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Carolina Kostner vince uno straordinario bronzo a Sochi

Carolina con la Sotnikova
Adelina Sotnikova
Yu-Na Kim
Carolina nello "short program" della gara a squadre
Carolina Kostner nel "corto"

Carolina, medaglia di bronzo. È questo il risultato finale di una delle gare più spettacolari e tecnicamente elevate di questi giochi, dal finale contornato di giallo. Forse la speranza, dopo lo strepitoso programma corto di mercoledì 19 febbraio, era in qualcosa di più, ma questa medaglia olimpica, la prima nella storia del pattinaggio di figura femminile ai Giochi, è il coronamento di una meravigliosa carriera che, per la gioia dei nostri occhi, speriamo non si fermi a Sochi.

Ma andiamo con ordine. La prima delle “magnifiche tre” a scendere sul ghiaccio è la Kostner sulle incalzanti ed esaltanti note del Bolero di Ravel. Una interpretazione magistrale la sua, ricca di pathos e dai contenuti tecnici eccezionali, senza sbavature. Il punteggio altissimo proietta la Kostner ad uno strepitoso 216,73 che polverizza di quasi venti punti il suo precedente primato personale e che in qualunque gara del mondo avrebbe permesso alla nostra fuoriclasse di vincere.
E poi Yu-Na Kim, la grandissima sudcoreana, oro a Vancouver, forse l’unica sul ghiaccio a reggere veramente il confronto artistico con la Kostner. Il suo programma libero sulle note di Astor Piazzolla è di livello pari a quello dell’Italiana e viene premiato dai giudici con una manciata di frazioni di punto in più della nostra campionessa. Una decisione su cui non si può recriminare in una gara fra giganti decisa da piccole sfumature.
In mezzo, però, il giallo. Ovvero la prestazione della diciassettenne beniamina di casa Adelina Sotnikova, oscurata fino a ieri dalla ingombrante e precoce classe della connazionale Yulia Lipnitskaya, la giovanissima atleta che invece, di fronte alla prima grande gara della vita si è squagliata come neve al sole. La russa ha presentato un programma indubbiamente di altissimo livello e tecnicamente ineccepibile, anche se chiaramente più “freddo” rispetto a quello delle due rivali. E per questo il suo stratosferico punteggio di 149,95 con cui è stata premiata – ovvero oltre cinque punti più della Kim e sette della Kostner – lascia più di un dubbio. Ma tant’è, la sensazione forte è che gareggiando fuori dalla Russia la classifica di questa gara sarebbe stata diversa, eppure non può essere questa un’ombra sulla felicità di Carolina. Perché è stata parte della gara di pattinaggio di figura più spettacolare della storia e perché questo bronzo, in una specialità che può ben essere definita la “regina” dei giochi, vale una carriera intera, una vita intera di sacrifici. Ed è capace di esaltare tutto il nostro Paese.
Da segnalare anche la grandissima prova della giapponese Asada, sedicesima a causa di una caduta dopo il programma corto e risalita fino al sesto grazie ad un meraviglioso libero e l’undicesimo posto dell’altra azzurra, la milanese Valentina Marchei.
Quinta, alla fine, il fenomeno mediatico Lipnitskaya, sopravvalutata dalla stampa, e battuta anche dall’americana Ashley Wagner.

Una campionessa irripetibile

Fin qui la cronaca della straordinaria giornata di Sochi. Vissuta tutta nell’attesa di questa gara, con un programma quasi “sotto tono” rispetto agli altri giorni, come trattenendo il respiro in vista dello spettacolo sul ghiaccio dell’Iceberg Skating Palace. Uno spettacolo che non ha tradito.
Carolina Kostner è nata a Bolzano l’8 febbraio del 1987 ed ha appena compiuto, quindi, 27 anni. Ha diviso la sua infanzia sportiva fra il pattinaggio e lo sci alpino, sulle orme di sua cugina Isolde, due volte Campionessa del Mondo di Supergigante e vincitrice di tre medaglie olimpiche. A 12 anni optò definitivamente per il pattinaggio. Scelta di cui siamo, oggi, grati e felici.
Iniziò così una straordinaria carriera a livello internazionale fin dal 2003: oltre al bronzo di Sochi, Carolina è stata Campionessa Mondiale nel 2012, con altre quattro medaglie iridate e cinque Titoli Europei, per due stagioni prima nella classifica individuale dell’International Skating Union per quella che si può ormai definire senza tema di smentita la più grande pattinatrice italiana di ogni tempo. Carolina è fidanzata con Alex Schwazer, marciatore italiano al centro di un noto scandalo di doping, cui è rimasta vicina, discreta e presente, in questi difficili mesi. Una grande donna, non lo è infatti solo sul ghiaccio…

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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