Bullismo: ecco come aiutare i nostri figli

Consigli pratici per non subire le prepotenze

aiutare i figli contro il bullismo

Il bullismo è un fenomeno molto diffuso e colpisce bambini e ragazzi di tutte le età: in genere la dinamica è costituita dalla prevaricazione, fisica o verbale, di una vittima da parte di un “carnefice” o di un gruppo. Noi genitori possiamo aiutare i nostri figli per evitare o gestire al meglio le manifestazioni dei numerosi bulli che potranno incontrare nella vita quotidiana la di fuori del contesto familiare. Commentare ad esempio i numerosi episodi di bullismo di cui parlano i telegiornali, i talk show e la fitta rete di internet è un primo passo verso la consapevolezza e l’acquisizione di un atteggiamento sano che può difendere e rendere utili anche nel caso in cui a subire la violenza sia un altro. L’informazione aiuterà a sapere che il bullismo è un fenomeno molto concreto e capillare, colpisce sin dalla scuola elementare e si può nascondere anche negli atteggiamenti prepotenti di un compagno di classe o di un amico al di fuori della scuola. I ragazzi devono poi capire che il bullo si comporta così spesso per nascondere difficoltà.

Come riconoscere i sintomi

Noi mamme e papà dobbiamo essere molto attenti a individuare i sintomi del bullismo. Se i ragazzi tornano a casa con vestiti stracciati o materiali rovinati e spiegazioni vaghe, presentano lividi sospetti o non escono volentieri rimanendo spesso da soli, se presentassero disagi come incubi notturni o ansia, non dobbiamo esitare ad intervenire: sarà opportuno passare più tempo con loro, rivolgersi a professionisti per una eventuale terapia e mettere al corrente tramite un colloquio i professori o gli adulti che potrebbero aiutarci a risolvere il problema.
Un tentativo di dialogo con la famiglia del ragazzo prepotente potrebbe segnalare ai diretti interessati un disagio trascurato proprio per la sua discreta evidenza.

Cosa possiamo insegnare ai nostri figli

L’insegnamento più importante, da trasmettere con la pratica e le parole, è la capacità di chiedere aiuto senza esitazione agli adulti, insegnanti, referenti e soprattutto a noi genitori, che dovremo essere bravi a non far trapelare le emozioni e a trasmettere un messaggio di reazione positiva al problema, che inviti a non subire e a risolvere la difficoltà nel modo più sano possibile, perché essere vittime non è una colpa o una vergogna da tenere nascosta. Chi subisce un episodio di bullismo deve manifestare apertamente la fiducia in se stesso e negli altri che interverranno per il suo bene e per aiutare paradossalmente il carnefice, che nella maggior parte dei casi reagisce con violenza solo per “urlare” un disagio. La collaborazione e la fermezza di chi ha davanti potrà convincerlo che un modo migliore per affrontare le difficoltà è sempre possibile.


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