Le leggi del desiderio, Muccino racconta le nostre fragilità

Dopo la separazione artistica dal fratello Gabriele, torna Silvio Muccino nei panni di regista. Ecco tutti i retroscena del suo nuovo film

Il ritorno di Silvio Muccino

Giovanni Canton (Silvio Muccino) è un mental coach: in breve tempo fornisce gli strumenti per mettere in atto una trasformazione che amplifichi e migliori le potenzialità per raggiungere obiettivi personali, siano essi il piacere, il lusso, il potere, il successo o l’amore.
Considerato dai suoi tanti fan una sorta di profeta, e da molti altri un cialtrone che si approfitta delle debolezze altrui, Canton decide di dimostrare la veridicità delle sue teorie organizzando un concorso per la selezione di tre persone che verranno da lui portate al raggiungimento dei loro più sfrenati desideri.

L’incontro con Matilde

Dopo sei mesi di una vera e propria formazione riesce a far trovare lavoro ad un anziano signore messo sempre da parte dai più giovani (Maurizio Mattioli), il successo letterario e di fama ad una segretaria che lavora in Vaticano (Carla Signoris) e l’amore impossibile di una ragazza innamorata (Nicole Grimaudo) per un fedifrago di pessimo carattere (Luca Ward). 

Ma l’intenso rapporto che si stabilirà fra il life coach e il terzetto prescelto produrrà effetti inaspettati, soprattutto la relazione con una dei tre, Matilde, prenderà una via inaspettata che produrrà cambiamenti nella vita di entrambi, ma soprattutto in quella di Canton.

Le leggi del desiderio è la terza prova alla regia per Silvio Muccino dopo Parlami d’amore, l’esordio del 2008, e Un altro mondo, del 2010. Il film, scritto a quattro mani dallo stesso Muccino con Carla Vangelista, autrice del romanzo a cui si ispira la sua opera seconda e con la quale aveva già lavorato alla scrittura del suo primo film, è anche interpretato dallo stesso attore romano che ha voluto al suo fianco sul set anche Nicole Grimaudo, vista in sala nel 2013 in Buongiorno papà, Maurizio Mattioli, di recente in sala con in Tre tocchi, Carla Signoris, già vista in Allacciate le cinture e Paola Tiziana Cruciani, con la quale Muccino aveva già recitato in Che ne sarà di noi.

“Avendo iniziato molto presto a lavorare, ho potuto concedermi il lusso di fermarmi e prendermi del tempo tutto per me, questi cinque anni di silenzio. Del tempo per conoscermi. Da tempo volevo fare un film con un finale positivo. Adoro la commedia romantica americana come Harry ti presento Sally e questo film vuole essere un piccolo omaggio. A differenza della commedia italiana troppo spaventata dal lieto fine, disillusa e cinica, quella americana vuole far sorridere e gioire. Volevo raccontare l’Italia di oggi vista da un’altra angolazione. Spero di esserci riuscito”.

Il video del backstage


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