Le Fattorie Didattiche: per i ragazzi il “bello” della campagna

Imparare divertendosi è un binomio di sicuro successo: ecco perché bambini e ragazzi trovano nelle fattorie didattiche un'esperienza esaltante e dal grande valore sociale e formativo

Fattorie didattiche

Si dice spesso che le giovani generazioni stiano perdendo il contatto con le tradizioni, con le proprie radici e, soprattutto, con la “terra”, storicamente caposaldo della cultura italiana e ambito dove tante famiglie nelle generazioni precedenti sono nate e cresciute. D’altro canto, un sempre maggiore interesse culturale ed educativo spinge verso la riscoperta della natura, la salvaguardia della stessa e la conoscenza della bellezza dell’ambiente rurale. E a giudicare dal successo sempre crescente che iniziative innovative stanno riscuotendo, questa seconda tendenza si sta rivelando assolutamente vincente.

È il caso delle fattorie didattiche, una realtà sempre più diffusa e presente capillarmente nel territorio, capace di coinvolgere migliaia di ragazzi nella scoperta della campagna, delle sue abitudini, della bellezza del suo ambiente, della semplicità affascinante dei suoi animali. Uno strumento educativo di grande efficacia e con una valenza sociale di grande rilievo: la promozione del territorio, la conservazione delle tradizioni e delle tecniche del mondo dell’agricoltura, il rispetto dell’ambiente. Uno degli strumenti più efficaci per contrastare lo spopolamento delle aree rurali e l’abbandono del nobile “mestiere” dell’agricoltore.

Fattorie didattiche

Cos’è una fattoria didattica

Una fattoria didattica è una azienda agricola o agrituristica che si è dotata di strumenti vari attraverso la quali scuole, gruppi, famiglie o, in generale, qualunque singolo cittadino può incontrare il mondo rurale, le modalità con cui coltivare ed allevare, l’origine degli alimenti e le loro lavorazioni e trasformazioni in prodotti tipici o semplicemente le bellezze del territorio di cui in qualche modo l’agricoltore è “custode”. Sembra ovvio, ma non lo è:  avvicinare due mondi di fatto così lontani come città e campagna è un esercizio che richiede pazienza, dedizione, passione per il proprio lavoro e che ha una valenza sociale e formativa altissima. Ed infatti sono proprio questi gli elementi-base dell’offerta delle fattorie didattiche, grazie alle quali bambini e ragazzi di tutte le età, ciascuno con un percorso adeguato e “ritagliato” sulle rispettive capacità ed aspettative, possono imparare a sviluppare il loro “senso del verde”, la loro cultura del rispetto dell’ambiente e, si può dire, l’ammirazione e la meraviglia di fronte ad esso, nonché sperimentare in prima persona che differenza ci sia fra i sapori “veri” e quelli “standardizzati” dei prodotti industriali cui sono, magari, abituati.

Molto più che “un giro in fattoria”

Fattorie didattiche
Sono oltre 2.300 le fattorie didattiche attive in Italia, quasi duecento delle quali nella sola Lombardia: una crescita ed un successo esponenziali che non ha conosciuto soste, semmai un incremento, fin dalle prime esperienze in materia che risalgono alla fine degli anni ’90.  L’offerta è quanto mai diversificata e ha conosciuto negli anni una varietà di esperienze e una creatività di proposte davvero incredibile.

Chi pensa che essa si risolva in una classica “gita in fattoria” non può che ricredersi: accanto alle proposte più consuete che mirano a far conoscere la “vita della cascina”, le sue regole e le sue tradizioni e tecniche – dall’allevamento di volatili da cortile a quello dei maiali, delle mucche o dei cavalli fino ovviamente alla semina, la cura e la raccolta di verdure ed ortaggi – sono sempre più numerosi i percorsi didattici che guidano i ragazzi alla scoperta delle tradizionali tecniche di trasformazione: dalla produzione della pasta fresca, del pane o del miele a quella dei latticini, formaggio e burro in testa. Non mancano poi proposte didattiche legate all’ambiente circostante la cascina, come quelle alla scoperta del bosco, del fiume o della montagna – a seconda della collocazione, ovviamente – attraverso le rispettive piante, animali, elementi naturali ed anche tramite le relazioni uomo-natura che hanno contribuito alla loro modificazione nel corso del tempo.

Ultima frontiera, sempre più presente, quella dei percorsi che uniscono alla cultura “rurale” quella della ricerca artistica, storica o letteraria: si va in questo caso dalle letture “bucoliche” alle ricostruzioni storiche della vita contadina, da vere e proprie scuole di pittura “campestre” fino alla scoperta di poesie e brani di prosa dei grandi autori classici e non con a tema la campagna, la natura e il suo ambiente. Insomma, tante idee interessanti che anche nelle vostre zone, ovunque siate, saranno rintracciabili. E si riveleranno un’esperienza indimenticabile per i vostri ragazzi.

Photo Credit: USDAgov


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