Rosa dei venti: significato e nomi della bussola

Rosa dei venti: significato e nomi della bussola

La Rosa dei Venti rappresenta i principali venti del Mediterraneo: utilizzata come strumento di navigazione nell'antichità è un simbolo molto conosciuto

-
22/08/2021

La Rosa dei venti è un diagramma che schematizza la provenienza dei venti. Utilizzata fin dall’antichità come strumento per orientarsi nella navigazione, viene chiamata anche Stella dei Venti.

La Rosa dei venti è suddivisa in quattro quadranti: le rette che partono dal centro indicano i quattro punti cardinali e le aree comprese indicano Nord- Est, Nord-Ovest, Sud-Est e Sud-Ovest.

Il diagramma può essere a 4, 8 o 16 punte, ma può arrivare anche a 32, 64 o 128 se rappresentata con la massima precisione. Il colore e la dimensione diversa dei bracci della Rosa indicano la frequenza dei venti, mentre alcune bande rappresentano la velocità del vento a cui si riferiscono.

L’origine della Rosa dei venti

Il nome Rosa dei Venti deriva probabilmente dall’idea che un fiore potesse rappresentare tutte le direzioni. La rosa è uno dei fiori più comuni e conosciuti e quindi probabilmente venne scelto in quanto facilmente ricordabile.

La più antica immagine della Rosa dei venti è quella che compare sull’Atlante Catalano, una mappa nautica risalente al 1375 oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Francia. L’Atlante Catalano è il portolano più importante del medioevo e comprende un testo in lingua catalana con indicazioni astronomiche e cosmologiche, unitamente al disegno di due cerchi. Il primo cerchio è proprio una rosa dei venti, che permetteva di calcolare l’alta marea durante la luna piena.

La forma della Rosa dei Venti è cambiata più volte nel corso dei secoli. Si è diffusa soprattutto con le attività delle Repubbliche Marinare e con il prosperare delle loro attività.

Uno strumento prezioso per la navigazione

La Rosa dei Venti era uno strumento indispensabile per i primi naviganti, poiché dava l’idea precisa di come muoversi in base alla zona in cui si trovavano. La navigazione, infatti, era affidata all’osservazione degli elementi naturali, come le stelle. Erano le sette stelle dell’Orsa Maggiore, i septem trione (sette buoi) ad indicare il Nord e la rotta da seguire. Ma con il cielo coperto i marinai dovevano affidarsi all’unico aiuto possibile: i venti che soffiano generalmente da direzioni costanti.


Leggi anche: Meteo di fine marzo: week-end di sole decisamente primaverile

Già Omero, nell’Odissea, cita i quattro venti principali: Borea, Euro, Noto e Zefiro. Ad essi sono associati i punti cardinali. Aristotele identificò invece dodici venti, nel tentativo di collegare le direzioni di provenienza dei venti con dei riferimenti astronomici. A testimonianza dell’interesse dei greci per i venti sorge ancora oggi la Torre dei Venti di Atene, risalente al I secolo a.C., con otto creature semidivine che rappresentano i venti dalle varie direzioni.

Grazie alle Crociate e al proliferare delle attività commerciali l’arte della navigazione ebbe una rapida evoluzione. L’utilizzo dell’ago calamitato e della bussola sostituirono infatti la conoscenza dei venti come riferimento dei naviganti.

Con l’aumento delle conoscenze la rappresentazione grafica della rosa dei venti divenne sempre più complessa. Si parte infatti dagli otto venti classici, dividendo i quadranti fino ad arrivare a 64 settori e successivamente 128.

I nomi dei venti nella Rosa dei venti

La rosa dei Venti nesce per indicare i venti principali del Mediterraneo. Vediamo quali sono, e da dove derivano i loro nomi.

In senso orario abbiamo Tramontana (Nord), Grecale (Nord-Est), Levante (Est), Scirocco (Sud-Est). Seguono Ostro (Sud), Libeccio (Sud-Ovest), Ponente (Ovest) e Maestrale (Nord- Ovest).

Per capire l’etimologia dei nomi occorre considerare che la Rosa dei Venti veniva raffigurata al centro del Mar Ionio, in prossimità di Malta, più o meno accanto all’isola di Zante. Ecco perché il vento che proviene da Nord Est si chiama Grecale: arrivava infatti dalla Grecia, che comprendeva anche la Turchia e le coste balcaniche. Da Sud Est provenivano le navi dalla Siria, da cui il nome Scirocco, mentre a Sud Ovest era collocata la Libia, che nell’antichità comprendeva anche l’Algeria e la Tunisia, da cui il nome Libeccio. Il Maestrale ha l’etimologia più curiosa: da Nord Ovest giungevano le navi da Roma, che per non attraversare lo stretto di Messina spesso circumnavigavano la Sicilia. Arrivavano quindi dalla Magistra, cioè dalla via Maestra, quella da e per Roma. Alcuni invece sostengono che l’origine del Maestrale sia il Mistral, vento predominante del sud della Francia.


Potrebbe interessarti: Meteo di fine luglio: da giovedì il tempo migliora

I venti che soffiano dai quattro punti cardinali principali indicano invece il levare e il calare del sole (Levante e Ponente) e il Mezzogiorno (Ostro, dal latino Auster, vento australe). La Tramontana, vento freddo da Nord, arriva invece da ultramontes, cioè da oltre le Alpi.

Alcune curiosità sull’utilizzo della Rosa dei venti oggi

La Rosa dei venti viene utilizzata ancora oggi in meteorologia: si usa infatti come strumento grafico di analisi statistica. Rappresenta infatti in modo sintetico la distribuzione delle velocità del vento per direzione di provenienza.

Viene anche utilizzato nella progettazione delle piste degli aeroporti: le migliori condizioni di decollo e di atterraggio si hanno infatti constovento ed in direzione parallela a quella del vento.

La Rosa dei venti è poi un soggetto molto amato per i tatuaggi. È contemporaneamente un simbolo di libertà, in quanto evoca i naviganti che salpavano verso l’ignoto, e di protezione, poiché indicava la via corretta sa seguire.

Foto di Erik Mclean da Pexels

Claudia Saredi
  • Scrittore e Blogger