I gioielli artigianali innovativi di Miriam Meda

Come si svolge il lavoro dell'orafo e cosa cercano le donne: ce lo racconta Miriam, giovane orafa artigiana dell'antico laboratorio Meda Orafi

Spilla in oro giallo brillante che rende omaggio a Matisse
Spilla in oro giallo brillante che rende omaggio a Matisse
  • Spilla in oro giallo brillante che rende omaggio a Matisse
  • Dove lavora un orafo
  • Anelli con libellule in bronzo e argento
  • Work in progress di gemelli
  • Bracciale in argento
  • Anello in bronzo, un materiale accessibile a tutti
  • Due generazioni a confronto
  • Anello in oro bianco e oro giallo con brillante
  • Fare l'orafo oggi è una sfida con il tempo e con le mode
  • Luna al tramonto: anello in bronzo con perla nera
  • Anello in bronzo con zircone
  • Miriam e il lavoro di orafo
  • Spilla in oro giallo con smeraldi, rubini e zaffiri
  • Gemelli in argento
  • Tradizioni di famiglia
  • Orecchino con colibrì in argento e rame
  • Anello vintage in argento e rame
Miriam Meda rappresenta la terza generazione di Meda Orafi, una bottega di oreficeria creata a Milano dal nonno di Miriam, Dante, nel 1916. È in questa atmosfera, tra arte, artigiani e gioielli, che cresce Miriam. Si iscrive e si laurea in architettura e oggi porta avanti la Meda Orafi cercando di conciliare la tradizione con il gusto moderno, cercando di proseguire un mestiere antico anche nel tempo del virtuale e del digitale. La Meda Orafi sfida quindi i tempi con una pagina Facebook, un profilo sulla piattaforma commerciale Etsy e la passione della giovane Miriam.

L’orafo nel tempo

Cosa significa essere un artigiano oggi?

Significa essere un po’ una razza in via d’estinzione.

Come è cambiata la professione col tempo?

Da una parte oggi il mercato si basa sulla specializzazione: non si cercano orafi a tutto tondo ma esperti di questa o quella tecnica. Dall’altra l’orafo deve essere più completo di prima: non basta più conoscere la tecnica e avere una certa capacità e una certa apertura artistica. Occorre farsi conoscere e capire meglio le persone, la loro vita, le loro abitudini, i loro gusti, le mode. Occorre sapersi promuovere e soprattutto sapersi muovere in un mercato globale che fagocita rapidamente tutto e tutti.

È difficile continuare un lavoro di questo tipo ai nostri giorni?

Purtroppo il mestiere dell’orafo sta scomparendo perché diventa difficile competere con i grandi marchi e la loro produzione in serie. Allo stesso tempo, oggi è sempre più difficile trovare clienti che sappiano apprezzare la tecnica e il valore del pezzo unico.

Sei la prima donna artigiana della famiglia. Dalla tua esperienza, sono tante le donne nel mondo dell’artigianato?

Il mondo dell’artigianato è un mondo maschile per tradizione. Con le nuove generazioni sta finalmente emergendo anche una presenza femminile, ma resta una minoranza e difficilmente riguarda il mestiere dell’orafo. Di solito le giovani della mia generazione si dedicano esclusivamente al design dell’oggetto. Occorre comunque considerare che il lavoro dell’orafo comporta, se svolto davvero in modo artigianale, anche un certo sforzo fisico.

Meda Miriam
Tradizioni di famiglia
Passione di famiglia

Ma hai sempre voluto fare l’orafo?

Da piccola sognavo di fare la ballerina e la veterinaria.

Hai sentito la tradizione orafa alle tue spalle come un peso?

Assolutamente no, anzi un valore aggiunto in termini di orgoglio personale, di possibilità di imparare il mestiere e di respirare fin da piccola un’atmosfera particolare, artistica e artigianale allo stesso tempo. Quanto all’aspetto imprenditoriale, essendo semplicemente figlia d’arte, ho tanto ancora da fare e la sfida è davvero avvincente. Devo reinventarmi ogni giorno come donna e come orafa.

A proposito di donne, cosa cerca la donna italiana oggi in un gioiello?

Purtroppo, devo ammetterlo, la donna italiana oggi è troppo spesso influenzata dai media per quanto riguarda il gusto che poi, a ben vedere, è quanto di più personale invece dovrebbe esserci. Occorre forse recuperare un po’ di gusto critico, che affondi le radice nella storia del gioiello e del design italiano.
In fondo l’Italia è la patria mondiale del design e del gioiello d’arte come di quello d’alta gioielleria.

E a te quali gioielli piace indossare?

Mi piace molto cambiare, forse perché, occupandomene per lavoro, ho molti stimoli. Spesso indosso quelli da sperimentare se magari usiamo un nuovo tipo di metallo. Così controlliamo la reazione della pelle o ne testiamo la duratura se facciamo al gioiello un particolare trattamento.
In generale mi piace mettere contemporaneamente metalli e colori diversi. Adoro gli anelli in bronzo, che però mi devo togliere mentre lavoro, e gli orecchini abbastanza importanti per dimensioni.

miriam meda
Miriam e il lavoro di orafo
Il lavoro dell’orafo

Tornando al tuo lavoro, qual è l’aspetto che ti piace di più?

Forse è il fatto che non è un lavoro. L’orafo è un mestiere. La manualità, la fisicità, la sperimentazione dei materiali, la possibilità di seguire da protagonista tutte le fasi di realizzazione di un gioiello, dall’ideazione fino alla vendita, sono tutti valori che danno un senso più compiuto alla progettazione e al mio mestiere quotidiano.

E come si svolge il tuo mestiere quotidiano?

Di solito la prima attività è quella del giro dei fornitori: ciascuna realizzazione, soprattutto se complessa, comporta le necessità di avvalersi delle specificità di diversi fornitori. In più bisogna controllare le scadenze dei clienti perché spesso i nostri gioielli sono acquistati come regali per una data importante.
Una volta finito il giro, ci si può finalmente sedere al banchetto da lavoro e qui inizia il bello. Dopo aver riordinato i tanti e piccoli attrezzi del mestiere, si comincia a disegnare, saldare, limare, costruire i diversi componenti che alla fine formeranno il gioiello. Poi, se l’oggetto lo consente o lo richiede, si passa al computer. Attraverso un software di modellazione 3D, di cui ho imparato l’utilizzo anche grazie ai miei trascorsi universitari, è possibile disegnare e porre le basi per il gioiello che verrà poi “prototipato” e rifinito sempre e comunque a mano.
In tutto questo occorre chiaramente ritagliarsi il tempo per aggiornarsi, trovare ispirazione (internet, libri fotografici, ecc…) e studiare le mode, le tendenze, i materiali, i lavori più belli dei maestri e dei designer orafi di oggi e di ieri.

Ha ancora qualche sogno nel cassetto?

Ho i cassetti pieni! Ma soprattutto vorrei vincere la sfida di rilanciare il laboratorio che ho ereditato da mio padre e, prima ancora, da mio nonno. Una bella sfida!


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