • Finocchi 3
  • Burro 1 noce
  • Latte 150 ml
  • Parmigiano 3 cucchiai
  • Pangrattato qb 3 cucchiai
  • Sale e pepe qb qb
  • Olio di oliva qb qb

Croccanti e dorati in superficie, i finocchi al latte gratinati sono un piatto molto veloce da cucinare ma anche molto goloso. Potete inoltre prepararlo in anticipo e farlo gratinare solo poco prima di portarlo in tavola. La ricetta prevede una spolverata di parmigiano grattugiato ma, se preferite sapori più intensi, potete anche sostituirlo con del pecorino.

Il finocchio nella storia: dai Greci ad oggi

Anche detto foeniculum vulgaris, il finocchio ha origini molto lontane nel tempo, almeno nella sua versione di pianta spontanea. 

Era infatti già conosciuto dai Greci, che lo chiamavano marathon viste le larghe distese di finocchio selvatico presenti nella pianura di Maratona. Ma è solo grazie ai Romani che si è poi diffuso in tutta Europa, dove era molto apprezzato soprattutto come medicinale. Plinio affermava in particolare che fosse molto utile per la cura degli occhi ma ne esaltava anche le proprietà afrodisiache.

Nel corso del tempo gli sono poi state attribuite molte altre proprietà curative, da quelle antispasmodiche a quelle digestive, da quelle diuretiche a quelle contro il gonfiore intestinale.

In epoca romana veniva inoltre utilizzato per coprire il cattivo sapore di cibi non più freschi, già in antichità nelle osterie veniva ad esempio servito pane ai semi di finocchio per mascherare la qualità scadente del vino. Ed ecco come nasce la famosa espressione “non farsi infinocchiare”, diventata sinonimo di non farsi ingannare!

Finocchio selvatico e finocchio coltivato

Due sono le tipologie di finocchio. C’è quello selvatico, anche detto finocchietto, dal gusto amaro, una pianta spontanea diffusa in zone calde e soleggiate e quello coltivato, risalente al Cinquecento e dal sapore dolce.

Quest’ultimo è presente prevalentemente nell’Italia centro-meridionale, il cui clima mite è l’ideale per quest’ortaggio, che non ama le temperature inferiori ai 7 gradi né quelle superiori ai 30.

Come si consuma

Ciò che si consuma del finocchio dolce è il grumolo, cioè la parte bianca, formata da foglie carnose sovrapposte l’una all’altra. Si può mangiare crudo, magari tagliato finemente e condito in insalata, ma è buonissimo anche cotto.

Potete semplicemente farlo bollire oppure optare per qualcosa di più invitante. In questo caso si può far soffriggere in padella ma anche gratinare in forno con formaggio e pangrattato. Si formerà così una gustosa crosticina dorata in superficie, proprio come nella ricetta di oggi. E gli amanti dei comfort food, proprio non potranno resistere ad una vellutata di finocchi!

Per quanto invece riguarda il finocchio selvatico, perché non utilizzarlo per preparare un pesto diverso dal solito? Potete però anche prepararvi una tisana mettendo in infusione per una decina di minuti i suoi semi in acqua bollente o usare le sue foglie per preparare la pasta con le sarde.

Preparazione

Pulite i finocchi, lavateli e tagliateli a fette.

Trasferiteli poi in una padella con una noce di burro, sale, pepe e fateli soffriggere per un paio di minuti.

In un pentolino a parte portate il latte fin quasi a ebollizione, per poi versarlo sui finocchi.
Fateli cuocere fino a che il latte non si sarà quasi asciugato.

Trasferite a questo punto le verdure in una teglia, cospargetele di parmigiano, una spolverata di pangrattato e un filo d’olio.
Fatele poi dorare sotto il grill del forno fino a che non si sarà formata una crosticina.