Intervista a Selene Biffi, la mamma di Spillover

Un progetto ambizioso, una donna capace e un prestigioso premio internazionale sono i protagonisti della storia che stiamo per raccontarvi

Selene Biffi, vincitrice della Global Impact Competition
Selene Biffi, vincitrice della Global Impact Competition |Credit Rolex Awards - Reto Albertalli

Viviamo un momento storico in cui parlare di donne che si lanciano in nuove avventure imprenditoriali ha un nonsoché di surreale, se poi a questo uniamo l’attenzione alle nuove generazioni e ad un loro possibile coinvolgimento con il mondo della scienza finalizzato all’ambizioso obiettivo di salvare il pianeta raggiungiamo livelli fantascientifici. Questa però non è la trama di un film, ma un progetto concreto che risponde alla ricerca avviata da Axelera, l’associazione che tra gli altri aspetti si pone l’obiettivo di favorire il potenziale italiano nell’ambito di grandi progetti che aiutino a rispondere alle principali sfide della nostra epoca, con il finanziamento della partecipazione italiana al Graduate Studies Program di Singularity University presso il Centro di Ricerche Nasa Ames in Silicon Valley attraverso la Global Impact Competition.
Ed è stata proprio una donna, Selene Biffi, a vincere il primo premio di questa competizione con la sua startup tutta milanese: Spillover.

Selene Biffi con Spillover ha creato uno spy-game che, attraverso la dinamica dei video giochi per tablet avvicina i giovani alle scienze, un mondo grazie al quale anche loro possono diventare partecipanti attivi nella salvaguardia del nostro pianeta. Le app per bambini e ragazzi sono ormai un mondo in costante crescita e possono offrire un intrattenimento positivo e costruttivo.

Selene ha dato vita a questa startup grazie alle sue competenze specifiche, alla sua capacità di trasferirle e concretizzarle in un progetto consistente e solido. Ammiriamo il suo impegno tangibile per dimostrare ai ragazzi e alle ragazze di oggi – che saranno gli uomini e le donne di domani – che le scienze sono uno strumento di conoscenza utile, appassionante ed anche divertente. Insomma, tanto di cappello, Selene realizzerà un suo grandissimo sogno portando nel mondo la professionalità delle donne Italiane. Non potevamo resistere e ci siamo fatti raccontare di questa sua avventura.

Spillover

1. Donna e giovane, appartieni a due categorie che in questo momento in Italia sono tra le meno valorizzate, pensi che ci sia spazio nel nostro Paese per donne e giovani che abbiano voglia di fare e di cambiare il mondo, oppure “scappare” è la sola soluzione possibile?

Ci siamo dimenticati il terzo fattore che oscilla tra tecnologia e sociale… Ricevo quotidianamente decine di email di ragazzi che mi chiedono consigli, e per molti la scelta naturale ricade necessariamente sul trasferimento all’estero. Suggerisco sempre a tutti di considerare in maniera globale la propria scelta, valutando che all’estero ci sono sì più possibilità e più meritocrazia, ma non bisogna scordarsi che la concorrenza è agguerrita e, molto spesso, la preparazione è superiore alla media italiana.

2. Spillover e Selene Biffi sono un caso unico o credi che il nostro Paese abbia le risorse, in termini di giovani teste e di investitori, per cominciare a trasformare il pianeta puntando su menti visionarie che credano ancora in un futuro positivo per la Terra?

Occupandomi di innovazione sociale da quasi 12 anni ormai, posso sicuramente dire che, rispetto a quando ho iniziato io, ci sono certamente molte più opportunità in termini di visibilità e finanziamento, anche grazie alla legge per le startup di recente approvazione. Non si può comunque prescindere dal fatto che, anche quando ci sono competenze e idee, per fattori di tipo culturale, in Italia si fa ancora un po’ fatica a trovare interlocutori e investitori pronti a scommettere su progetti davvero visionari, soprattutto se appartengono all’ambito dell’imprenditoria e dell’innovazione sociale.

3. Con il tuo spy-game hai trovato un nuovo modo di comunicare con i giovani, credi che il mondo della scuola possa in qualche modo cambiare le modalità comunicative o che non ci sia più possibilità di dialogo tra generazioni che sembrano sempre più lontane?

Il disinteresse dei giovani d’oggi verso la scuola e, in particolare, le materie scientifiche, è preoccupante e richiede un profondo ripensamento delle modalità di insegnamento e comunicazione con le quali ci rivolgiamo alle nuove generazioni. Spillover parte da un’idea semplice: sfruttare la straordinaria passione dei ragazzi per i dispositivi mobile e i videogiochi a scopo educativo. Per questo abbiamo sviluppato una serie di spy-game per iPad che attraverso il gioco conducono l’utente, dagli otto anni in su, in un viaggio didattico nel mondo della chimica, della robotica, della fisica e della matematica. L’obiettivo è dimostrare che le scienze possono essere non solo utili, ma anche divertenti. Potrebbe essere questa la strada da seguire anche a livello accademico.

4. Una donna che vince il primo premio della Global Impact Competition deve solo pensare alla salvezza del pianeta o ha tempo di dedicarsi anche alla famiglia e alla vita privata?

Non lo nascondo: i vari progetti che sto portando avanti occupano quasi interamente le mie giornate e il tempo libero che ho a disposizione è davvero poco. Spillover è una startup appena nata, e quindi necessita ogni giorno di grande impegno, senza contare poi le tante iniziative che ho avviato in questi anni: da Youth Action for Change – che attraverso corsi online basati su un sistema peer-to-peer forma i giovani di ben 130 paesi su tematiche di rilevanza sociale, come i diritti umani e lo sviluppo sostenibile – fino a Plain Ink, che crea fumetti e storie per insegnare utili nozioni pratiche che migliorano l’esistenza quotidiana, dall’igiene alla sicurezza alimentare. Ma non mi lamento: amo il mio lavoro e il veder crescere un poco alla volta qualcosa che hai contribuito a creare dal nulla è una soddisfazione enorme. Per tutto il resto, c’è tempo.

5. Un consiglio per tutte le donne e le nostre lettrici, per poter contribuire alla salvezza del pianeta anche attraverso la formazione dei giovani è necessario avere un talento come il tuo, o anche noi possiamo contribuire nel nostro piccolo a trasformare il mondo in cui viviamo?

Sono fermamente convinta che non occorra avere doti fuori dal comune o budget imponenti per rendere questo mondo un posto migliore: tutti possono dare il loro contributo, ciascuno a suo modo. Basta crederci davvero e impegnarsi con tutte le proprie forze. Le difficoltà e gli imprevisti che inevitabilmente si incontrano lungo il cammino non devono scoraggiare, sono in realtà opportunità per tentare approcci diversi a idee alternative. L’importante nella vita è la passione!

Un grandissimo in bocca al lupo, quindi, a Selene!


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