Suite Francese, la pellicola dell’amore ai tempi della guerra [il trailer]

Tratto dall'omonimo best seller francese di Irène Némirovsky, ecco il film che racconta la Grande Guerra vista con gli occhi di una donna

Poiché raccontare è il mezzo principale che l’uomo ha per ricordare, tante volte il cinema si rivela una forma d’arte utile al ricordo. Tanti momenti della storia, dai più dolorosi ai più importanti, sono stati raccontati da pellicole che hanno, nel tempo, mantenuto vive le vicende reali di uomini e donne che sono divenuti così immortali; è questo che fa anche Suite Francese, pellicola diretta da Saul Dibb e distribuita in Italia da Videa dal 12 marzo

Narrare l’orrore

Tutto parte da un manoscritto.
Anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1942 nel campo di concentramento di Auschwitz, Denise Epstein, ritrova alcuni quaderni densi di storie che sua madre Irène Némirovsky, scrittrice ucraina di origini ebree, aveva redatto durante il periodo dell’occupazione tedesca di Parigi. Molti anni dopo Denise decide di rendere onore a sua madre ed inizia a trascrivere tutto ciò che la sua fantasia aveva partorito durante quegli anni così dolorosi. Irène aveva pensato ad un romanzo strutturato in cinque parti, rimasto incompiuto, poiché la storia e la tragedia della morte hanno la meglio su di lei. Nonostante ciò, nel 2004 le parti che Denise è riuscita a trovare complete Tempesta in giugno e Dolce vengono pubblicate, diventando uno dei best seller degli ultimi anni, un successo che travalica i confini della Francia.

La visione di una donna

Suite Francese non è il primo romanzo a narrare gli orrori del nazismo, ma forse è uno dei pochi che si concentra su come una donna abbia vissuto e interpretato questi fatti.
Ed è proprio questo anche il punto di partenza della versione cinematografica; il lavoro di Saul Dibb ha cercato di risaltare proprio questa originalità, creando una narrazione che, in un certo senso, possa essere quel finale che Irène non è mai riuscita a scrivere poiché le brutalità della storia hanno la meglio su di lei in quel campo di concentramento nel 1942.
Tutto si concentra nella immaginaria città francese di Bussy, dove Lucile Angellier (Michelle Williams) vive con sua suocera Madame Angellier (Kristin Scott Thomas) mentre suo marito è stato fatto prigioniero; è il 1940 e i tedeschi hanno oramai invaso la Francia.
La vita di Lucile non sarà sconvolta solo dalla guerra, ma dovrà fare i conti anche con i suoi sentimenti e con la presenza del giovane generale tedesco Bruno von Falk (Matthias Schoenaerts), con il quale scoprirà dei sentimenti che non pensava più di poter provare, soprattutto in quel particolare frangente.

La telecamera di Saul Dibb arriva lì dove la penna di Irène Némirovsky non è riuscita ad arrivare, portando a compimento una storia di grandi e forti sentimenti.

Il trailer del film


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