I figli di genitori divorziati: la vita affettiva e i problemi

La psicologa ed esperta in relazioni familiari Veronica Arlati spiega quali sono i possibili problemi e il destino affettivo di questi ragazzi

  • Adam Scott e Mary Elizabeth Winstead in una scena del film
  • Carter ( Adam Scott)  indaga sugli studi che stanno compiendo su di lui
  • Carter e la dottoressa Judith (Jane Lynch) in una scena del film
  • Amy Poehler interpreta Sondra
  • Carter (Adam Scott), Melissa (Catherine O'Hara) e Hugh (Richard Jenkins) in una scena del film
  • Carter, Trey (Clark Duke) e Hugh (Richard Jenkins) durante la scena del matrimonio
  • Hugh e Carter
Il tempo passa e i divorzi aumentano. In Italia come nel resto del mondo diventa sempre più facile divorziare dal proprio partner. Ma che effetto può avere la separazione dei genitori sulla crescita di un bambino?
A.C.O.D. – Adulti Complessati Originati da Divorzio è la commedia indipendente, distribuita da Universal Pictures e disponibile in DVD dal 7 Maggio, che ci racconta la storia di un giovane figlio di divorziati, Carter, e le sue disavventure nel relazionarsi con chi lo circonda. Il protagonista scopre di essere, a sua insaputa, oggetto di una ricerca proprio su questo tema, affrontato nel film in chiave ironica e divertente.
Ma nella realtà come può influire la condizione di figlio di divorziati nella crescita e nello sviluppo di una persona? Si possono incontrare realmente tutti questi problemi nel rapportarsi e nel relazionarsi con chi ci circonda? Ispirati dal tema di questa simpatica commedia abbiamo deciso di intervistare la psicologa ed esperta in relazioni familiari Veronica Arlati per farci illuminare su alcuni quesiti che ci sono sorti durante la visione di questo film.

Viene realmente individuato come un caso particolare l’essere figlio di una coppia divorziata?
Una volta erano pochi i figli di genitori divorziati, pertanto, essendo un’eccezione, erano visti come diversi, perché vivevano una condizione considerata anomala e poco frequente. Oggi come oggi le coppie divorziate sono molto aumentate e l’essere figlio di genitori divorziati non è più considerato come un caso anomalo perché molto più frequente. Per quanto sia però ormai molto frequente, è pur sempre una condizione che non facilita la crescita e lo sviluppo sereno del bambino, in quanto per il bambino, il fatto che mamma e papà non stiano più insieme a casa con lui, è una situazione anomala. Il vivere in due case, il passare da un genitore all’altro, il sentire e assistere a conflitti e litigi tra i genitori sono tutte condizioni che non sono facilmente elaborabili dal figlio, che deve essere aiutato ad accettare la nuova situazione familiare.

L’essere figlio di divorziati può influenzare la vita di coppia di un adulto?
Le nostre capacità relazionali dipendono molto da come abbiamo vissuto le nostre relazioni primarie con i nostri genitori: i bambini imparano a relazionarsi e si costruiscono un modello relazionale sulla base delle relazioni che hanno avuto con mamma e papà. Crescendo mettono in atto questi modelli relazionali anche con le altre persone importanti della loro vita, ivi compreso il compagno che si scelgono. Inoltre imparano a conoscere come modello di vita di coppia quello della coppia genitoriale. Pertanto se le relazioni con i genitori vengono minate da rapporti difficili a causa di una separazione, i rapporti da adulti ne risentiranno e ne possono venir influenzati.

Come si manifesta questa difficoltà nel relazionarsi?
Se il rapporto di coppia dei genitori è stato conflittuale e privo di amore, tanto da portare alla separazione e questo ha influito negativamente anche sul singolo rapporto che il genitore ha avuto con il figlio, da adulto il figlio può avere difficoltà a fidarsi dell’altro nella coppia, può essere poco incline a credere nel rapporto solido e duraturo, può anche avere difficoltà nella gestione dei conflitti, può addirittura non riuscire ad impegnarsi in una relazione perché inconsciamente la teme. Il modo in cui si manifestano queste difficoltà dipende molto da come il bambino ha vissuto la situazione del divorzio e da come i genitori sono riusciti ad aiutare il figlio ad elaborare il “lutto” di non avere più dei genitori che si amano. Oltre che dalla capacità dei genitori di mantenere i figli lontani e protetti dai conflitti coniugali, riuscendo comunque ad essere genitori adeguati anche in situazione di separazione. Se la situazione non viene gestita adeguatamente e il figlio ne risente e ne soffre e non riesce ad elaborare e superare le difficoltà, allora da adulto può portare con sé i segni di queste problematiche nella sua vita relazionale, il rischio può anche essere quello di mettere in atto una “coazione a ripetere“, cioè che da adulto rimetta in atto in modo inconscio a livello di relazione di coppia la copia della relazione fallimentare dei propri genitori, senza rendersene conto.

Questa condizione può influenzare successivamente la vita da genitore del figlio di divorziati?
Le capacità genitoriali, oltre che istintive quando si diventa genitori, sono anche influenzate dai modelli genitoriali che abbiamo avuto da piccoli. Pertanto se la qualità delle relazioni tra genitori e figlio vengono minate dal divorzio dei genitori è possibile che il figlio di genitori divorziati da genitore possa portare con sé le difficoltà che i suoi genitori hanno avuto con lui a livello relazionale. Non c’è una linearità assoluta tra le due situazioni, può anche essere che da adulta la persona riesca ad elaborare le difficoltà che ha avuto nelle relazioni con i propri genitori e che da questo lavoro di elaborazione ne possa uscire più consapevole e capace di non replicare la modalità genitoriale, che ha vissuto come impropria, dei propri genitori.


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