Lavorare da casa: il telelavoro tra realtà e falsi miti

Scopriamo insieme i vantaggi, gli ostacoli e le opinioni sul lavorare da casa

È un pensiero comune e capita a tanti, in coda in tangenziale, oppure pigiati in treno e sugli autobus insieme a migliaia di altri pendolari: “E se lavorassi da casa?” 

È un’idea che ricorre più spesso tra coloro che svolgono lavori “da ufficio”, perché sappiamo che molti dei nostri compiti quotidiani possono essere svolti da remoto, grazie alla tecnologia. Una tecnologia che corre così veloce da permetterci di essere sempre connessi a casa o in qualunque altro luogo, ma che di fatto continua a tenerci legati agli stessi uffici di sempre.

Come mai? Perché il telelavoro di cui si parla da anni ancora fatica a decollare? E cosa significa davvero lavorare da casa?

Lavorare da casa: non solo per mamme

In passato si credeva che la scelta di lavorare da casa fosse un’esclusiva delle mamme, per conciliare impegni di lavoro e di famiglia più facilmente.

Oggi, grazie a Internet, il telelavoro è una realtà che nel mondo coinvolge professionisti della comunicazione, freelance, liberi professionisti e sta sempre più conquistando anche manager, impiegati e consulenti. Le connessioni via Internet e via smartphone e le forme di social networking sempre più evolute permettono infatti di condividere progetti, portare a termine negoziazioni, siglare contratti, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova.

Che si tratti di lavoro dipendente o autonomo si parla di telelavoro nei casi di:

  • telelavoro domiciliare  – si lavora da casa con un computer collegato in modo protetto alla rete aziendale
  • telelavoro da centro satellite – si lavora da una sede distaccata dedicata messa a disposizione dall’azienda, che ha la sua sede centrale altrove
  • lavoro mobile –  in questo caso si lavora senza una sede fissa, grazie a soli dispositivi mobili come cellulari o tablet.

Si tratta di forme di lavoro flessibili, rispettose dei tempi e degli spazi di chi lavora,  con ripercussioni positive anche sull’ambiente.
Secondo una ricerca dell’ Osservatorio Smart Working, a cura della School of Management del Politecnico di Milano, il passaggio al telelavoro significherebbe risparmio anche per la spesa pubblica, grazie alla riduzione degli spostamenti, del traffico, degli incidenti e delle emissioni di CO2.

La stessa ricerca evidenzia però il ritardo dell’Italia nella diffusione del telelavoro: nel 2013 i lavoratori italiani che si avvalgono di forme di telelavoro per più di un quarto del loro tempo lavorativo è pari al 6,1%. Il nostro Paese si piazza così su questo tema al penultimo posto nella classifica dei Paesi della Unione Europea, che vede ai primi posti le nazioni del Nord e in particolare la Norvegia.

In ogni caso la percentuale di lavoro a distanza occasionale sta aumentando anche da noi: + 8% in quest’ultimo anno, segno che innovazione, tecnologia e voglia di flessibilità cominciano a diffondersi.

Lavorare da casa con Internet: i pro e i contro

Troppo spesso i forum sono affollati di richieste su come trovare un lavoro da casa, come se si trattasse di fare richiesta per una specifica professione o posizione.

Il telelavoro è un modo di lavorare, non una professione a sé. Questo significa che, a prescindere dal fatto che si sia lavoratori dipendenti o autonomi, bisogna pensare a come svolgere la propria professione in un altro luogo e con modalità diverse. Non basta infatti abilitare la propria abitazione a una connessione Internet avanzata e protetta o installare dispositivi informatici all’avanguardia. Si tratta di riorganizzarsi il lavoro e la giornata, di gestire se stessi in modo diverso.

Libertà di programmare il proprio tempo, autonomia nelle modalità per portare a termine il lavoro e vicinanza alla famiglia sono i vantaggi principali per chi fa questa scelta. Poter sbrigare una commissione nelle ore di apertura di uffici e ambulatori senza prendere un permesso, arrivare in tempo alle recite scolastiche, evitare i lunghi tempi e le code per arrivare al lavoro: ecco alcuni chiari vantaggi del lavorare da casa.
È vero però che secondo le ricerche sociologiche e i racconti di chi ha già fatto esperienza di lavoro a domicilio esistono anche alcuni rischi: cedere a distrazioni o, al contrario, non riuscire a separare nettamente casa e lavoro. Se si ha già una naturale tendenza a non staccare mai dal lavoro, farlo da casa accentua ancor di più il rischio di dipendenza dal lavoro.

