Atollo di Fakarava

Viaggio in Polinesia: un sogno che può diventare realtà

La vastità e la varietà della Polinesia ne fanno uno dei luoghi più affascinanti e desiderati del mondo. Settembre e ottobre sono il momento ideale per visitarla

Il nome Polinesia ha subito un effetto affascinante e magico nella mente di tutti. Una terra così inaspettata, così diversa dalla nostra abituale concezione della realtà, anche culturalmente “dall’altra parte del mondo”, in grado di regalare scenari mozzafiato, colori ineguagliabili, cieli blu cobalto e mari limpidi, il bianco candido della sabbia e il rosso dei riflessi del sole. Insomma, un “richiamo” fortissimo per chi ama esplorare e conoscere.

Perché la Polinesia è in realtà un vastissimo universo dalle mille sfaccettature, almeno tante quante sono le migliaia di isole e isolette che la compongono. E per questo costituisce un paradiso che non si finirà mai di scoprire, dove ogni angolo, ogni atollo e ogni baia regalerà sensazioni nuove e gioie inattese.

La Polinesia, un triangolo di Oceano sospeso fra il mare a il cielo

In realtà, il termine Polinesia non è geograficamente esatto, ma ha più che altro una valenza storica: fu utilizzato fin dal ‘700 su “iniziativa”, pare, del letterato francese Charles de Brosse che con questo termine – derivato dal greco “tante isole” – propose di definire così tutte quelle terre oceaniche che proprio in quegli anni diversi navigatori-esploratori, come l’inglese James Cook o il transalpino Louis de Bouganville, stavano scoprendo.

La Polinesia è un’area dell’Oceano Pacifico che non ha precisi riscontri “politici”, di forma vagamente triangolare e che ha i suoi vertici nelle Isole Hawaii a nord, nella Nuova Zelanda a sud est e nell’Isola di Pasqua al largo del Sudamerica, politicamente territorio del Cile. Questa zona comprende una miriade di isole e atolli diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talora costituiti in stati indipendenti come Tonga, le Isole Samoa o Tuvalu, talora parte di Territori d’Oltremare di Stati Uniti, Australia, Francia o Gran Bretagna, con situazioni politiche più o meno autonome ma, inevitabilmente, con ambienti, culture, costumi e abitudini profondamente diverse dalle rispettive patrie di appartenenza.

Pacific_Culture_Areas

Cosa vedere? Non c’è che l’imbarazzo della scelta

Scrivere in poche righe cosa ci sia da vedere in Polinesia è come tentare di raccogliere l’Oceano che ne costituisce la massima parte con un cucchiaino da caffè. La natura, naturalmente, la fa da padrona. Praticamente non esiste isola che non abbia una spiaggia paradisiaca, un mare limpido come il vetro e un cielo sconfinato, tanto da sembrare irreale. Da questo punto di vista non esiste che l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio, nella favolosa Polinesia Francese, un gruppo di 118 isole ex-colonie dei nostri cugini d’oltralpe che comprende alcune ricercatissime mete turistiche come Tahiti, Bora Bora, Moorea, Taha’a o Huahine. Dell’arcipelago fa parte Rangiroa, uno degli atolli più grandi del mondo, con i suoi 250 isolotti uniti fra loro da un centinaio di passaggi che vi permetteranno di “superare” la laguna interna. O ancora Fakarava , meraviglioso atollo “rettangolare” considerato biosfera protetta dall’Unesco. Spostandoci nelle Isole Samoa, possiamo ammirare Upolu, la seconda isola per estensione del piccolo stato indipendente oceanico, formata principalmente da un grande vulcano di roccia basaltica che affiora direttamente dal fondo del mare e che non ha mai registrato alcuna eruzione. Da esso si origina il misterioso lago vulcanico di Lanoto’o, del quale nessuno è mai riuscito a toccare il fondo e intorno al quale è costruito un incredibile parco naturale.

E che dire dell’estremo lembo della Polinesia, ovvero la misteriosa e magnetica Isola di Pasqua, Rapa Nui, con le sue celeberrime ed indecifrabili figure umane di pietra vecchie di millenni? Ma non è solo la natura a destare l’interesse del viaggiatore: anche la cultura polinesiana ha un fascino indubbio, non fosse altro per il caleidoscopico insieme di popolazioni, lingue ed etnie che la compongono: Maori, Samoani, tahitiani, ma anche popoli di Tonga, Tuvalu, dell’isola di Wallis, i Moriori e i Mangareva delle isole Gambier. Un universo da scoprire: settembre e ottobre, prima della stagione delle piogge, sono periodi assai favorevoli per visitarlo. Che ne pensate?

Photo Credit: Evil Monkey;Rivi; Dani 13; Jimg944; Flexman; Apollo 11


Vedi Anche


Ti potrebbe interessare anche

Viaggi

Laghi con spiagge balneabili in Lombardia

Piatti tipici da mangiare a Fuerteventura
Viaggi

Piatti tipici da mangiare a Fuerteventura

Dove tuffarsi dall'alto in Puglia
Viaggi

Dove tuffarsi dall’alto in Puglia

Ferragosto a Milano: come passarlo e come proteggersi dal caldo
Viaggi

Ferragosto a Milano: come passarlo e come proteggersi dal caldo

Ferragosto in montagna: idee di viaggio
Viaggi

Ferragosto in montagna: idee di viaggio

Le spiagge piu belle Liguria
Viaggi

Le spiagge più belle Liguria

piatti tipici ibiza formentera
Viaggi

Piatti tipici da mangiare a Ibiza e Formentera

Notte di San Lorenzo in spiaggia: dove recarsi per vedere le stelle
Viaggi

Notte di San Lorenzo in spiaggia: dove recarsi per vedere le stelle

Bandiera americana
Sport Femminili

Julie Ertz: curiosità e vita privata della giocatrice USA

Scopriamo di più sulla capitana USA che ha fatto suo questo Mondiale Femminile 2019.

Leggi di più