London Fashion Week FW 2015-2016: quarto giorno tra passato e futuro

Il quarto giorno della Settimana della Moda di Londra muove dall'eleganza "scolpita" e naturale di Antonio Berardi per arrivare al techno-gothic di Giles, in un viaggio tra passato e futuro, classicità e sperimentazione

Il quarto giorno della London Fashion Week FW 2015-2016 è un viaggio nel tempo, dal passato al futuro
Il quarto giorno della London Fashion Week FW 2015-2016 è un viaggio nel tempo, dal passato al futuro
  • Il quarto giorno della London Fashion Week FW 2015-2016 è un viaggio nel tempo, dal passato al futuro
  • Volumi scultura da Antonio Berardi
  • Ispirazione naturale per Antonio Berardi
  • Barbara Casasola all white
  • Barbara Casasola sceglie per la sua collezione il tessuto micro-pleated
  • Peter Pilotto: colore e sartorialità
  • Grafismo e sperimentazione visiva da Peter Pilotto
  • La sensualità di Issa
  • Stile classico e rilassato da Issa
  • Erdem rivisita la sua estetica secondo un mood low profile
  • Orli sfilacciati da Erdem
  • Rosso, nero e bianco è la palette di colori di OSMAN
  • OSMAN: legenza e portabilità
  • Stile bohèmienne e handmade per Burberry Prorsum
  • Una palette di colori avvolgenti da Burberry Prorsum
  • Arte, cinema e natura nella collezione di Roksanda
  • L'ispirazione Seventies di Roksanda
  • Il techno-gothic di GILES
  • Il mito del vampirismo e di Dracula rivive da Roksanda
  • Il futuro techno di Hunter Original
  • Hunter Original: eleganza e tecnicità

La London Fashion Week FW 2015-2016 volge al termine e prima di passare il testimone a Milano manda in passerella i “pezzi grossi”. Il quarto – e penultimo – giorno della manifestazione è stato infatti un vero e proprio tourbillon di grandi firme, con gli addetti ai lavori che si sono trovati a correre dalla sfilata di Antonio Berardi a quella di Burberry Prorsum, dalla presentazione di Peter Pilotto a quelle di Giles e Issa. Un tour de force in piena regola, che ha regalato momenti di grande spettacolo e – prima ancora – di sartorialità.

Sculpted, at first

A inaugurare il quarto giorno della London Fashion Week FW 2015/2016 è stato Antonio Berardi, che ha mandato in passerella una collezione che nasce da “una collisione tra la natura e la modernità“. Lo stilista di origini italiane utilizza infatti una ricca gamma di stampe e motivi di ispirazione floreale per creare vere e proprie sculture prêt-à-porter, come le gonne lunghe a pannelli di tessuto sovrapposti, le mini skirt a ruota dal volume sostenuto e i cappotti-mantella con maxi cappuccio. Un concetto di moda che si ritrova anche nella proposta autunno-inverno 2015-2016 di Barbara Casasola, che “scolpisce” tuniche, gonne lunghe e fluenti, abiti dal fit asciutto e pajama ensembles utilizzando tessuto micro-pleated, marchio di fabbrica di Issey Miyake, e conferma la sua vocazione contemporanea e sperimentale, ma allo stesso tempo easy e chic. A giocare con le forme e con i volumi è anche il duo di creativi di Peter Pilotto, che portano avanti l’attitudine grafica e visiva che ha reso famosa la maison con una nuova attenzione per la sartorialità, che prende forma in capispalla dal design essenziale ed elegante e in gonne movimentate da tagli asimmetrici e tridimensionali.

Classic but relaxed

A ricordare a tutti che alla London Fashion Week sfila il prêt-à-porter ci ha pensato il trio rappresentato da Issa, Erdem e Osman, con una serie di collezioni ispirate a uno stile classico ma rilassato, dove la sartorialità e la sperimentazione si sposano con la portabilità. Il nuovo direttore creativo di Issa, Jamie O’Hare, regala infatti sensualità e carattere rock al mood relaxed del brand – senza tuttavia tradirlo – con seducenti maxi dress dalle scollature profonde, miniabiti che mettono in mostra le gambe e dettagli di frange e lustrini, mentre lo stilista di Erdem, Erdem Moralioglu, rivede la sua estetica in chiave low profile. Il lusso dei suoi caratteristici abiti fit-and-flared a stampa jacquard metallizzata viene così “stemperato” dalla fodera in tinta unita a vista, mentre gli orli sfilacciati e gli stivali da cavallerizza indossati anche con i cocktail dress contribuiscono a creare uno stile informale, anche se – naturalmente – molto chic. Osman, infine, sceglie di mettere in risalto la silhouette con una serie di capi declinati esclusivamente in bianco, rosso e nero a comporre look moncromi dove le forme strutturate e fluide proseguono l’una nell’altra senza soluzione di continuità.

Sixties and Seventies: what else?

Sixties e Seventies sono i grandi protagonisti della London Fashion Week FW 2015-2016, che ha visto salire in passerella numerose collezioni ispirate ai temi, allo stile e all’estetica di quegli anni. Ma la ricchezza del periodo è innegabile e annoiarsi è davvero impossibile, anche grazie alla diversa sensibilità dei vari stilisti che lo hanno preso come riferimento. Così, la scelta di Burberry Prorsum di attingere alla fine degli anni Sessanta e all’inizio dei Settanta si concretizza in una collezione che ha per filo conduttore la cultura bohèmienne e l’handmade, rappresentata da lunghi mantelli di camoscio con frange, poncho-coperta, paisley e stampe di fiori, quilt e micro-trapuntature. All’opposto si colloca invece l’estetica di Roksanda Ilincic, che sceglie di ispirarsi all’anima disco dei Seventies con una proposta caratterizzata da colori drammatici, intensi, e che attinge dall’arte contemporanea, dalla natura e dal cinema, per un insieme di grande impatto visivo.

Next step: future

A chiudere il quarto giorno della London Fashion Week sono state le collezioni di Giles e Hunter Original, che utilizzano modi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo, ovvero offrire uno sguardo sul futuro. Giles infatti ha scelto di usare il vivissimo – paradossalmente – mito del vampirismo e di Dracula per realizzare una collezione techno-gothic inquietantemente elegante e contemporanea, caratterizzata da forme maxi che si contrappongono a linee essenziali e volumi costruiti che fanno da contraltare a tessuti fluidi e cadenti. Il brand di stivali famoso in tutto il mondo Hunter Original, invece, ha mandato in passerella una serie di capi dal piglio dichiaratamente futurista, caratterizzata da un design rigoroso ma non severo e da una ricerca stilistica minuziosa, resa da stampe ispirate a strati geologici, licheni e minerali, pannelli in gomma, sottili trapuntature e tessuti morbidi e dai colori intensi e cangianti.


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