Come fare il Kefir

Scopriamo insieme quali sono gli ingredienti e come preparare questa miracolosa bevanda!

01/04/2022

Sommario

Il kefir è una bevanda sana e nutriente con moltissimi benefici. Ecco la ricetta.

Tempo di preparazione:
10 minuti
Quantità:
2 persone

Ingredienti Ricetta

  • Granuli di kefir 1 cucchiaio
  • Latte fresco 1 litro

Informazioni Nutrizionali

  • Porzione 100 gr
  • Calorie 72 kcal
  • Grassi 4 g
  • Carboidrati 4 g
  • Proteine 3,5 g

Il kefir è una bevanda dalle innumerevoli proprietà benefiche. È ottenuta dalla fermentazione del latte e ha origini antichissime. Si dice che sia originaria del Caucaso ed è estremamente popolare nell’ex Unione Sovietica. I primi studi in merito a questa bevanda, risalgono alla fine del XIX secolo.

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Cos’è il kefir

Il kefir è una bevanda sana, rinfrescante e leggermente acida: è considerato uno dei più potenti alimenti probiotici disponibili sul mercato. Questa bevanda contiene ceppi di lieviti e batteri benefici (in relazione simbiotica) che attribuiscono al kefir proprietà antibiotiche.

Il kefir è ricco di batteri come:

  • lattobacilli,
  • streptococchi,
  • latto cocchi,
  • acetobatteri,
  • leuconostocchi e
  • lieviti.

Oltre ad essere ricco di batteri buoni, è ricco di tiamina, amminoacidi, fosforo, magnesio, biotina, calcio, vitamina b12 e vitamina k2.

Kefir proprietà

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Questa miracolosa bevanda ha un’elevata capacità di ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. È inoltre ben tollerata da soggetti che sono intolleranti al lattosio. Questo accade poiché lieviti e batteri, che fermentano nel kefir, dissipano la maggior parte del lattosio presente, generando enzimi molto efficienti al fine di rimuovere ogni parte di lattosio rimasta una volta terminato il processo di fermentazione

Al di là delle sue proprietà probiotiche, questa bevanda è molto apprezzata per i benefici che ha sul ritmo circadiano delle persone. La bevanda, infatti, contiene triptofano (un amminoacido essenziale per l’organismo umano). Il triptofano serve per la sintesi di alcune sostanze biologiche presenti all’interno del nostro organismo, tra cui la serotonina e la niacina. La serotonina (il cosiddetto ormone del buon umore), può essere convertita in melatonina. La melatonina non è altro che l’ormone volto a regolare le ore di sonno e viene secreto durante la notte.

Come raccogliere il kefir

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Esistono due modi per raccogliere il kefir:

Prima modalità:

1.Mescolate il kefir delicatamente, aiutandovi con un cucchiaio di plastica, in questo modo unirete il latte e il siero.

In seguito, riponete un colino di plastica sul vostro contenitore dove verrà conservato il kefir ottenuto.

Filtratelo in modo lento e graduale, aiutandovi con il cucchiaio.

Una volta filtrato, la vostra bevanda è pronta.

Questo metodo darà al kefir un sapore più acido (il siero conferisce acidità).

Seconda modalità:

  1. Prendete due ciotole di vetro larghe. Appoggiate il colino sul barattolo (il colino deve rimanere aderente).
  2. Con un rapido movimento, capovolgete il barattolo in una ciotola di vetro, lasciandolo scolare per un po’.In questo modo, verrà separato il siero dal latte.
  3. Una volta che la parte liquida sarà scolata, spostatevi sull’altra ciotola di vetro e filtrate il kefir dal colino, aiutandovi con un cucchiaio.
  4. In questo modo, il kefir sarà meno acido e più denso.


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Consumare abitualmente questa bevanda stimola un ottimo funzionamento dell’apparato gastro-intestinale. Il kefir rinforza le difese immunitarie, stimola la produzione di anticorpielimina il colesterolo cattivo nel sangue e aiuta a mantenere il nostro organismo sempre giovane.

Questo tipo di bevanda è particolarmente consigliato a tutte quelle persone che hanno bisogno di energia, di ripristinare la flora intestinale, dopo una cura di antibiotici, alle persone anziane e alle mamme in dolce attesa. Il kefir, infatti, ha un elevato contenuto di acido folico, utile al corretto sviluppo del feto. Il kefir deve essere assunto a partire da piccole dosi. Questo perché bisogna prima vedere l’effetto che ha sul nostro organismo. Chi ha un intestino delicato, può accusare nausea, meteorismo, mal di stomaco e mal di testa. Questi sintomi non sono altro che una conseguenza di una disintossicazione messa in atto dalla bevanda. Proprio per questo motivo va integrato a piccole dosi.

