Il cast di "Via Castellana Bandiera" / photo: Biennale di Venezia
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Mostra del Cinema di Venezia, i primi film in concorso. Da “Tracks” a “Night Moves”

Ecco i film in concorso proiettati finora a Venezia. Per non avvicinarci alla premiazione impreparate

A Venezia, tra star, applausi, mancati arrivi e qualche polemica, proseguono le proiezioni dei film in concorso. Ma quali abbiamo visto fino ad ora? E quali protagonisti hanno calcato il red carpet? Ecco un ripassino.

In concorso: Tracks, di John Curran. Con Mia Wasikowska, una diva che fa poco la diva

Red carpet:
Red carpet: "Tracks" di John Curran / photo: Biennale di Venezia
Pellicola di John Curran basata sulla vera storia della viaggiatrice e scrittrice Robyn Davidson e della sua traversata in solitario nella terra dei canguri. Attesa anche dai meno cinefili per l’arrivo in Laguna dell’attrice protagonista, la ventitreenne australiana Mia Wasikowska. Che ha lasciato più di qualcuno con l’amaro in bocca: ingresso dal retro, stile low profile con capelli castani, abito poco appariscente, assai lungo, molto accollato. Ma la sua bellezza certo non ne risente, e il mancato divismo è quasi un invito a concentrarsi sulle pellicole in concorso. D’altronde siamo alla Mostra del Cinema.

In concorso: Via Castellana Bandiera, di Emma Dante

Invito che cogliamo: eccoci a parlare del primo film italiano in concorso a Venezia. Tratto dal suo omonimo romanzo, l’esordio alla macchina da presa di Emma Dante, finora abituata ai palcoscenici del teatro sperimentale italiano. Via Castellana Bandiera che è insieme un vicolo stretto e lungo, costellato da palazzine abusive, immondizia e caldo, con due donne al volante una di fronte all’altra, una che non vuole far passare l’altra, e l’Italia di oggi, “ bloccata in un pantano, uno stallo da cui non riusciamo ad uscire”.

Nicholas Cage nel “western triste” Joe, di David Gordon Green

Nicholas Cage / photo: Biennale di Venezia
Nicholas Cage / photo: Biennale di Venezia
Altra pellicola tratta da un libro – per la precisione, da un romanzo di Larry Brown. Una storia, in questo caso, che racconta la possibilità della redenzione, in un Texas d’oggi, pieno di persone “perse”. E se nel film di Green – che ne segna il ritorno al cinema indipendente – Cage interpreta un ex detenuto di passaggio, sul red carpet l’abbiamo visto innamoratissimo maritino della bella moglie Alice Kim: un tenerone, in scena e nella realtà.

Una follia “semplice e tranquilla”. La moglie del poliziotto, di Philip Groning

Ma questa Mostra del Cinema non ci lascia il tempo di sognare un po’, ed eccoci al film di Groning che si diceva avrebbe diviso critica e pubblico. E ha mantenuto le promesse. La storia di una violenza domestica, “Die Frau Des Polizisten” è un film “semplice e tranquillo”, come recitano le note di regia, dai tempi lunghi (dura 175 minuti), in 59 scene/quadri che, pian piano, deviano verso una follia irrecuperabile. Dividerà pubblico e critica, si diceva fin da prima della proiezione. E “La moglie del poliziotto” ha mantenuto le promesse.

Judi Dench: eleganza d’altri tempi. Philomena, di Stephen Frears

Una diva d’altri tempi: c’è poco altro da aggiungere su Judi Dench. Capello corto, tutto bianco, abito in pizzo avorio e oro. E fan di ogni generazione ad acclamarla, insieme all’altro protagonista del film di Frears, Steve Coogan. La pellicola racconta la storia vera (e non unica) di una donna che per 50 anni cerca il figlio che da giovane ha partorito in un istituto di suore irlandese, e che è stato adottato negli USA. C’è già chi vocifera che a Venezia qualcosa vincerà, questo film: se troppo commedia per il Leone, qualcosa per la protagonista. Vedremo.

Dakota Fanning e Jesse Eisenberg,
Dakota Fanning e Jesse Eisenberg, "Night Moves" / photo: Biennale di Venezia
Ambientalisti radicali e ideologici. Night Moves, di Kelly Reichardt

Ecco un’altra donna dietro la macchina da presa. A raccontare la storia di tre ambientalisti radicali dell’Oregon che si uniscono per far esplodere una diga idroelettrica. Ma non si pensi: il film non celebra le glorie del terrorismo ambientale. “Anzi. Esplora cosa significhi essere radicali ed ideologici. Detto questo c’e’ un radicalismo del mutamento dell’ambiente naturale che e’ molto più grande dell’azione di questi ragazzi”, ha commentato Reichardt. Mentre, sul red carpet, la biondissima protagonista Dakota Fanning incantava tutti.

Prima puntata del ripassone finita. Ma non perdetevi notizie e curiosità da Venezia. E i prossimi film.



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