1° maggio 1994: Ayrton Senna dalla pista alla leggenda

A vent'anni dalla scomparsa di Ayrton Senna, in tutto il mondo sono numerose le iniziative per ricordare il grande campione brasiliano, scomparso in corsa ad Imola

Ayrton Senna
Ayrton Senna, gennaio 1994

Vent’anni, una vera e propria vita fa. Eppure il suo ricordo è incredibilmente vivo, per certi versi ed in modo quasi paradossale, più coinvolgente e sentito adesso di quando compiva in pista imprese epiche e raccoglieva l’ammirazione di milioni di tifosi in tutto il mondo. Perché la sua tragica morte quando era all’apice della popolarità, vissuta in diretta televisiva, ne ha chiuso la storia terrena ma lo ha spedito direttamente nella leggenda, travalicando decisamente i confini dell’ambiente sportivo nel quale si muoveva. Il 1° maggio 1994 moriva ad Imola Ayrton Senna, pilota brasiliano di Formula Uno considerato da molti come il più grande di tutti i tempi, sicuramente uno dei campioni più amati, ed anche per certi versi osteggiati, che abbiano mai calcato le scene mediatiche del mondo. In Brasile è considerato un vero e proprio simbolo della sua nazione, l’uomo che portava orgogliosamente in giro per il mondo la bandiera dello stato sudamericano, proprio mentre questo attraversava i momenti più bui della sua storia. Era un uomo eccezionale, un campione diverso. Per molti versi. E questo è, forse, quello che aveva colpito fin da subito la gente.

Ayrton, un campione diverso

Ayrton Senna
Ayrton nel 1984
In quella gara ad Imola Ayrton era in testa, come sua consuetudine, quando affrontò la sua ultima curva. Il piantone dello sterzo cedette di schianto e la sua vettura finì a circa 300 Km/h contro il muro esterno della variante del Tamburello: una sospensione, quella anteriore destra, si stacco dalla vettura e gli forò il casco all’altezza della tempia. Morì all’ospedale di Bologna poche ore dopo in seguito a quell’unica ferita mortale. Non aveva alcun altro trauma. Il suo funerale in Brasile fu seguito da milioni e milioni di persone che assieparono le strade di San Paolo al passaggio del corteo d’onore con la sua bara. Ayrton era un personaggio complesso ed originale, fuori dal comune, dallo sguardo fiero e malinconico, ricco di contraddizioni come solo chi è veramente uomo, donnaiolo ed egocentrico, ma profondamente ed autenticamente religioso, tanto da portare sempre con sè la Bibbia, leggere un passo del Vangelo prima di ogni corsa e dichiarare apertamente la sua fede, fino sulla tomba dove aveva lasciato detto di voler scritto: “Nada pode me separar do amor de Deus” – Niente mi può separare dall’amore di Dio”. Un uomo che, e lo si saprà solo dopo la sua morte, aveva usato gran parte dei suoi guadagni per mandare avanti una fondazione a sostegno della scolarizzazione dei bambini brasiliani, specie quelli di strada. La Fondazione Senna continua ancora oggi la sua opera, grazie alla sorella di Ayrton Viviane, e si stima abbia aiutato ad oggi undici milioni di ragazzi. Un uomo capace di una delle più acerrime e violente rivalità sportive mai viste, quella con Alain Prost e poi capace di stringere improvvisamente con lui un’amicizia salda e profonda, quasi incredibile. Avvenne inaspettatamente sul podio del Gran Premio di Australia 1993: ultima gara della carriera di Prost. Ad Imola, la mattina prima di morire, mentre girava un “camera car” sulla pista con la sua macchina, Senna chiuse il suo giro dicendo: “Un saluto speciale al mio caro amico Alain Prost. Ci manchi molto.”. Oggi Prost è uno degli ambasciatori della Fondazione Senna.

L’incredibile premonizione di Xuxa

Ayrton Senna
Ayrton con Adriana Galisteu
Insomma, Ayrton Senna non era solo un ottimo pilota ed anche per questo il popolo brasiliano si rispecchiava in lui, nonostante provenisse da una famiglia benestante, cosa in genere che non permette grande popolarità nelle favelas. Per questo a vent’anni di distanza, il suo ricordo va oltre le sue imprese sportive e tutto della sua storia trasmette una emozione unica. Perfino le sue avventure amorose, che certo non erano poche. Se Adriana Galisteu, oggi modella ed attrice, era la sua “storica” fidanzata che lo accompagnava in quel tragico week-end imolese, in patria fece scalpore soprattutto la sua breve ma intensa love-story con Xuxa Meneghel, la “Oprah Winfrey” del Brasile, una delle personalità più importanti dell’intero panorama pubblico sudamericano, non solo televisivo. Come ogni cosa che riguardi Ayrton, anche la loro storia ha contorni romanzeschi. I due si conobbero in diretta televisiva, durante un programma natalizio per bambini che Xuxa conduceva e in cui Ayrton, fresco Campione del Mondo, era ospite. Era il 1988. E’ una sequenza davvero incredibile e che in Brasile è diventata un cult: al termine dell’incontro Xuxa bacia Senna augurandogli buon 1989. E poi, buon 1990, buon 1991. Si ferma al 1993. Ayrton Senna morirà nel 1994. In patria lo considerano una sorta di segno premonitore.


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