Natale, ecco i Paesi dove non si festeggia

23/12/2023

Il Natale è una delle feste più amate e diffuse nel mondo, ma non in tutti i Paesi il 25 dicembre si celebra la nascita di Gesù. Ci sono, infatti, diverse nazioni dove questa ricorrenza non ha alcun significato religioso o culturale, e altre dove è addirittura vietata o osteggiata. Meglio sapere quali sono, prima di sceglierle per le vacanze natalizie..

Innanzitutto, bisogna ricordare che il Natale è una festa cristiana, che commemora la nascita di Gesù Cristo, il figlio di Dio secondo la fede cattolica. Tuttavia, non tutti i cristiani lo festeggiano nello stesso modo e nello stesso giorno. Infatti, ci sono due principali correnti del cristianesimo: quella cattolica e quella ortodossa.

In alcuni Paesi il Natale arriva dopo Capodanno

I cattolici seguono il calendario gregoriano, introdotto da Papa Gregorio XIII nel 1582, e celebrano il Natale il 25 dicembre. Gli ortodossi, invece, seguono il calendario giuliano, stabilito da Giulio Cesare nel 46 a.C., e lo festeggiano il 7 gennaio. Questo perché tra i due calendari c’è una differenza di 13 giorni. Quindi, in alcuni Paesi come la Russia, la Grecia, la Serbia, l’Etiopia e altri, il Natale cade dopo il Capodanno.

Natale, ecco dove non si festeggia

Ci sono, però, anche molti Paesi dove non si festeggia affatto, perché la religione predominante non è il cristianesimo, ma l’islam, il buddismo, l’induismo o altre. In generale, i Paesi a maggioranza musulmana non celebrano il Natale, perché secondo il Corano, il libro sacro dell’islam, Gesù è solo un profeta e non il figlio di Dio.


Leggi anche: Addobbi natalizi fai da te: corona d’avvento, centro tavola e calze di Natale

Inoltre, i musulmani hanno altre feste religiose importanti, come l’Eid al-Fitr, che segna la fine del Ramadan, il mese di digiuno e preghiera, e l’Eid al-Adha, che ricorda il sacrificio di Abramo. Tra i Paesi musulmani, ci sono varie differenze: alcuni sono più tolleranti e permettono alle minoranze cristiane di festeggiare in privato, come il Marocco, la Turchia, la Tunisia e l’Iran. Altri sono più rigidi e proibiscono qualsiasi manifestazione pubblica, come l’Arabia Saudita, il Brunei, la Somalia e l’Afghanistan.

In Giappone ha un valore commerciale

Anche in alcuni Paesi a maggioranza buddhista, il Natale non ha alcun valore religioso, ma solo commerciale o turistico. Per esempio, in Giappone, dove il buddismo e lo shintoismo sono le religioni più diffuse, il Natale è visto come un’occasione per scambiarsi regali, mangiare torte e pollo fritto, e uscire con il partner. Non è però un giorno festivo, e le scuole e i negozi sono aperti.

In altri Paesi asiatici, come la Cina, la Corea del Sud, il Vietnam e la Thailandia, il Natale è celebrato solo nelle grandi città, dove ci sono alberi, luci e decorazioni, ma non ha un significato spirituale.

Natale, ecco dove è vietato

Infine, ci sono alcuni Paesi dove il Natale è vietato o ostacolato per motivi politici o ideologici. È il caso della Corea del Nord, una dittatura comunista e atea, che reprime ogni forma di religione e di libertà. In questo Paese, festeggiare il Natale è considerato un reato, e chi viene scoperto a farlo può essere arrestato o punito. Al contrario, si celebrano le nascite dei leader della dinastia Kim, considerati dei veri e propri dei.

Un altro Paese dove il Natale è sgradito è Israele, la patria degli ebrei, che non riconoscono Gesù come il Messia. In Israele, il Natale è festeggiato solo nella città di Betlemme, dove secondo la tradizione è nato Gesù, e dove vivono molti cristiani palestinesi.


Potrebbe interessarti: Albero di Natale finto (ma che sembra vero): dove comprarlo e quanto costa

Questi sono solo alcuni esempi di Paesi dove il Natale non si festeggia, ma ce ne sono molti altri. Ogni nazione ha le sue tradizioni, la sua storia e la sua cultura, che vanno rispettate e conosciute. Il Natale, per chi lo celebra, è un momento di gioia, pace e amore, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono anche altre feste e altre religioni che meritano la nostra attenzione e il nostro interesse.

 

Foto copertina: Credit Unsplash