Se permetti non parlarmi di bambini! Un film per ridere di coppie e figli: recensione in anteprima

La commedia argentina campionessa di incassi che vi farà ridere, riflettere e commuovere: la recensione in anteprima di Se permetti non parlarmi di bambini.

Se permetti non parlarmi di bambini
Se permetti non parlarmi di bambini, recensione in anteprima.

Vi farà ridere, riflettere e persino commuovere: Se permetti non parlarmi di bambini, al cinema in Italia dal 29 settembre, è la commedia campione di incassi in Argentina che si prepara a diventare un piccolo cult nel suo genere.

Locandina
Se permetti non parlarmi di bambini.

Una family dramedy che esplora l’universo della coppia e quello del rapporto padre-figlia con un espediente semplice ma efficace: il protagonista Gabriel, separato da quattro anni e con una vita sentimentale e sessuale ormai inesistente, dedica tutta la sua vita alla figlia di 9 anni Sofia, ma quando incontra per caso la sua cotta d’infanzia Vicky, ora avvenente ed indipendente donna in carriera, se ne innamora follemente nonostante lei sia “allergica” ai bambini. Zero istinto materno, nessuna volontà di farne e persino una forma di fobia nello stare accanto a dei marmocchi: di figli Vicky non vuole sentir nemmeno parlare. Di qui, la scelta di Gabriel di nasconderle l’esistenza di Sofia, con tutto il caos che ne consegue nella sua vita: tra rapporti familiari messi a dura prova, case riarredate a seconda che l’ospite sia la fidanzata o la figlia, tentativi di convincere la sua compagna a cambiare idea, nasce una commedia degli equivoci in cui l’impossibilità di gestire la situazione diventa via via sempre più comica.

Se permetti non parlarmi di bambini
I protagonisti di Se permetti non parlarmi di bambini.
Con Se permetti non parlarmi di bambini si comincia a ridere sin dal primo ballo dei protagonisti sulle note di Fiesta di Raffaella Carrà (in versione latina) e si finisce con l’ultima scena dopo aver attraversato un film che prova a scardinare i luoghi comuni sulla famiglia, a sfidare gli stereotipi sessisti («Perché solo alle donne si rimprovera di non volere figli?» si domanda efficacemente la protagonista) e far capire come si possa convivere nella diversità. Il tutto con un tono leggero, un intreccio gradevole per quanto talvolta un po’ forzato, ma in definitiva piacevole. Distribuito dalla Disney, ha attirato oltre mezzo milione di spettatori nelle sale in Argentina, centomila solo nel primo weekend.

Se permetti non parlarmi di bambini
Padre e figlia in Se permetti non parlarmi di bambini.

Convincenti i due protagonisti Diego Peretti e Maribel Verdù, anche se la vera star del film, oltre che il personaggio più razionale e forte tra tutti quelli portati sullo schermo dal regista Ariel Winograd, è l’interprete della piccola Sofia, Guadalupe Manent.

Vicky e Sofia nel film
Vicky e Sofia nel film.

Il miglior ritratto di questa commedia lo ha fornito proprio il protagonista Peretti, oggi uno dei più popolari attori argentini anche grazie alla partecipazione all’adattamento del telefilm In Treatment: «Credo che il film dimostri come non ci sia un solo tipo di famiglia, che in realtà ci sono relazioni molto diverse tra loro tutte degne di grande rispetto. La dote maggiore del film è il modo in cui affronta delle tematiche molto attuali, parla del rapporto di un uomo con la figlia ma pone anche domande sul fatto di avere i bambini: è veramente una cosa positiva o no? La cosa interessante è che non esistono verità assolute, visto che ciascun personaggio espone il proprio punto di vista, basato sulle proprie convinzioni. Alla fine è la cosa buffa è che per tutto il film vediamo bambini che si comportano come adulti e adulti che si comportano come bambini».


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