Addio Elisabetta II, l’ultima vera icona di stile

09/09/2022

“Se indossasi qualcosa di beige, nessuno saprebbe chi sono”. Questa frase, attribuita alla regina Elisabetta II, racchiude in poche parole l’essenza del suo stile unico, inimitabile e intramontabile. Con la sovrana d’Inghilterra muore, infatti, l’ultima vera icona di eleganza, buon gusto, classe e signorilità.

 

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Un’eleganza senza tempo

Tailleur, abiti, cappelli, spille borsette: in settant’anni di regno Elisabetta II ha saputo costruirsi un’immagine unica e riconoscibile, nel pieno rispetto dell’etichetta reale che le ha impedito di portare i suoi amati pantaloni: di lei esistono solo una decina di foto ufficiali con i calzoni. E dire che li amava tanto: se le circostanze della vita non l’avessero portata sul trono britannico dopo la morte improvvisa di suo padre, Elisabetta avrebbe sicuramente scelto una vita diversa, con i suoi cani, i suoi cavalli e le lunghe passeggiate in campagna.

 

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Elisabetta II: la regina dei colori

Invece, lei che amava tanto i colori scuri e i cardigan dalle tinte sobrie, quelli che indossava in privato, ma anche durante l’ultimo incontro con la neo premier Liz Truss qualche giorno fa, ha dovuto inventarsi uno stile che la rendesse immediatamente riconoscibile tra la folla. Non solo per questioni di sicurezza: è più facile essere tenuta d’occhio se si indossano abiti dai colori appariscenti in mezzo a centinaia di persone. Ma anche per far sì che sudditi o curiosi, venuti da lontano per vederla in occasioni pubbliche, potessero subito individuarla.


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Via libera, dunque, ai colori dell’arcobaleno: in settant’anni di regno li ha sfoggiati tutti, da quelli pastello ai più luminosi, fino al pink che va tanto di moda in questi mesi e che lei stessa ha sfoggiato poco tempo fa, a dimostrazione della sua attenzione ai trend più in voga.

 

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Gli stylist della regina

Celebri i suoi tailleur colorati, tutti rigorosamente ton sur ton, con abbinati cappellini che sono entrati nella storia. Non che i suoi look li abbia curati sempre da sola: la regina Elisabetta ha avuto stylist come Norman Hartnell, Hardy Amies, Stewart Parvin e Angela Kelly, ai quali era affidato l’incarico di mescolare le prescrizioni dell’etichetta reale con la necessità di look sempre nuovi per i suoi impegni pubblici. No scollature, gonne sotto il ginocchio, orli con applicati piccoli per renderli a prova di vento e collant, sempre, anche in estate.

 

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Elisabetta II e l’abito “arlecchino”

Non solo tailleur. Celebri anche gli abiti da sera della regina Elisabetta II, sfoggiati durante le cene di gala o quelle di Stato con i governanti stranieri e abbinati ai preziosissimi gioielli della Corona. Era proprio in queste occasioni che brillava la sua eleganza: mai sopra le righe, sempre perfetta. Unico incidente: nel 1999 quando si presentò al Royal Variety Performance di Birminghan con un abito che i più cattivi definirono “arlecchino”: gonna dorata e top di paillettes arcobaleno. Pensate che abbia scalfito la sua reputazione? Macché: anche quell’abito è entrato nella storia.

I messaggi dietro le spille

Tanti i miti sugli accessori sfoggiati da Elisabetta II. Dalle borse alle spille sembra che dietro ogni scelta ci fosse un messaggio da inviare. Un esempio? Sembra che le tre spille indossate da Sua Maestà nel 2018 per incontrare l’allora presidente americano, Donald Trump, nascondessero tutto il suo “apprezzamento” nei confronti del suo interlocutore. Infatti, si trattava nell’ordine di: una spilla regalatale dal predecessore di Trump, Barack Obama; una indossata di solito in occasioni tristi (la Palm Leaf Brooch); una terza regalatale dal Canada, che non era particolarmente amato dall’ex Capo di Stato Usa.

 

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I messaggi in codice di Elisabetta II

Quanto alle borsette, pare che la regina le utilizzasse per comunicare con il suo staff. Spostarla dal braccio sinistro al destro mentre parlava con qualcuno era un modo per avvisare i suoi collaboratori che la conversazione avrebbe dovuto avere i minuti contati. Poggiarla a terra significava voler essere “salvata” da un incontro spiacevole. Se, infine, durante un pranzo o una cena la borsetta veniva poggiata sul tavolo, il messaggio era: questo evento deve terminare in cinque minuti.
A proposito, anche Sua Maestà aveva la sua bag preferita: un modello firmato London Launer che amava sfoggiare in tanti colori diversi, tanto da averne circa 250 nell’armadio. Talvolta la indossava con i manici un po’ più lunghi, la preferiva in vernice anziché in pelle, beige piuttosto che nera.

 

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Foto copertina: Credit Agenzia Fotogramma