Pitti Immagine Uomo: gli emergenti sono la speranza dell’Italia

A far parlare la gente comune, la stampa e i buyer quest'anno sono i giovani talenti, che all'84esima edizione di Pitti Immagine Uomo hanno cambiato il codice dello stile maschile

Il finale della sfilata di Stella Jean al Pitti
Il finale della sfilata di Stella Jean al Pitti
  • Il finale della sfilata di Stella Jean al Pitti
  • Lo stand di An Italian Theory + Azzurra Gronchi al Pitti 2013
  • La borsa da Tennis di An italian Theory + Azzurra Gronchi
  • le scarpe must di L'f unisex
  • Gli anni '50 tornano di moda grazie a Stella Jean
  • uno degli outfit più belli della sfilata Stella Jean
La carovana della moda si è già spostata a Milano per la settimana della moda maschile per la primavera/estate 2014, lasciandosi alle spalle Firenze e l’ottantaquattresima edizione di Pitti Immagine Uomo, che ha chiuso i battenti un paio di giorni fa con una scia di bella speranza e tanta, tantissima fiducia. Fiducia in una macchina da guerra, Pitti appunto, in grado di guidare e mettere sullo stesso piano i grandi classici del guardaroba italiano con le nuove proposte firmate da giovani designer di tutto il mondo. Speranza nel veder tornare il sole in un settore che in realtà non ha mai visto tempi bui, ma che comunque ha avuto paura di vederli e poi insieme  fiducia e speranza per quanto riguarda il buon gusto e la creatività, perché la manifestazione fiorentina rimane pur sempre un’ottima scuola da dove attingere le mode che verranno. Già, le mode. Perché è di questo che noi ci nutriamo, al di là dei numeri (si parla di 7.700 presenze e un picco di 18 mila ingressi, per un totale di 10.400 compratori), quello che conta di più è sapere cosa indosseremo, e cosa sarà di moda la prossima primavera/estate 2014.

I talenti migliori

Ad aprire la kermesse fiorentina i giovani, che in effetti sono quelli che hanno tenuto banco su tutti. L’F ne sono un esempio. Hanno debutatto con The Wonderful’F che vuole essere in qualche modo il mondo rappresentato da Licia Florio e il suo compagno nella vita e nel lavoro Francio. Un mondo disordinato, composto da una collezione di scarpe in black&white nei toni chiari e nei materiali più audaci come il sughero e la tela. Sorprendono con la loro capsule collection  di borse e accessori anche Alessandro Enriquez e Azzurra Gronchi che presentano a Pitti An Italian Theory + Azzurra Gronchi.  Una collezione dove gli accessori maschili sono i protagonisti. Dopo il grandioso successo della prima collezione presentata allo scorso Salone del Mobile 2013, ecco la nuova prova, con una capsule di accessori puramente lifestyle da uomo legati agli sport tradizionali e la capsule di due sedute pensate per l’uomo moderno e contemporaneo, che non rinuncia al porta iPad o allo zaino outdoor multitasking e dall’anima comfortable.  Il dettaglio fa la differenza, infatti ogni borsa ha un nome e un codice stilistico che la contraddistingue. Si potrebbe dire: un uomo per ogni borsa, una borsa per ogni carattere, così nasce Tancredi, la sacca da golf, Alfredo il borsone da tennis e Alfredo la borsa 24h. In vendita già in alcuni dei concept store più importanti d’Italia come Luisaviaroma a Firenze e Massimo Bonini a Milano. Un viaggio, quello di Alessandro Enriquez e Azzurra Gronchi, verso un mondo maschile che rispetta e porta con orgoglio i canoni del vestire italiano e della filosofia modaiola di Pitti.

La sfilata più bella

Lascia tutti senza fiato, invece, Stella Jean, la stilista Italo-Haitiana che per la prima volta presenta una collezione maschile dal gusto delicatissimo e bon-ton anni ’50. Tra i trend più forti è il Flower Power a vincere.


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