Come fare il kefir d’acqua

Per preparare il kefir d’acqua, avrete bisogno dei granuli d’acqua, chiamati anche tibicos.

  1. Versate un litro di liquido in un barattolo di vetro e sciogliete tre cucchiai di zucchero bianco mescolando.
  2. Aggiungete 3 grani d’acqua, uno spicchio di limone biologico e la frutta essiccata che preferite (senza acidificanti o conservanti) inserita in un velo di tulle.
  3. Coprite poi il barattolo con un foglio di carta da cucina o un tovagliolo tenuto fermo da un elastico e lasciate fermentare per 24/48 ore.
  4. Finita la fermentazione, eliminate la frutta e il limone e filtrate versando il contenuto del barattolo in una bottiglia sulla quale avrete posizionato un colino.
  5. Il colino raccoglierà i grani, mentre nella bottiglia avrete il vostro kefir. 

Come si utilizza il kefir

Torta di carote e yogurt

 

Il kefir è un prezioso alleato in cucina. Potrete usarlo per molteplici ricette, per esempio nelle torte, perché aiuta a mantenere l’impasto morbido e soffice. Usatelo al posto dello yogurt per ottenere torte morbidissime. Ideale è l’uso del kefir per preparare dei lievitati: usarlo per l’impasto delle focacce e del pane renderà i vostri lievitati davvero soffici.

Potete poi usare il kefir al posto del latte nei frullati di frutta, ma anche come condimento delle insalate, soprattutto nel periodo estivo. Tra le ricette che potete preparare, giusto per citarne qualcuna: cheesacake con kefir, muffin, formaggi spalmabili, pancakes e anche il gelato!

Quanto tempo si conserva il kefir in frigo

I migliori sistemi di conservazione sono il congelamento e l’essicazione. Ma se volete conservare in frigorifero il kefir ottenuto, sappiate che resisterà al massimo una settimana, chiuso in un barattolo di vetro. Per beneficiare al meglio delle sue proprietà, tuttavia, è consigliabile consumarlo entro le 12 ore dalla preparazione. Per conservarlo in frigo una settimana, aggiungete il doppio della quantità di latte, in modo che il kefir abbia a disposizione più latte da fermentare.

Quando si capisce che il kefir è andato a male

Ci sono alcuni segnali che vi permetteranno di capire che il kefir è andato a male. Innanzitutto, la consistenza: un’eccessiva viscosità dei grani o una diminuzione del loro volume sono indici di kefir andato a male. Anche il forte odore è un sintomo del fatto che il kefir non è più buono. In presenza anche di uno solo di questi segnali, il consiglio è di buttare il kefir ottenuto. 

Come si prepara il Kefir

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Questo prodotto non è disponibile in commercio già pronto, ma va preparato in casa e per farlo si utilizzano i granuli di kefir. Questi ultimi si possono trovare e acquistare online, in farmacia o nei negozi biologici.

I granuli sono di aspetto gelatinoso e biancastro/giallognolo, contengono lieviti e batteri mescolati con caseina e residenti in strutture polisaccaridiche.

Preparazione

  1. Iniziate versando il latte all’interno del contenitore di vetro (rigorosamente ben asciutto e pulito), senza però riempirlo del tutto.
  2. Versate poi i granuli, solo quando e se il latte è a temperatura ambiente. Dopodiché, coprite il contenitore di vetro con della carta da forno, in modo tale che il composto riesca a respirare.
  3. Lasciate quindi riposare il miscuglio per 24 ore, durante le stagioni calde e per non più di 48 ore durante le stagioni fredde. Le temperature troppo basse impediscono la fermentazione, al contrario, quelle troppo alte uccidono i batteri buoni.
  4. Per far sì che il kefir fermenti in maniera ottimale, è necessario lasciarlo riposare in un luogo buio. Ricordatevi di mescolare ogni tanto il composto.
  5. Durante il tempo d’attesa, i granuli, gradualmente, fermenteranno il latte e lo separeranno dal siero. Una volta che sono passate le 24/48 ore si procederà a raccogliere la miscela ottenuta.