Un altro fattore da tenere in considerazione è il rischio di isolamento: il quotidiano confronto con i colleghi e persino gli incontri occasionali con compagni di viaggio in metropolitana sono a volte faticosi, possono persino diventare irritanti, ma sono anche una ricchezza e una fonte di ispirazione, di apprendimento, di creatività.

Si è più o meno produttivi nel lavorare da casa? Su questo tema i pareri sono discordi.


Secondo un’indagine internazionale di Kelly Services, il 47% degli intervistati sostiene che lavorare lontano dall’ufficio significa subire meno interruzioni e quindi essere più concentrati e più produttivi. Ne sono convinte anche le aziende? Pare di no. La stessa ricerca sottolinea che le maggiori resistenze al lavoro a distanza arrivano proprio dalle aziende, che non sembrano ancora pronte a perdere il controllo diretto sulle performance dei propri dipendenti.

Telelavoro: il caso Yahoo

Anche le grandi multinazionali, che già vantano anni di esperienza nel telelavoro, sembrano ancora nutrire dubbi. A febbraio 2013, ha destato molto clamore la decisione di Marissa Mayer , Amministratore Delegato di Yahoo, di far rientrare in sede tutti i collaboratori in telelavoro. Produttività e rischio di isolamento i due fattori chiave. Nella informativa con la quale si comunicava ai dipendenti della novità, si sostiene infatti che la velocità e la qualità del lavoro svolto in ufficio sono superiori; inoltre la presenza fisica al lavoro, a contatto con i colleghi migliora la comunicazione e la collaborazione.

L’interazione negli uffici e alle macchinette del caffè è preziosa, e la Mayer non è la sola a sostenerlo: molti studi testimoniano i benefici della vicinanza fisica per dar vita ad idee brillanti.

Eppure il mondo sta cambiando e con esso anche le regole della comunicazione tra gli esseri umani, è possibile che solo i luoghi del lavoro rimangano fedeli a se stessi?

Lavorare da casa: le conclusioni

Siamo creature progettate per la comunità, questo è il punto di vista di chi è ostile al telelavoro. Secondo questa scuola di pensiero, il mondo del lavoro dovrebbe utilizzare la tecnologia per facilitare il contatto umano e non eliminarlo. L’idea è dunque quella di spingere le aziende a migliorare e abbellire gli uffici e non a eliminarli.

Secondo il Wall Street Journal,  il 70% dei lavoratori della Cisco Systems lavora regolarmente da casa almeno per il 20% del tempo. Personalmente ho conosciuto lavoratori italiani di questa azienda, che testimoniano l’evidente vantaggio di potere decidere quando lavorare direttamente a casa, garantendo il raggiungimento degli obiettivi e il mantenimento degli impegni presi. È evidente che in questo caso di successo il vantaggio è riconosciuto sia dall’azienda, sia dai lavoratori. Il punto è probabilmente proprio questo: che ci sia una reale volontà di flessibilità da entrambe le parti.

Le aziende potrebbero ad esempio più facilmente permettere di lavorare da casa qualche giorno al mese, o almeno uno a settimana. In questo modo andare in ufficio e confrontarsi con la comunità dei colleghi in modo non solo virtuale diventa piacevole e migliora l’equilibrio tra vita e lavoro.

In fondo anch’io ho scritto queste righe direttamente da casa… ed è un bel vantaggio!



Ccnl commercio livelli e retribuzione netta
Lavoro

Ccnl commercio: livelli e retribuzione netta

siti per ricercare lavoro in Svizzera
Lavoro

I migliori siti per ricercare lavoro in Svizzera

Lavoro online da casa i migliori tool per meeting
Lavoro

Lavoro online da casa, i migliori tool per meeting

Tredicesima: spetta anche a colf e badante?
Lavoro

Tredicesima: spetta anche a colf e badante?

Ferie non godute: verranno pagate dopo la pensione?
Lavoro

Ferie non godute: verranno pagate dopo la pensione?

4-novembre-festa-unita-forze-armate
Lavoro

Festività non goduta a novembre: cosa si festeggia il 4 novembre?

Come diventare bagnino e cosa fare per prendere il brevetto
Lavoro

Come diventare bagnino e cosa fare per prendere il brevetto

Lavori estivi: quelli più remunerativi per studenti
Lavoro

Lavori estivi: quelli più remunerativi per studenti

Tell me more Olivia
Cultura

Estratto del libro “Tell me more Olivia” di Francesca Lualdi

Una raccolta di 100 storie di donne che hanno rivoluzionato le proprie vite.

Leggi di più