La placenta previa, quello che c’è da sapere

La placenta previa è più comune nelle donne che hanno avuto altri figli e si manifesta con emorragie già dal settimo mese di gravidanza.

placenta previa
Quando la placenta si appoggia alla parte bassa dell'utero, coprendo la cervice, si parla di placenta previa che può essere causa di importanti emorragie.

E’ considerata una delle emergenze ostetriche più importanti del terzo trimestre di gravidanza, soprattutto durante il parto. Quando la placenta si viene a trovare davanti alla testa e alle spalle del bimbo, viene definita previa e può essere la causa di emorragie gravi.

Rischi di emorragie durante il parto

Quando la placenta si appoggia nella parte bassa dell’utero, come spiegano bene le ostetriche alle future mamme durante i corsi di preparazione al parto, potrebbero insorgere alcune complicazioni. La placenta in quella posizione infatti potrebbe coprire parzialmente o totalmente la cervice. Un problema che può essere riscontrato attraverso un’ecografia e una visita ginecologica già a partire dalla 20esima settimana di gravidanza, anche se nella maggior parte dei casi  la placenta che si è localizzata nella parte bassa dell’utero tende a spostarsi verso l’alto, liberando così la cervice, proprio verso le ultime settimane di gestazione. Esiste però un 1% di casi in cui la placenta resta bassa e copre la cervice. In questa posizione, ed è questo che crea un’emergenza ed un allarme, la placenta non è attaccata bene all’utero ed è più soggetta ad emorragie da uno o più dei tantissimi vasi sanguigni da cui è irrorata. Le emorragie causate da placenta previa durante il parto, per quanto abbondanti, si fermano fortunatamente da sole. Ad alcune donne che soffrono di placenta previa i medici consigliano ugualmente un ricovero ospedaliero fino al momento del parto, allo scopo di risolvere prontamente ogni evenienza emorragica.

Placenta previa, più comune nelle donne che hanno subito un parto cesareo

La placenta previa si presenta raramente nelle primipare, mentre è più comune nelle donne che hanno avuto più di un figlio, che hanno subito un parto cesareo o che sono in attesa di due gemelli. Considerata la maggiore incidenza tra le pluripare (80%) è necessario però fare alcune precisazioni: fino alla 30esima settimana, infatti, il ginecologo parla di inserzione placentare bassa e non di placenta previa, proprio perchè nella maggior parte dei casi la placenta tende a risalire nelle ultime settimane prima del parto. Quando questo non accade è giusto parlare di placenta previa. Uno dei sintomi più comuni sono le perdite di sangue genitali, che si manifestano dal settimo mese in poi. Le emorragie sono solitamente indolori , cominciano con lievi perdite di sangue, per poi aumentare significativamente di flusso, richiedendo a volte un intervento d’urgenza e in alcuni casi anche delle trasfusioni. Le emorragie, dannose per la mamma e per il bambino, non devono dunque essere sottovalutate, al contrario è importante ai primi sintomi contattare il proprio ginecologo per una visita o recarsi in ospedale.


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