Chiacchiere di carnevale

Frappe, crostoli, bugie, frittelle, cenci: tanti nomi per un dolce di carnevale che unisce piccoli e grandi golosi! Semplici da preparare seguendo la video ricetta

Esistono dolci speciali per ogni occasione, differenti da regione a regione, dedicati a tutte le ricorrenze laiche e religiose ma ovunque, a carnevale, la tradizione converge su questi dolci fragranti e buonissimi, realizzati in mille varianti, ma tutti con il comune denominatore di essere fritti e cosparsi di zucchero.

Delle tante versioni di chiacchiere di carnevale (o frappe, fiocchetti, bugie, crostoli o ancora cenci), quella che propongo qui sotto è la mia “ricetta di famiglia”, quella che mi divertivo a preparare da bambina dopo aver sfinito mia madre, restia ad appestare la casa con il fritto, che inevitabilmente finiva per accontentarmi. Il libro delle ricette di casa viveva in quel periodo il suo momento di massima gloria anche se, a dirla tutta, era una via di mezzo tra un manuale di economia domestica e quello di uno chef stellato, segno di cosa ci si aspettasse da una casalinga degli anni ’50! Naturalmente lo conservo come una reliqua e, tra ricette oggi improbabili, alla pagina delle frittelle di carnevale mi inteneriscono sempre le tracce traslucide dei miei esordi come cuoca. Non so se la mia passione per la cucina sia nata lì, ma certo la preparazione delle chiacchiere ha avuto una parte fondamentale nel processo.

Personalmente sono per le versioni classiche dei dolci (non compro panettoni al cioccolato o colombe al limoncello) e quindi termino le mie chiacchiere rigorosamente con zucchero al velo, ma se siete più trasgressive potete provare con il cacao, lo zucchero semolato o il topping al cioccolato. A voi la scelta, la base della ricetta è super collaudata, sulla finitura c’è spazio per la fantasia, perché un carnevale senza le chiacchiere è come un natale senza la neve, non si può proprio immaginare!

Quindi mettete da parte le ansie da fritto e profumate la vostra casa di allegria, ne varrà la pena!

  • Resa: 500 grammi di chiacchiere ( 8 Persone servite )
  • Difficoltà:
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Cucina:

Ingredienti

  • 440 grammi farina 00
  • 2 uova
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 100 grammi zucchero semolato
  • 125 grammi burro
  • 1 bicchiere latte
  • 1 bacca di vaniglia
  • 2 litri olio di arachide
  • zucchero a velo

Preparazione

  1. Con la frusta montate il burro nell’impastatrice unendo, alternati, le uova e lo zucchero. Incidete la bacca di vaniglia, raschiare la polpa e aggiungetela nella ciotola.
    Mescolate la farina con il lievito e aggiungeteli al composto utilizzando la frusta a foglia (K). Regolate la morbidezza dell’impasto con il bicchiere di latte.
  2. Quando l’impasto è pronto, dividetelo in 4 porzioni e, con il mattarello, stendete una sfoglia sottile sul piano infarinato (1-2 millimetri max). Con l’apposita rotella, o con un coltello, ritagliate dei rettangoli di circa 12 x 8 cm, appoggiandoli su vassoi ricoperti di teli da cucina bianchi e puliti, sovrapponendoli fino a terminare l’impasto.
  3. Versate 1,5 litri di olio in una pentola per friggere, accendete il fornello e portatelo a una temperatura di 170° C. Se non avete il termometro, fate la prova con una briciola di impasto, quando friggerà e tornerà subito a galla l’olio sarà pronto. Predisponete delle ciotole rivestite di carta assorbente per fritti e, quando l’olio sarà caldo, immergete due o tre chiacchiere per volta, lasciatele pochi secondi, giratele e quando saranno dorate scolatele sulla carta. Continuate così fino al termine delle chiacchiere, se l’olio si scurisce o inizia a fare schiuma toglietene una parte sostituendola con quello rimasto.
  4. Quando le chiacchiere saranno tiepide cospargerle di zucchero al velo o altra finitura a piacere.
  5. NB – L’olio utilizzato non va riusato ma va recuperato, messo in un contenitore (perfette le taniche dell’acqua per stirare) e portato nei luoghi indicati dai comuni per il corretto smaltimento. NON va assolutamente gettato negli scarichi in quanto inquinante.


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