Valeriana rossa
La valeriana comune è una pianta erbacea assai diffusa che ha una origine essenzialmente spontanea e che trova nei luoghi maggiormente ombrosi e ad alta umidità il proprio habitat naturale, con una capacità di adattamento che le permette di attecchire al mare e in altura fino a 1400 metri e quindi di prosperare sia in Europa che in America, principalmente nelle zone boschive.
[dup_immagine align=”alignright” id=”60261″]È la più popolare “esponente” della famiglia delle Valerianacee che conta circa 150 specie diverse ed è anche conosciuta con il curioso nomignolo vulgaris di “erba dei gatti”, data la sua capacità sorprendente e un po’ misteriosa di attirare a sé i felini con il profumo intenso e gradevole dei suoi fiori. Il suo nome scientifico è Valeriana Officinalis, cosa che dovrebbe rendere evidente quanto le sue caratteristiche curative – officinali, appunto – fossero già conosciute da tempo immemore, tanto da renderla una delle piante più diffusamente e costantemente utilizzate come rimedio fitoterapico: il termine stesso Valeriana deriva dal latino valere che si traduce, in maniera assai significativa, in godere di buona salute. Non sorprende quindi che la valeriana sia coltivata un po’ ovunque – compresa l’Asia e il Giappone – in virtù delle sue proprietà.
Già i greci, oltre duemila anni fa, conoscevano le benefiche proprietà della valeriana, cui sono universalmente, ed oggi anche scientificamente, riconosciuti effetti calmanti sul sistema nervoso, cosa che la rende un ottimo sedativo e un importante supporto per limitare gli stati di ansia e agitazione nonché regolare i disturbi del sonno. I principi attivi sono contenuti nella radice della pianta che, a differenza dei fiori, ha però un odore sgradevole: olii essenziali come ad esempio l’acido valerianico ricco di idroidi specifici come i valepoitrati, diversi alcaloidi e flavonoidi, tutti elementi in grado di interagire con il sistema nervoso centrale e in particolare quella sua parte “autonoma” che governa gli stati e le attività involontarie dell’organismo e che presiede quindi anche alla gestione della calma e dell’ansia, nonché alla regolazione del sonno.
La modalità di azione di tali sostanze è ormai ben conosciuta dalla scienza: gli olii essenziali, e in particolare i valepoitrati, agiscono da un lato direttamente sui recettori del sistema nervoso inibendo gli stati di agitazione, e dall’altro evitando la degenerazione nel corpo del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato che, naturalmente presente nell’organismo, è il principale responsabile del meccanismo del sonno.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”60257″]I principi attivi della valeriana sono assai efficaci, ma degradano anche molto facilmente se sottoposti ad eccessivo calore ed umidità e per questo la pianta una volta recisa va conservata con estrema cura per non disperderne le proprietà.
L’uso della valeriana come blando calmante e come inibitore degli stati di stress, irritabilità o anche paura, oltre che essere un rimedio assolutamente naturale, ha altri due importanti caratteristiche: da un lato, a differenza degli ansiolitici “chimici” non comporta nel soggetto che la assume alcuno stato di assuefazione o dipendenza, dall’altro non ha effetti collaterali particolari, non provoca sonnolenza e pertanto non è incompatibile con la pratica di attività che richiedono attenzione come, ad esempio, la guida.
Uniche cautele da tenere sono quella di evitare la somministrazione a bambini piccoli, donne in gravidanza ed in allattamento o in generale a soggetti in cui la situazione metabolica è “particolare” in relazione ad altrettanto particolari “stati fisici” e quella di non eccedere rispetto alle dosi consigliate, cosa che potrebbe causare mal di testa o disturbi di digestione. Inutile dire che il modo universalmente più utilizzato per la sua assunzione sia quello della tisana, ma sono reperibili sul mercato anche altri prodotti a base di valeriana come estratti, tinture o anche preparati per uso esterno, come i sali da bagno.
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