Madri e figlie, perché si litiga? 7 consigli per sanare i conflitti

13/12/2023

Quello tra madri e figlie è un rapporto speciale, profondo e indissolubile. Ma non sono sempre rose e fiori. Capita spesso che si finisca per litigare, e che la relazione diventi complessa e conflittuale.

Perché succede? Non esiste un unico motivo: ciascun rapporto ha le sue dinamiche. Ma, anche nei casi più dolorosi e problematici, possiamo sempre fare qualcosa per migliorare la situazione e trovare un equilibrio tra amore e autonomia. Ecco alcuni suggerimenti per capire e risolvere i motivi più comuni di tensione tra mamme e figlie.

Riconoscere le differenze

Ogni madre e ogni figlia hanno una propria personalità, diversi valori, gusti e aspettative. Non possiamo pretendere che l’altra sia uguale a noi o che faccia le scelte che vorremmo per lei. Dobbiamo accettare e rispettare le differenze, senza giudicare o criticare. Invece di dire: “Non capisco come puoi fare così”, possiamo affermare: “So che la pensi diversamente da me, ma ti voglio bene lo stesso”.

Madri e figlie, comunicare in modo assertivo

La comunicazione è fondamentale per mantenere un buon rapporto tra madri e figlie. Dobbiamo esprimere i nostri sentimenti, i nostri bisogni e i nostri desideri in modo chiaro, diretto e rispettoso, senza aggredire o sottometterci. Possiamo usare la tecnica dell’io-messaggio, che consiste nel dire “Io mi sento così quando tu fai questo perché…”. Per esempio, invece di dire “Sei sempre in ritardo, non ti importa niente di me”, possiamo dire “Io mi sento trascurata quando arrivi in ritardo, perché mi sembra che non apprezzi il tempo che passiamo insieme”.


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Ascoltare attivamente

Per comunicare bene, non basta parlare, ma bisogna anche saper ascoltare. L’ascolto attivo significa prestare attenzione a ciò che l’altra dice, senza interrompere, distrarsi o pensare già alla risposta. Significa anche mostrare interesse e comprensione, con parole, gesti e espressioni.

Possiamo usare domande aperte, che iniziano con “come”, “perché”, “cosa”, per approfondire il discorso e far sentire l’altra valorizzata. Per esempio, invece di dire: “Hai fatto i compiti?”, possiamo dire “Come è andata a scuola oggi?”.

Madri e figlie, l’importanza del compromesso

Molte volte, le mamme e le figlie litigano perché hanno richieste o esigenze contrastanti. In questi casi, è importante trovare una soluzione che soddisfi entrambe, senza imporre la propria volontà o rinunciare ai propri diritti. Possiamo usare la negoziazione e il compromesso, che sono due strategie per raggiungere un accordo equo e reciproco. Per esempio, se noi madri vogliamo che nostra figlia torni a casa alle 22 e lei vuole tornare a mezzanotte, possiamo negoziare e stabilire il ritorno alle 23. Oppure che torni a mezzanotte una volta a settimana e le altre volte alle 22.

Stabilire dei limiti

Madri e figlie devono rispettare lo spazio e la privacy dell’altra, senza invadere o controllare. Devono anche evitare di fare richieste eccessive o irragionevoli, che mettono a dura prova il rapporto. Bisogna stabilire limiti chiari e coerenti, definire cosa si può e cosa non si può fare, e rispettare i diritti e le responsabilità di entrambe. Per esempio, possiamo dire a nostra figlia che non può entrare nella nostra camera senza bussare, e lei può chiederci di non leggere più i suoi messaggi senza permesso.

Madri e figlie, condividere momenti positivi

Per rafforzare il legame è importante condividere momenti positivi, che creano ricordi felici e aumentano la fiducia e la complicità. Possiamo dedicare del tempo di qualità all’altra, svolgendo insieme attività che ci piacciono e ci divertono, come andare al cinema, fare shopping, cucinare o semplicemente chiacchierare. Meglio, poi, esprimere il nostro affetto e il nostro apprezzamento, con parole, abbracci, sorrisi e complimenti.

Chiedere aiuto se necessario

A volte, madri e figlie hanno problemi così gravi e profondi che non riescono a risolverli da sole. In questi casi, non c’è niente di male a chiedere aiuto a una persona esterna, che possa offrire un punto di vista oggettivo e competente. Può essere un familiare, un amico, un insegnante o un professionista, come uno psicologo. L’importante è non arrendersi e cercare di migliorare il rapporto, che è uno dei più importanti e significativi della nostra vita.

 

Foto copertina: Unsplash