Pancake light con yogurt greco senza uova
Ricette Dolci e Dessert

Pancake light con yogurt greco senza uova

Oggi prepariamo i pancake in versione light e senza uova. E andiamo, poi, alla scoperta della vaniglia Bourbon, uno degli ingredienti della ricetta.

Tipici delle colazioni americane e inglesi, i pancake sono ormai diffusissimi anche in Italia, dove sembra che i loro amanti siano oltre quattro milioni. A partire dalla ricetta classica, a base di farina, latte, uova e zucchero, si sono sviluppate infinite varianti, capaci di accontentare i gusti e le esigenze più disparate.

Quelle di chi ama il dolce ma anche il salato, di chi vuole mangiare in maniera salutare, di chi vuole utilizzare solo determinate farine o di chi, ancora, non può consumare certi ingredienti. Ed ecco, allora, che ci si affida alle ricette di pancake”senza“. Senza uova, senza latte, senza burro, senza glutine, senza zucchero oppure senza lievito.

La ricetta dei pancake di oggi

La ricetta di oggi, ad esempio, è senza uova, sostituite dalla mela grattugiata, ma è anche light. Prevede, quindi, il latte vegetale, più digeribile di quello vaccino, niente burro, niente zucchero, sostituito dallo sciroppo d’agave e un mix di farina 00 e farina integrale d’avena. Rispetto alla farina integrale di frumento, quest’ultima è più ricca di fibre ma meno calorica. Un valido aiuto, inoltre, per abbassare i livelli di colesterolo. Come tocco finale per aromatizzare i pancake, vaniglia Bourbon. Perché va bene mangiare in modo light ma questo non significa dover per forza rinunciare a piccoli piaceri! Sui pancake si è ormai detto di tutto e di più…Oggi abbiamo, così, deciso di concentrarci su uno in particolare degli ingredienti della ricetta, la vaniglia Bourbon.

Vaniglia Bourbon per aromatizzare i pancake: la sua storia

Si dice sia la seconda spezia più costosa al mondo dopo lo zafferano e il motivo è presto detto: ancora oggi deve essere raccolta e lavorata a mano. Ma di chi stiamo parlando? Della vaniglia, l’ingrediente scelto per aromatizzare i nostri pancake, il baccello di alcune tipologie di orchidee originarie del Messico, che per molto tempo detenne il monopolio della sua produzione. Lo perse solo verso la metà dell’800, quando fu il Madagascar a diventare il maggior produttore mondiale di vaniglia.

Non che non si fosse già provato in precedenza a coltivarne alcune piante in regioni tropicali diverse dal Messico, come ad esempio le isole Mauritius. I risultati erano, però, stati fallimentari visto che qui mancava un elemento fondamentale per portare a termine l’impresa, l’insetto impollinatore. La svolta avvenne grazie ad uno schiavo, tal Edmond Albius, che mise a punto il metodo usato ancora oggi per impollinare manualmente i fiori. E fu così che, all’isola La Reunion, la pregiata vaniglia Bourbon, dal vecchio nome dell’isola, venne per la prima volta coltivata al di fuori del Messico.

Tre varietà di orchidea

Oltre ai costosi e pregiati baccelli di vaniglia, in commercio si possono trovare anche altri prodotti, come l’estratto di vaniglia, la polvere di vaniglia o la vanillina che, nella maggior parte dei casi nulla ha, però, a che fare con il baccello perchè prodotta chimicamente. Ma come si ottiene la vaniglia a partire dalla pianta? Occorrono tempo, pazienza e la giusta tecnica.

Innanzitutto è bene sapere che nel mondo esistono centinaia di varietà di orchidee ma solo da tre si può ricavare la vaniglia. Sono la Vanilla Tahitensis, la Vanilla Pompona e, in ultimo, la Vanilla planifolia, la più famosa e maggiormente apprezzata, dalla quale si ricava la vaniglia Bourbon. Per poter essere definita tale, la spezia deve venir coltivata solo in determinate isole, il Madagascar, le isole Comore, La Reunion, le Seychelles e le Mauritius.

Le orchidee producono fiori gialli e profumati e frutti di colore verde brillante, i famosi baccelli di vaniglia, uniti a grappoli di dieci. Una volta giunti a maturazione e diventati, quindi, di colore giallino o marrognolo, possono essere raccolti.

Tempistiche

Parliamo ora di tempistiche…Una volta piantata, l’orchidea fiorisce dopo circa 3 anni, alla fine dei quali si può procedere con l’impollinazione manuale, che va avanti per 3 mesi. Al frutto, una volta nato e raggiunta la dimensione massima, servono, poi, altri 7 o 8 mesi per maturare. Solo a questo punto può avvenire la raccolta e si può iniziare a preparare la vaniglia con il cosiddetto metodo Bourbon. Sei diverse operazioni che possono durare per diversi mesi.

Tutto inizia scottando i baccelli in acqua a 65°, si prosegue poi con la fermentazione, avvolgendo in coperte di lana i baccelli che diventano, così, marroncini. Arriva, quindi, il momento dell’essiccazione, prima al sole per 3 settimane, poi all’ombra per un mese. In ultimo, un altro passaggio fondamentale, i baccelli vengono posti dentro casse di legno per alcuni mesi ed è proprio durante questa fase che si sviluppa tutto l’aroma della vaniglia.

  • Resa: 12 pancake
  • Preparazione: 5 minuti
  • Cottura: 20 minuti

Ingredienti

  • 80 grammi farina 00
  • 70 grammi farina d’avena integrale
  • 1 cucchiaino lievito
  • 1 cucchiaio sciroppo d’agave
  • 125 grammi yogurt greco magro
  • 200 millilitri latte di avena
  • 100 grammi mela grattugiata
  • vaniglia bourbon qb
  • 1 pizzico di sale

Preparazione

  1. Versate in una ciotola le due farine insieme al lievito, al pizzico di sale e alla mela grattugiata.
  2. Incidete mezzo baccello di vaniglia, prelevatene la parte interna e unitela in una ciotolina allo sciroppo d’agave e al latte di avena.
  3. Poi, mescolando, aggiungeteli alle farine. In ultimo incorporate al composto anche lo yogurt greco.
  4. Ed ora si inizia la preparazione dei pancake. Ungete una padella antiaderente con un filo d’olio e accendete il fuoco. Quando sarà diventata calda, con un mestolino o un porzionatore da gelato, versate tanti mucchietti di impasto quanti ne stanno in padella.
  5. Una volta che si formeranno delle bollicine sulla superficie dei pancake, potrete girarli e lasciarli dorare anche sul 2° lato. E, una volta pronti, sistemate su di un piatto i pancakes a torretta.
  6. La farcitura è a piacere, da una semplice spolverata di zucchero a velo al classico sciroppo d’acero, da una crema al cioccolato ad una marmellata.


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