Torino e i maestri del gusto, un viaggio tra i segreti enogastronomici della città
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Torino e i maestri del gusto, un viaggio tra i segreti enogastronomici della città

209 artisti del sapore con l’iniziativa “Maestri del Gusto di Torino e provincia”. Ecco alcune delle eccellenze torinesi che meritano una visita.

Contro il consumo distratto e poco consapevole e la produzione alimentare industriale abbiamo l’arma più antica del mondo: metterci in viaggio alla scoperta dei sapori autentici di un luogo; abbiamo scelto la bella città di Torino dove anche le istituzioni vengono incontro al turista in questa ricerca del gusto.

Per orientare il visitatore verso la qualità la Camera di Commerio di Torino infatti, insieme a Slow Food e al Laboratorio Chimico camerale, ha dato spazio all’iniziativa “Maestri del Gusto di Torino e provincia” , dove sono stati individuati per meriti e competenze 209 artisti del sapore fedeli alla tradizione e ai prodotti del territorio della città della Mole e provincia.

Ci siamo avventurati alla scoperta di alcune di queste chicche enogastronomiche di grande valore passeggiando tra le strade della bella città sabauda.

Curiosità tutte torinesi, tra gianduiotti, tartufi e sushi alternativi

Avete mai mangiato un sushi… di carne? L’esperienza sorprenderà. L’idea è dei giovanissimi proprietari della  rinomata macelleria Crù che sono stati selezionati tra gli artigiani del gusto per l’elevata qualità della materia prima a km 0 utilizzata nei loro originalissimi roll di carne bovina di razza piemontese.

Dal salato al dolce e se pensiamo a Torino come non pensare al cioccolato artigianale? Qui la scelta si fa ampia ma sono due le cose che arrivati in città bisogna assolutamente andare ad assaggiare: i gianduiotti e i tartufi di cioccolato.

Se è vero che è nella città di Chambery che il tartufo dolce venne creato per la prima volta, è in Piemonte che questo cioccolatino si è legato profondamente al territorio e si è evoluto nella versione divenuta celebre in tutta Italia. 

Il successo del cioccolatino nato in Francia raggiunse anche l’Italia, dove assunse carattere piemontese non solo nel nome, ma anche nella sostanza; nella provincia di Cuneo, alcuni pasticceri decisero di sostituire la panna della ricetta originale con la pasta di nocciole, usando gli scarti della produzione di torrone.

Nacque così un tartufo unico, arricchito dagli intensi aromi dati dalla granella e dalla pasta delle nocciole del Piemonte.

L’impasto, colato nelle torroniere spente, si amalgamava grazie al calore residuo, dando forma al dolce che conosciamo oggi. Chi ne realizza di impeccabili, tra cui una varietà al cioccolato al latte senza latte (gli intolleranti al lattosio han trovato il paradiso) è la celebre pasticceria a gestione familiare La Perla di Torino.

Per dei gianduiotti artigianali fatti unicamente di nocciole Piemonte IGP, cacao puro, zucchero e vaniglia in polvere Ballesio Cioccolato è una garanzia in città.

L’impasto di questi gianduiotti ha la particolarità di essere particolarmente “morbido” perché ricco dell’olio della nocciola e non può quindi necessariamente essere lavorato a macchina perché aderirebbe troppo ai modelli o agli utensili; è quindi necessario tagliarlo a mano, conferendogli una forma imperfetta ma autentica.

Bere bene a Torino

Protagonista indiscusso del panorama piemontese come si sa è il Vermouth e qui a Torino, per chi è alla ricerca di una varietà specifica e di novità consigliamo Hempatico, il primo Vermouth millesimato al mondo, in commercio da fine marzo presentato in anteprima al Festival del giornalismo alimentare.

Una bevanda che nasce dall’unione tra docg Erbaluce di Caluso e la canapa coltivata nel Canavese (Torino) a ridotto contenuto di THC.

È frutto della collaborazione tra Affini, uno dei più frequentati cocktail bar nel quartiere di San Salvario, polo della movida torinese dove potrà essere gustato, Nicolò Nania, giovane esperto in coltivazione e trasformazione della canapa industriale in Piemonte, ed Evho, scuola di bartendering torinese.

Per scoprire tutte le aziende selezionate dalla Camera di Commercio e conoscere quali sono i requisiti di qualità per la selezione consultare il sito dedicato ai Maestri del Gusto.



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